zecchino d’oro 2018
20 novembre 2018   •   Lavinia Micheli

Zecchino D’Oro 2018: la magia della musica attraverso i bambini

«Al via dal 10 novembre e per altri 3 sabati, con una puntata speciale il 9 dicembre, la 61° edizione del festival della canzone dei più piccoli: lo Zecchino D’Oro 2018. Alla conduzione Francesca Fialdini insieme al duo comico Gigi & Ross per la direzione artistica di Carlo Conti e quella musicale nelle mani del Maestro Beppe Vessicchio.»

Lo Zecchino D’Oro 2018 è l’ultima edizione di un format nato tempo fa, nel lontano 1959 grazie ad un’idea di Cino Tortorella, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Mago Zurlì, nome del personaggio sotto le cui spoglie conduceva un programma televisivo per ragazzi trasmesso dalla neonata Rai (all’epoca dei primi Sandra e Raimondo). Zurlì, mago del giovedì fu trasmesso a partire dal 1957 e riscosse subito un grande successo fra i piccoli telespettatori, un successo che condusse Cino Tortorella a pensare ad un nuovo programma dedicato e composto interamente da bambini e ragazzi, una sorta di Sanremo in miniatura. Fu così che nacque lo Zecchino D’Oro.

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La scelta del nome

La scelta del nome si basava sul fatto che inizialmente questo tipo di programma ricalcava in un certo qual modo Pinocchio, la celebre fiaba di Collodi (qualche anno fa Enzo D’Alò ne ha tratto un meraviglioso film di animazione). Il mago in calzamaglia, eroe dei giovinetti, si era ispirato infatti al tema del Salone del Bambino di quell’anno, il 1959, che si teneva presso la città di Milano. La gara canora, svolta da bambini e giudicata dagli stessi si intrecciava alla trama della fiaba in modo omogeneo ed efficace. Nelle prime due edizioni del format lo spettacolo era diviso in tre parti: Pomeriggio di Mangiafuoco, Il Gatto e la Volpe, Il Campo dei Miracoli. La canzone vincitrice riceveva come premio proprio uno Zecchino D’Oro, staccato tra quelli che componevano la chioma dell’albero miracolosamente cresciuto nel Campo dei Miracoli. Le dieci canzoni della prima edizione erano anch’esse a tema, una fra tutte emerse e rimase nei cuori delle generazioni avvenire: Lettera a Pinocchio, che verrà in seguito cantata anche da Johnny Dorelli.
zecchino d'oro 2018

Il Piccolo Coro dell’Antoniano e lo Zecchino solidale

“Nell’Italia in bianco e nero di inizio anni Sessanta, un giovane Mago Zurlì in calzamaglia e mantello bussò alle porte di un convento di Bologna, dove tanti ogni giorno bussavano per avere una scodella di minestra calda”. Nel 1961 infatti, lo Zecchino approda a Bologna presso l’Antoniano, prima all’interno del teatro già esistente e più tardi negli studi televisivi. È del 1963 la costituzione del Piccolo Coro dell’Antoniano sotto la benevola direzione di Mariele Ventre: inizialmente composto da 5 bambini nel tempo ha raggiunto i 60 elementi, che accompagnano i bambini solisti in ogni esibizione.

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Con il tempo il programma cresce e diventa un appuntamento culturale e benefico sempre più importante: nei testi delle canzoni vengono inserite tematiche sociali di ampio respiro che permettono persino ai più piccoli di accostarsi a temi educativi, umanitari, ecologici, svolgendo un grande compito formativo. Nel 1976, tra le altre cose, lo Zecchino D’Oro diventa internazionale aprendo le porte a canzoni e sonorità provenienti da tutto il mondo, sotto il patrocinio dell’Unicef. Grandi autori si impegnano nel costruire testi adatti al mondo dell’infanzia. Dal 1991 al programma comincia ad accostarsi un progetto umanitario specifico e grazie alla generosità di telespettatori e genitori, si cominciano a costruire scuole, ospedali, case di accoglienza per i bambini meno fortunati dei 5 continenti. Oltre ad aiutare nel quotidiano le migliaia di famiglie italiane meno abbienti che frequentano le mense francescane sparse per il nostro Paese. Tutto questo costituisce il cosiddetto “Cuore dello Zecchino d’Oro”. Il Cuore dello Zecchino D’Oro 2018 è ancora una volta anche Operazione Pane ed è possibile donare tramite il numero solidale 45588.

Questo è il Valzer del Moscerrrrrrrino

Lo Zecchino D’Oro 2018 è uno di quei programmi che fanno parte del nostro DNA, nessuno può fare a meno di ricordare le canzoncine che hanno segnato la propria infanzia. Chi non ricorda a memoria il testo di Quarantaquattro gatti, Il Pulcino Ballerino o Il Valzer del Moscerino? La canzone arrivò terza alla decima edizione del festival, nel 1968. La deliziosa bambina con le codine che la cantava aveva appena 4 anni. Di lei si ricorda la buffa pronuncia della erre (“…Questo è il Valzer del Moscerrrrrrrino”) e che si chiamava Cristina D’Avena, destinata a rimanere impressa nel cuore di generazioni di bambini di tutto il mondo. Crescendo, ci ha raccontato i cartoni animati tramite le loro sigle, che ci ricordiamo meglio di qualsiasi poesia imparata alle scuole elementari. Il Coccodrillo Come Fa, Il Katalicammello e Torero Camomillo sono state colonna sonora delle nostre feste di compleanno da bambini e quando ci ricapita di sentirle ci scende sempre la lacrimuccia. Oggi è possibile trovare i video di tutte le canzoni più belle dello Zecchino direttamente sul canale Youtube dello Zecchino D’Oro 2018.

Un Festival che, giunto alla 61° edizione, si conferma uno dei programmi più riusciti e più culturalmente densi della Rai. Anche se Mago Zurlì non c’è più (Cino Tortorella si è spento lo scorso anno dopo aver condotto lo Zecchino per 51 edizioni e gli è stata dedicata la serata finale dello Zecchino D’Oro dello scorso anno), Sabrina Simoni ha preso il posto di Mariele e Topo Gigio, il simpatico pupazzo a forma di topo antropomorfo che ha accompagnato il Festival per molti anni, ormai fa soltanto qualche apparizione sporadica, la magia dello Zecchino D’Oro continua e si propaga attraverso la musica e lo sguardo incantato dei bambini. Due elementi che ci salveranno sempre.

Lavinia Micheli