castelli infestati
30 Ottobre 2018   •   Francesca Celani

Castelli infestati: misteri e leggende da paura!

«In un territorio antico e leggendario come quello italiano, non mancano di certo tantissimi castelli infestati, le cui storie vi spaventeranno al punto giusto per preparavi alla festa più inquietante dell’anno!»

Halloween è praticamente arrivato: pipistrelli, zucche e ragnatele sono ormai ovunque, ma se durante questo ponte del primo novembre non sapete che fare, una visita ai castelli infestati più leggendari d’Italia è sicuramente un’ottima idea a tema. Ma, se siete dei paurosi, meglio che non leggiate fino in fondo l’articolo…

Tutto il nostro paese, si sa, fin dall’era dell’antica Roma, è stracolmo di luoghi magici, esoterici e misteriosi. E di certo non manca di tanti castelli infestati sparsi da nord a sud, con delle leggende e storie, la maggior parte delle quali riguardanti personaggi realmente esistiti e famosi, talmente inquietanti da far raccapricciare la pelle anche ai più scettici. Ecco quali sono gli 8 castelli infestati più spaventosi d’Italia, per preparavi ad un Halloween inquietante e spettrale.

castelli infestati

Castello di Fumone

Si dice che in questo castello, situato sulla Via Latina in provincia di Frosinone, si trovino tantissimo fantasmi, circa 18, fattore che lo rende uno dei castelli infestati più inquietanti d’Italia. È molto antico, e fu importantissimo per Roma: infatti è chiamato Fumone in quanto grazie alla sua posizione elevata avvertiva la città di eventuali attacchi con dei segnali di fumo, e fu del tutto strategico contro Annibale.

Ma oggi il castello di Fumone è conosciuto per altro, ossia per il fatto che qui, non molto tempo fa, venne svolta la prima indagine parapsicologica professionale guidata dai Gosthunters Roma. Il suo fantasma più famoso, e quello più studiato, è quello del Marchesino Francesco Longhi, morto alla tenera età di tre anni per mano delle sette sorelle, e il cui corpo imbalsamato si trova ancora oggi nel castello. Le ragazze infatti, temendo che lui, unico erede maschio, avrebbe ereditato tutto il patrimonio, costringendole quindi a sposare altri signori, lo uccisero mettendo ogni giorno piccole dosi di veleno o di pezzi di vetro nel cibo del piccolo. Il bambino infatti, dopo molti dolori lancinanti morì, scatenando la follia della madre, che mai si diede pace per la morte del suo piccolo.

Molte persone dicono di aver visto all’interno del castello oggetti che si spostano da soli, o di aver udito voci e grida di un bambino. Per questo qui è stata svolta un’indagine parapsicologica, e i risultati sono davvero inquietanti: si dice che da alcuni registrazioni si sia udita la voce di un bambino, mentre vicino la teca del piccolo Francesco, con degli apparecchi speciali, è stata catturata un’immagine termica, che illustra una figura antropomorfa seduta a braccia conserte accanto al corpicino imbalsamato, abbastanza strano non credete?

Tra gli altri misteri del castello, dovete sapere che qui fu murato vivo l’antipapa Gregorio VIII, ma il suo corpo non venne ritrovato; inoltre qui passò gli ultimi giorni della sua vita anche papa Celestino V imprigionato per volere suo successore, ma si dice che il giorno della sua morte sopra la sua cella apparve una croce. E non manca neanche chi dice che dai sotterranei del castello si odano le grida di tutti i fantasmi dei poveri condannati a morte e intrappolati nelle segreta del castello, insomma, non è difficile capire perché sia uno tra i castelli infestati più inquietanti del paese!

Castello di San Giorgio

Spostiamoci a Mantova, in quello che era il castello della nobile famiglia dei Gonzaga, uno dei più famosi d’Italia. Qui si dice che ancora si aggiri il fantasma di Agnese Visconti, figlia del signore di Milano, che a 14 anni andò in sposa a Francesco Gonzaga, proprietario del castello e signore di Mantova. Agnese però non riuscì a dare un erede maschio a suo marito, ma solo una figlia, Alda, fattore che la mise in cattiva luce; inoltre i rapporti tra le famiglie si incrinarono, in quanto il padre di Agnese fu ucciso da Gian Galeazzo Visconti che usurpò il suo potere. Insomma, la povera donna era diventata scomoda, e suo marito, come pretesto per ucciderla, la incolpò di averlo tradito con il cavaliere Antonio da Scandiano; ma non si sa come andarono le cose veramente. 

Alcuni dicono che Antonio per salvarla giurò di averla violentata, altri dicono che Agnese negò tutto, ma fatto sta che entrambi furono condannati, e il 7 febbraio 1391 il povero cavaliere fu impiccato mentre la donna decapitata. Furono sepolti nel cortile del palazzo, oggi è Piazza Pallone, dove si trova una targa in loro memoria. Ma la storia di Agnese non finisce qui: molti di notte da quella piazza sentono delle urla di donna, altri nel castello vuoto vedono uno spettro che si aggira o luci che si accendono e si spengono da sole… molte voci dicono che Agnese chieda perdono a suo marito, altri dicono che urli la sua rabbia per la sua vita perduta, mentre alcuni ritengono che la donna si lamenti del fatto di essere stata sepolta in una terra non consacrata. Non si sa quale sia la verità, ma la cosa di cui siamo certi è solo una: molti turisti e molti mantovani hanno giurato di aver sentito una donna urlare proprio da quel castello, e non possono essere tutte allucinazioni.

Castello di Gropparello

Ci troviamo in Emilia Romagna, esattamente a Piacenza, in un altro dei castelli infestati più conosciuti d’Italia. Appartenuto a Carlo Magno, oggi è sede del Parco delle Fiabe, il primo parco emotivo d’Italia, visitato da tanti bambini che si divertono a simulare scontri epocali… ma, come quasi tutti i castelli medievali, anche questo nasconde le sue leggende e misteri. Per anni fu teatro di scontro delle sanguinose lotte tra guelfi e ghibellini, e si dice che oggi sia infestato da tutti i fantasmi dei numerosi soldati che morirono nelle battaglie al suo interno.

Ma fra tutti questi, spesso si parla di uno spettro in particolare, che non ha niente a che fare con i guerrieri… è quello di una bellissima ragazza, Rosania Fulgosio. La donna venne data in sposa dal padre a Pietrone, signore del castello, anche se il suo cuore apparteneva fin dalla sua tenera età ad un certo Lancillotto, un giovane che la donna aveva ormai perso di vista e che non aveva potuto sposare per la differenza di rango sociale. Rosania divenne signora del castello, ma spesso Pietrone era impegnato in battaglie fuori da Piacenza; la voce giunse a Lancillotto, che aveva intrapreso la carriera militare in città. Così i due ricominciarono a incontrarsi ogni volta che il signore lasciava il castello, fino a quando qualcuno fece la spia dell’adulterio dei due amanti…

Pietrone, infuriato dal fatto che tutta la città era ormai a conoscenza del tradimento, covò una vendetta tremenda per la donna: fece costruire nel castello una piccola stanza senza porte né finestre, dove la rinchiuse facendola morire di stenti. Ma c’è un grande mistero: nessuno trovò mai la stanza, ne tantomeno il corpo di Rosania. Oggi, nelle notte di vento, tantissimi odono la voce del fantasma della povera donna che ancora si aggira nel castello, e che si lamenta per la fine del suo amore.

Castello di Trani

Spostiamoci nel sud Italia, in questo paesino della Puglia, a pochi chilometri da Bari, nel castello di Trani, uno dei castelli infestati più suggestivi. Anche qui parliamo di una storia d’amore finita molto male. Si tratta di una giovane ragazza, Armida, considerata la più bella del paese, che sposò il signore del castello contro il suo volere. Ovviamente, come spesso capita in queste storie, la ragazza si innamorò di un cavaliere che prestava servizio a corte, e i due divennero amanti. Quando il signore scoprì il misfatto, pugnalò il cavaliere, e anche egli imprigionò Armida, che morì di dolore e sconforto.

Ma vi è un problema: non esistono corrispondenti storici di questa storia. Infatti molti dicono che quello che oggi è considerato il fantasma di Armida sia in realtà quello di un’altra donna, Sifridina, contessa di Caserta, che fu prigioniera nel castello per aver cospirato contro gli Angioini, e che proprio qui trovò la morte. Ad ogni modo, sia che il fantasma sia di Armida o di Sifridina, si dice che molte persone abbiano visto lo spettro di una figura femminile con i capelli lunghi e neri, gli occhi azzurri e un vestito grigio scuro; niente urla o grida, ma si parla solo di un fantasma innocuo e tranquillo che si limiterebbe a girare per le sale del castello. Ma non per questo è meno inquietante!

 

Castello di Caccamo 

Rimaniamo nel sud Italia, e questa volta andiamo in uno dei castelli infestati della bella Sicilia. Stiamo parlando di una delle fortezze più belle, grandi, ma anche inquietanti dell’isola, capace di trasformarsi da un meraviglioso luogo turistico ad un maniero davvero molto tenebroso e oscuro. Con un’età di quasi 1000 anni, questo castello è famoso per il fantasma che ormai da tempo si aggira al suo interno, ossia quello di Matteo Bonello, il signore del castello.

L’uomo fu a capo della Rivolta dei Baroni avvenuta nel 1160: essi organizzarono un agguato mortale a Maione da Bari, il primo ministro del re Guglielmo I, per poi rifugiarsi all’interno della fortezza, inespugnabile. Il re infatti non l’ebbe subito vinta, e temporaneamente venne spodestato. Ma una volta calmata la rivolta, durante la quale morì anche il figlio del re, Guglielmo I realizzò la sua tremenda vendetta: ingannò Matteo Bonello, invitandolo a corte con la promessa di perdono. L’uomo ingenuamente si fidò, ma una volta arrivato, fu catturato, forse perchè tradito da alcuni suoi amici, e venne torturato: fu accecato, gli vennero tagliati i tendini e venne rinchiuso in una cella, nella quale morì.

Per questo si dice che oggi ogni notte il fantasma di Matteo Bonello si aggiri per le sale del Castello di Caccamo con un aspetto orribile e inquietante: si trascina zoppo con le orbite nere e vuote per i luoghi del maniero, dove, tormentato, lancia maledizioni a tutti quelli che lo tradirono, pronunciando nomi poco comprensibili. Abbastanza inquietante no?

Castello di Montebello

Il famoso Castello di Montebello si trova a Rimini, a ben 436 metri d’altezza, con uno splendido panorama sulla valle del Marecchia. Questo è sicuramente uno dei castelli infestati d’Italia più famosi per la sua leggenda conosciutissima, quella di Azzurrina. La storia vera è quella di una bambina, Guendalina, figlia del feudatario di Montebello, che il 21 giugno del 1375, nel giorno del solstizio d’estate, scomparse senza lasciar traccia.

La bambina era albina, e dato che in quel periodo ciò era considerato un fattore di origine diabolica, la madre le tinse i capelli di nero con dei pigmenti di natura vegetale, i quali però, a contatto con i capelli albini che trattengono il pigmento, fecero sì che  i capelli di Guendalina diventassero azzurri, proprio come i suoi occhi. Da qui il famoso soprannome. Si dice che il fantasma della piccola Azzurrina, il cui corpo non venne mai più trovato, si aggiri ancora tra le stanze del castello, e che si faccia sentire incomprensibilmente ogni 5 anni, sempre nel giorno del solstizio d’estate. Infatti venne registrato con apparecchi sofisticati lo stesso suono nel 1990, nel 1995, nel 2000 e nel 2005… un suono che assomiglia molto ad un pianto di una bambina. Mere coincidenze o la conferma del fantasma di Azzurrina?

Castello di Bolsena

Il Castello di Bolsena o Rocca Monaldeschi della Cervara è considerato uno dei luoghi e castelli infestati più misteriosi e inquietanti d’Italia. Ci troviamo nel quartiere di Bolsena, il più antico della Tuscia, in provincia di Viterbo, una delle città del Lazio che più ha conservato il suo alone di mistero e il suo spirito medievale. Il castello venne costruito nel 1156 per volere di Papa Adriano IV e nel 1295 passò ai Monaldeschi.

Qui si trovano delle ossa, che in un primo tempo furono attribuite al cardinale Tiberio Crispo, misteriosamente scomparso. In realtà poi si è scoperto che questi resti appartenevano ad un maggiordomo del castello, trucidato e ucciso perchè troppo ribelle nei confronti del signore del luogo. La sua presenza è stata rivelata spesso dai turisti nel salone del castello, specie davanti alle pareti affrescate; non a caso il salotto è detto proprio del fantasma, in quanto, stando alle parole di tutti i visitatori, è quasi impossibile fermarsi in questo punto del maniero, perchè è come se ci si sentisse osservati da uno sguardo maligno… paura?

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By Bjørn Christian Tørrissen [CC BY-SA 3.0 ], via Wikimedia Commons

Castello di Fenis

Il Castello di Fenis è una delle meraviglie della Valle d’Aosta, ed è il tipico esempio di fortificazione su pianura di stampo medievale. Le prime notizie sul castello risalgono agli inizi del XIII secolo; esso apparteneva alla famiglia nobiliare degli Challant, che lo persero intorno al XVIII secolo; dopodiché subì una fase di abbandono, mentre dal 1936 appartiene all’Amministrazione Regionale.

I misteri di questo castello sono davvero tanti. In primis, è uno dei castelli infestati in Italia più famosi: molte persone, visitandolo, hanno infatti udito lamenti, rumori di catene e urla. Si tratterebbe molto probabilmente del fantasma di un bambino, la cui salma si trova proprio all’interno del castello. La sua matrigna lo uccise per far sì che solo il suo figlio naturale, avuto con il padre del povero piccolo ucciso, potesse essere l’erede al trono; sebbene questa storia sia molto inquietante, potete comunque stare tranquilli. Tutti i turisti hanno confermato che il fantasma del bimbo non sia per niente violento, ma che si limiti solamente a spostare oggetti, soprattutto in cucina! Ah, e la volete un’altra curiosità? Proprio qui il grande Paolo Villaggio, forse ispirato dalle leggende sul Castello di Fenis, decise di girare il suo cult Fracchia contro Dracula!

Francesca Celani