luoghi del fai del sud italia
06 Ottobre 2018   •   Giulia Pepe

Luoghi del FAI del sud Italia: 5 posti da visitare assolutamente

«I luoghi del Fai del sud Italia sono dei posti di rara bellezza che vanno visitati assolutamente. Scoprite quali sono, qual è la loro storia e come il Fondo Ambiente Italiano ha contribuito alla loro rinascita»

Del FAI abbiamo già parlato tempo fa con il censimento “I luoghi del Cuore”, aperto fino al 30 novembre 2018. Oggi vogliamo portarvi alla scoperta dei luoghi del FAI del sud Italia, cioè di quei posti che il Fondo Ambiente Italiano, che lavora dal 1975 proprio per salvaguardare il patrimonio paesaggistico, storico ed artistico italiano, ha salvato dalle condizioni di degrado e di abbandono.

  • Baia di Ieranto- Massa Lubrense

La Baia di Ieranto è stata donata al FAI da Italsider nel 1987. Il motivo della donazione è dovuto ai segni di degrato che mostrava l’area. Questi erano stati lasciati sopratutto da una cava di roccia calcarea chiusa negli anni ’50. Il Fondo Ambiente Italiano ha compiuto un’importante opera di restauro ambientale che ha riportato la Baia al suo antico splendore. Antico? Esattamente! Secondo Plinio il Vecchio, grande scrittore e naturalista romano, proprio in questi posti Ulisse incontrò le Sirene durante il ritorno verso Itaca.

Per raggiungere la Baia bisogna percorrere un sentiero fino ad arrivare vicino una grande roccia a picco sulla spiaggia di Nerano, da li inizia una discesa che vi porterà in questo posto meraviglioso. Da qui potete ammirare un panorama di straordinaria bellezza, uno di quelli che raramente si dimentica! Il vostro sguardo catturerà addirittura i Faraglioni dell’isola di Capri. Su una vicina vallata coperta di ulivi si trova il rifugio del FAI dove vi potete fermare per un po’. Da questo punto è possibile prendere due direzioni: una che conduce verso la spiaggia e l’altra che sale verso Mont’Alto e Punta Penna.

La Baia di Ieranto è senz’altro uno dei più bei luoghi del FAI del sud Italia e presenta anche la tipica macchia mediterranea, tornata ad essere rigogliosa proprio grazie all’intervento del FAI. Oggi Ieranto è un Sito di Interesse Comunitario che fa parte dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. È un luogo speciale per gli amanti della natura data la sua biodiversità, ma non delude sicuramente neanche gli sportivi che possono praticare birdwatching, kayak, snorkeling e passeggiate botaniche.

  • Abbazia di Santa Maria di Cerrate– S.P. 100 Squinzano, Casalabate, km. 5.900 Lecce

L’Abbazia di Santa Maria di Cerrate si trova nel cuore del Salento. Secondo la leggenda l’Abbazia venne fondata dal re normanno Tancredi d’Altavilla a seguito di una visione della Madonna. La storia racconta invece che la fondazione avvenne tra la fine dell’XI e gli inizi del XII secolo, quando Boemondo d’Altavilla istituì un cenobio di monaci greci che fuggivano dalle persecuzioni di Bisanzio. L’Abbazia diventò nel corso degli anni uno dei più importanti centri monastici dell’Italia meridionale. L’anno 1711, a causa del saccheggio da parte dei pirati turchi, segna l’inizio del suo declino. Per alcuni anni la splendida Abbazia fu adibita a centro di produzione agricola. Nel 1965 la Provincia di Lecce inizia un’opera di restauro, mentre molti anni dopo, nel 2012, il complesso viene affidato al FAI.

La facciata, l’arcata che sovrasta il portale d’entrata con altorilievi che riproducono scene del Nuovo Testamento e un monaco in preghiera fanno dell’Abbazia uno splendido esempio di architettura romanica. Di notevole bellezza è il portico duecentesco con le colonne cilindriche e poligonali con dei capitelli figurati. L’interno è splendidamente affrescato. L’intervento di restauro da parte del FAI è stato molto complesso, ma ne è valsa senz’altro la pena. Oggi, infatti, l’Abbazia sta rivivendo una nuova vita ed è di nuovo un luogo di culto attivo e visitabile.

  • Casa Noha–  Matera

Casa Noha si trova immersa tra i celebri Sassi di Matera. Rappresenta l’entrata della città e grazie a delle moderne tecnologie digitali in questa abitazione, che è uno dei Luoghi del FAI del sud Italia, potete rivivere la storia locale. La dimora della famiglia de Noha fu edificata tra il XVI ed il XVII secolo in contrada del Cavone, gli eredi hanno deciso di donarla al FAI nel 2004. Questo edificio, che conta un cortile e cinque ambienti interni, rappresenta un tipico esempio di architettura locale.

Il progetto di restauro del FAI ha portato la casa ad essere uno dei luoghi di Matera che vanno assolutamente visitati. Visitando questo posto potete vedere il video “I Sassi invisibili. Viaggio straordinario nella storia di Matera” di Giovanni Carrada che ci presenta la zona sotto molteplici punti di vista: cinema, architettura, arte, storia e archeologia. La visione del video è un’esperienza totalmente coinvolgente dato che viene proiettato sulle pareti, sui soffitti e sui pavimenti delle stanze.

Il Giardino della Kolymbethra, un altro tra i luoghi del Fai del Sud Italia davvero imperdibili, si trova vicino la Valle dei Templi, ad Agrigento. La sua storia, come quella siciliana, è molto antica ed è, come esprime il nome di questo splendido giardino, legata all’Antica Grecia. Le fonti narrano che il tiranno Terone fece costruire una rete di gallerie che si concludeva ai piedi della città in una vasca detta Kolymbethra, con lo scopo di portare l’acqua ad Akragas (un’antica città greca che sorgeva dove oggi c’è Agrigento).

La grande vasca divenne poco a poco il centro di un fiorente giardino con piante rigogliose, pesci e cigni. Alla fine del Novecento la Kolymbethra cadde in uno stato di grave abbandono fino a che, nel 1999, la Regione Autonoma della Sicilia lo affidò al FAI. Oggi il Giardino è più bello che mai, grazie all’odore degli agrumi e delle mandorle, ai reperti archeologici, alle acque e alla ricca vegetazione. La Kolymbethra è uno dei luoghi del FAI del Sud Italia la cui visita è imprescindibile per chi sceglie la Sicilia come meta di un viaggio, come lo era ai tempi del Grand Tour.

  • Saline Conti Vecchi– Zona industriale Macchiareddu, Assemini

Il nostro viaggio tra i Luoghi del FAI del sud Italia si  conclude in Sardegna. Le Saline Conti Vecchie sono le più longeve dell’isola e con la loro superficie di 2700 ettari sono anche di notevole grandezza. Vennero realizzate alla fine degli anni ’20 quando l’ingegner Conti Vecchi fece bonificare lo stagno di Santa Gilla. L’opera dell’ingegnere ebbe un grande impatto su tutta l’area facendo sviluppare l’economia locale. Oltre alle saline vennero realizzate tutte quelle strutture ultili ai proprietari, ai dirigenti e agli operai come case, scuole e strutture ricreative.

A partire dagli anni ’70 le Saline passarono da una società all’altra fino a che nel 2017 la Ing. Luigi Conti Vecchi Spa ha affidato al FAI la valorizzazione di questo posto. Oltre alle Saline si possono visitare gli uffici, la direzione e il laboratorio chimico. Da non perdere sono anche le proiezioni che si tengono nell’Officina e nell’ex-Falegnameria che illustrano la storia e il funzionamento delle Saline. Non mancate la visita delle vasche salanti e delle montagne di sale, una vista per molti inusuale e suggestiva. Sotto il punto di vista naturalistico le Saline hanno un elevato livello di biodiversità. Qui si possono osservare circa ben 36.000 esemplari di uccelli di 50 specie diverse, in particolare il fenicottero rosa.

Immagine di copertina: da fondoambiente.it

Giulia Pepe