21 febbraio 2018   •   Snap Italy

Lorenzo Bilotti: «Il bob? Provate e vi innamorerete come me!»

«Certo è un mondo duro, ritmi spesso impegnativi, ma chi ha mai detto che raggiungere traguardi importanti sia facile? Per cui provate e vi innamorerete come è successo a me!» – Lorenzo Bilotti

Dopo Francesco Costa (qui per l’intervista), un altro bobbista della nazionale proviene dal mondo dell’atletica. Si tratta di Lorenzo Bilotti (Facebook), classe 1994 di Feanza, un fuoriclasse sui 100 mt come velocista e sulla pista di bob come frenatore della nazionale. Il suo ruolo è fondamentale soprattutto nella fase di spinta dove è impossibile non notare le sue capacità da velocista. Ai Giochi Olimpici Invernali di Pyeongchang 2018, con il bob guidato da Simone Bertazzo (qui per l’intervista), Lorenzo Bilotti vuole continuare a sorprenderci. Ad un anno dal suo esordio nel mondo del bob, la sua prima partecipazione olimpica. Giovane e promettente, conosciamo meglio il giovane frenatore appasionato di calcio, di atletica e di economia.

Da velocista a bobbista. Raccontaci questa tua svolta agonistica.
È nato tutto per caso. Ero in una fase molto molto difficile della mia giovane carriera sui 100m. Trovatomi davanti ad un bivio il bob è arrivato a riempire le mie giornate e la mia vita. Dopo aver fatto dei test e ottenuto risultati ottimi, ho incominciato a frequentare i raduni federali poi a novembre 2016 a far le prime discese. Ho iniziato giorno per giorno a sognare obiettivi sempre più importanti.

È ufficiale, Pyeongchang 2018 diventa realtà. Quali sono i tuoi obiettivi nella tua prima esperienza olimpica a nemmeno un anno dall’avvicinamento alla disciplina del bob a 4?
Sembra incredibile eh?! Fai bob da un anno e vieni convocato per le olimpiadi invernali… un orgoglio infinito per me e la mia famiglia! L’obiettivo è quello di migliorare ancora fisicamente e tecnicamente in queste settimane di avvicinamento alla gara, di vivere a pieno lo spirito olimpico e dare tutto in gara, per me, la mia famiglia e la mia nazione… sognando una top 10 in classifica!

Come è stato il cambiamento da uno sport individuale ad uno di squadra?
Non ho risentito molto di questo cambiamento anche perché forse sarebbe più difficile, anche psicologicamente, passare da uno sport di squadra ad uno individuale, ma non viceversa.

Nel bob a 4 ogni singolo membro ha un ruolo ben preciso. Qual è il tuo?
Il mio è quello del FRENATORE, colui che in partenza insieme al pilota scandisce i comandi. Colui che sale per ultimo (per cui richiede una velocità di base importante) e il componente della squadra che frena a fine tracciato…

Quale aspetto di questa disciplina ha particolarmente attratto Lorenzo Bilotti?
Mi ha attratto molto l’idea di mettermi alla prova in uno sport di squadra e poi la velocità, le sensazioni incredibili che la velocità ti fa provare sin dai primi passi di rincorsa, sino alla discesa.

«Penso che sia uno dei tanti scandali in Italia. Investiamo soldi, tempo e spazi per costruire impianti tra i migliori al mondo, con le migliori tecnologie e gestiti magistralmente per poi lasciarli in malora e inattivi. Tutto ciò danneggia l’immagine del nostro paese ma anche la nostra formazione e le nostre prestazioni. È difficile creare un movimento, soprattutto vincente, senza avere una pista in Italia».
Lorenzo Bilotti

 

Come descriveresti la tua disciplina ad un giovane che vorrebbe cimentarsi nel bob?
Ci sarebbero molti aggettivi per descriverla, ma l’unica cosa che mi viene davvero da dire è: DA PROVARE! C’è molto scetticismo ultimamente nell’avvicinarsi al mondo del bob e non capisco il perché. Certo è un mondo duro, ritmi spesso impegnativi, ma chi ha mai detto che raggiungere traguardi importanti sia facile? Per cui provate e vi innamorerete come è successo a me!

Lorenzo Bilotti

In pista il bob raggiunge velocità che toccano anche i 130 km/h. Quanto la concentrazione è compromessa dall’adrenalina e quanto dalla paura?
Le velocità sono anche molto molto più alte di 130km/h. Sinceramente quando mi presento in una pista nuova, di timore ne ho. È pur sempre da 2 anni che faccio bob! Soprattutto i primi periodi mi preoccupavo abbastanza, ma tutto questo per qualche secondo, poi la mia testa era solo focalizzata a far bene quello per cui mi ero allenato. Riguardo all’adrenalina invece mi dà ancora più carica e mi fa entrare in “modalità gara” con ancor più cattiveria.

Non ci si arrende al fatto che in Italia non ci siano catini attivi per le competizioni di bob, skeleton e slittino, eccetto quello di Cesana Pariol (TO) sfruttato solo per i campionati di spinta. Cosa pensi a riguardo?
Penso che sia uno dei tanti scandali in Italia. Investiamo soldi, tempo e spazi per costruire impianti tra i migliori al mondo, con le migliori tecnologie e gestiti magistralmente per poi lasciarli in malora e inattivi. Tutto ciò danneggia l’immagine del nostro paese ma anche la nostra formazione e le nostre prestazioni. È difficile creare un movimento, soprattutto vincente, senza avere una pista in Italia.

Studente di economia e commercio presso la facoltà di Forlì. Come riesce Lorenzo Bilotti a coniugare l’impegno agonistico con quello accademico?
Riuscire a coniugare sport e studio è dura, quando facevo atletica ancora ancora, ora che sono via molto è davvero difficile. Bisogna aver pazienza, non farsi abbattere dagli insuccessi, continuare a studiare quando possibile e cercare di portare a casa qualche esame.

Altre passioni oltre al bob?
Di passioni ne ho tante, molte legate allo sport. Ovviamente l’atletica ma tantissimo anche il calcio (due sport da cui provengo).

Dove si vede fra 5 anni Lorenzo Bilotti?
Eh fra 5 anni è difficile saperlo. In due anni ho stravolto la mia vita, chissà fra cinque… spero di essere uno sportivo professionista a tutti gli effetti e iniziare a metter le basi per una famiglia…

Fotohttps://www.facebook.com/lorenzo.bilotti.7

Elisa Malomo