vini biologici
31 Ottobre 2018   •   Francesca Tantillo

Vini biologici, la svolta green tutta italiana

«Vini biologici: sono il nuovo trend che sta spopolando in Italia. Proprietà organolettiche eccelse, biodiversità e sostenibilità sono i fattori alla base del loro successo»

Quello dei vini biologici è un fenomeno che in Italia ha segnato una grossa crescita esponenziale con +102% fra il 2014-2015 fino al +108% fra il 2016-2017. Di conseguenza sono sempre di più i viticoltori italiani che si affacciano a questa nuova produzione tutta green. I vini biologici sono la nuova frontiera del mondo enologico e sempre più imprese scelgono di produrli. Da Nord a Sud dello stivale le cantine green sono aumentate a dismisura e l’Italia è al primo posto al mondo per quota di vigneti biologici sulla superficie vitata totale. Il numero di ettari a coltivazione bio sono ben 103.545, il che ci colloca al secondo posto dopo la Spagna.

 

«La viticoltura biologica negli ultimi 10 anni è esplosa a livello mondiale con la sua superficie vitata quintuplicata in 14 anni. E l’Italia che ha raddoppiato la superficie in 5 anni oggi rappresenta ¼ dei vigneti bio di tutto il mondo»

Lo ha dichiarato Roberto Pinton, consigliere delegato di Federbio. I numeri del SINAB (Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica), attestano che nel 2017 le regioni con il maggior numero di ettari di vigneti bio sono la Sicilia, Puglia, Toscana, Marche e Veneto. Qui le vigne sono raddoppiate negli ultimi anni. Il 2017 è stata un’annata davvero strepitosa con un boom di vendite per i vini biologici a livello nazionale. Secondo l’analisi di Coldiretti su dati Infoscan Census, sono stati venduti circa 3,48 milioni di litri di vini biologici con un aumento del 45% rispetto all’anno precedente. Ma la dicitura vini biologici abbraccia in realtà tre tipologie di vini: biologici, biodinamici e naturali. Quali sono le differenze fra le tre categorie?

Vini biologici

I vini per essere definiti biologici devono seguire una produzione regolamentata da norme precise, solo così i produttori possono “fregiarsi” il logo BIO. Precisamente questa tipologia di vini bio deve provenire da uve coltivate da agricoltura biologica, ossia senza OGM, sostanze chimiche di sintesi e utilizzando una ridotta quantità di solfiti. Per la fertilizzazione dei terreni vengono usati solo concimi organici. Inoltre la vinificazione deve essere svolta solo con prodotti enologici e i processi autorizzati dal Reg. UE 203/2012 evitando l’uso di altre sostanze chimiche. Solo così un vino può definirsi biologico e vantare il logo Euro-leaf.

Vini biodinamici

La produzione di vini biodinamici avviene con un metodo che risale agli anni ’20, formulato da Rudolf Streiner. Lo scopo delle viticolture biodinamiche è quello di puntare al maggior equilibrio possibile con l’ecosistema terrestre rispettandone la fertilità dei terreni e producendo alimenti di qualità superiore. Questo vino è ottenuto da un’agricoltura biodinamica che si basa sul rispetto del corso naturale delle cose utilizzando preparati biodinamici (compost naturali). L’uso dei macchinari è ridotto al minimo e ovviamente è bandito qualsiasi tipo di prodotto chimico. Ne risultano piante naturalmente sane in grado di difendersi autonomamente dai parassiti senza l’ausilio di pesticidi. Ad oggi questa “nicchia” di vini bio non è riconosciuta a livello legislativo ma è regolamentata dall’associazione Demeter.

Vini naturali

I vini naturali sono prodotti senza additivi chimici o altre aggiunte da parte dell’uomo. Le vigne sono tutte a bassa resa e sono trattate solo con sostanze naturali. Il rame e zolfo ridotte al minimo così come la fermentazione a l’affinamento sono svolti solo con lieviti già presenti nell’uva. Per quanto riguarda i solfiti, in alcuni casi possono essere aggiunti in quantità minime che non devono superare i 30 mg/l nei rossi e 50 mg/l per i bianchi.

Boom anche per lo spumante biologico

Anche lo spumante svolta verso il green: le vendite delle bollicine bio sono aumentate notevolmente con un incremento del 41% per un totale di 361,469 lt ( Coldiretti). Ma qual è la differenza fra i vini biologici e quelli tradizionali?

È la classica domanda che si pone il consumatore finale: i vini bio non contengono sostanze chimiche rispetto a quelli convenzionali ed inoltre la loro produzione avviene nel completo rispetto dell’ambiente. Inoltre a differenza di quelli tradizionali, i vini bio contengono molte sostanze utili per l’organismo come il resveratrolo. Studi scientifici hanno dimostrato che questo componente è protettivo del sistema circolatorio. I vini bio ormai sono un trend topic nella grande distribuzione e questo successo ha investito anche i mercati internazionali: nel Regno Unito l’Italia è al primo posto per le vendite di vini bio ed è in continua crescita.

 

Lungo tutta la penisola sono tantissime le aziende agricole che hanno aperto le porte alla coltivazione biologica e alla produzione di vini bio. Fra le numerose cantine green troviamo:

  • Le Carline: L’azienda agricola Le Carline è situata in Veneto nel comprensorio Enologico D.O.C di Lison Pramaggiore (fra Venezia, Treviso e Pordenone). Qui vengono prodotti vini biologici come il Merlot, Cabernet, il Bianco e il Refosco dal Peduncolo Rosso.
  • Paololeo: La cantina Paololeo si trova nel Salento (fra Brindisi e Lecce) e produce vini biologici con un sistema di tracciabilità che documenta tutta la catena agroalimentare. I vini biologici che producono sono: Ecosistema, Agricolo, Rurale e Terreno, tutti prodotti con uve biologiche 100% Chardonnay, Primitivo e Negroamaro.
  • Biogaia: L’azienda Biogaia, che si trova in Sicilia produce vini biologici e biodinamici certificati e Vegan Ok. I vini provengono da vigneti nel trapanese da uve Syrah, Nero d’Avola, Viognier e Inzolia.

Se non è bio non lo compro sta diventando il nuovo mantra del consumatore enoico.

Francesca Tantillo