Sandra e Raimondo
17 Settembre 2018   •   Lavinia Micheli

Sandra e Raimondo, la storia d’amore più bella della televisione italiana

«Raimondo e Sandra. Sandra e Raimondo. Non si può parlare di uno e tralasciare l’altra. Un connubio totale quello della più iconica fra le coppie italiane. Più di 50 anni di carriera fianco a fianco, fra i riflettori dei palchi e le mura domestiche. Sono stati i prozii della moderna televisione italiana, paladini della sit-com e rappresentati massimi dei grandi varietà a lustrini e paillettes della mamma Rai.»

Quella televisione che apriva per la prima volta i battenti nel 1954, un poco timida e impacciata, vide in Sandra e Raimondo protagonisti sicuri, capaci di conquistare il pubblico con la genuinità del loro umorismo. Ma prima che un sodalizio artistico, la loro è stata soprattutto una grande storia d’amore.

Raimondo Vianello, classe 1922, figlio d’ammiraglio della Regia Marina si era laureato in Legge, esaudendo i desideri del padre che lo sognava diplomatico. Carriera che si rivela presto stretta per un ragazzo di 28 anni che, dopo la guerra, si era reso conto di voler fare il comico. Dalla sua aveva quel sarcasmo naturale che lo contraddistinguerà in teatro e su piccolo e grande schermo. Un aplomb di stampo inglese, uno humor elegante, divertente ma mai volgare. L’occasione della vita gli arriva per caso: un amico gli procura un provino con Garinei e Giovannini, autori della Rivista Cantachiaro n° 2. Il suo primo ruolo è quello di un soldato. Per fare l’attore rinuncia ad una potenziale carriera di calciatore di successo: il Palermo, allora in serie B, lo aveva contattato nel 1946 proponendogli 30.000 Lire al mese.

Conosce Sandra Mondaini nel 1958. Sandra era cresciuta a pane e teatro: nata nel 1931 a Milano, era figlia del pittore e umorista Giacinto Mondaini e aveva abbandonato lo studio molto presto per aiutare economicamente la famiglia. Inizia come modella per riviste e pubblicità fino ad approdare in teatro, televisione e cinema. Carattere peperino, umorismo pungente, entra nella compagnia di Macario nel 1955. Tra i camerini e le quinte di scena, incrocia per la prima volta lo sguardo di Raimondo: recitavano entrambi in Sayonara Butterfly, una parodia della Madama Butterfly di Puccini.

Diventano Sandra e Raimondo al terzo mese di tournée. Mentre la compagnia è tutta riunita a tavola, Raimondo ordina una cotoletta alla milanese, si volta verso Sandra e le dice: “Ma lo sai che mi sono innamorato di te?”. Quattro anni dopo si ritrovano sposati, dopo aver lasciato i rispettivi fidanzati dell’epoca. Anni dopo Raimondo dichiarerà: “Sono entusiasta della mia esperienza matrimoniale con Sandra, e la rifarei senz’altro. Con un’altra.

Insieme diventano i mattatori della televisione italiana insieme a tanti volti noti dell’epoca come Gino Bramieri, Johnny Dorelli, ma soprattutto Ugo Tognazzi. Chi c’era, ricorderà il programma Un due tre, in cui Vianello e Tognazzi mettevano in piedi sketch di satira dura. Talmente dura che il programma finì vittima della censura per aver accennato ad un episodio accaduto all’allora Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi. Pare infatti che il Capo dello Stato fosse caduto a terra per la sottrazione di una sedia, accanto a Charles de Gaulle, distratto da una bella signora. Il duo ripeté la scenetta: Tognazzi cadde a terra e Vianello gli chiese: “Ma chi ti credi di essere?”. Per le successive quattro puntate furono costretti a registrare l’audio delle prove, che doveva passare al vaglio dei censori.

Sandra e Raimondo continuano fra successi televisivi per la Rai fino al 1981: i battibecchi e le punzecchiature sono l’arma vincente del loro essere coppia vera sul set e nella vita. La trama dei loro sketch è più o meno sempre la stessa: una Sandra annoiata e sagace contro un Raimondo sempre attratto da soubrette più giovani e belle, che spesso li affiancano nei loro spettacoli.

Il celebre “Che barba, che noia!” di una Sandra scalciante nel lettone matrimoniale accanto ad un Raimondo intento a leggere la Gazzetta dello Sport diventerà l’emblema del loro lavoro di maggior successo, Casa Vianello. La serie, trasmessa dalle reti Mediaset dal 1988 al 2007, fa parte ormai della cultura italiana di massa ed è una delle sitcom più longeve del panorama italiano. Il suo successo è dato dalla sensazione di spiare realmente dietro le tende dell’appartamento della coppia. Ai copioni si accompagnava sempre molta improvvisazione.

Del resto, dopo 50 anni insieme, ci si conosce a menadito e i tempi comici l’uno dell’altra diventano semplicemente quotidianità. E poi il triste epilogo. Raimondo Vianello muore il 15 aprile 2010 a quasi ottantotto anni per una complicazione renale. Sandra lo segue soltanto cinque mesi dopo. Sandra e Raimondo, Raimondo e Sandra, erano stretti in un connubio così totale da non riconoscersi più come entità singole.

Sandra e Raimondo

E forse è per questo che sono ricordati con tanto affetto e tanta allegria: sono testimoni di una televisione cortese che va pian piano scomparendo tra le grida scomposte dei talk show e gli eccessi dei reality. Allegria e un po’ di sana invidia, perché in questo mondo di incertezze, la certezza della loro unione ci fa sognare. Altrimenti perché urleremmo emozionati insieme a Calcutta, in Del Verde: “Vestiti da Sandra che io faccio il tuo Raimondo!”?

Foto Copertina: Wikipedia

Lavinia Micheli