prodotti tipici campani
18 Gennaio 2018   •   Marcella Scialla

Prodotti tipici campani: non solo mozzarella di bufala e pizza

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«Tra le regioni italiane, la Campania è quella che vanta il maggior numero di Prodotti Agroalimentari Tradizionali. I prodotti tipici campani sono infatti ben 515: cosa c’è oltre alla mozzarella di bufala e alla pizza napoletana?»

Secondo uno studio condotto da Coldiretti, l’Italia, con le sue ben 5047 specialità alimentari tradizionali, detiene il record mondiale per ampiezza e varietà del patrimonio agroalimentare. Sul podio delle regioni che possono vantare il maggior numero di prodotti tipici troviamo la Campania, che si aggiudica l’oro con i suoi 515 Prodotti Agroalimentari Tradizionali, seguita dalla Toscana, con 461, e dal Lazio con le sue 409 specialità. Stando a questi dati potremmo affermare che la Campania è la “bandiera del gusto” Made in Italy; ma conosciamo davvero tutti i prodotti tipici campani? Scopriamo cos’altro c’è oltre alla mozzarella di bufala e alla pizza napoletana!

prodotti tipici campani


Elencare tutti i prodotti tipici campani, con le rispettive caratteristiche, sarebbe un’impresa colossale. Cercando di fare ordine e di riuscire a destreggiarci  in questo mare magnum di eccellenze agroalimentari, ci limiteremo quindi in quest’occasione a parlarvi nello specifico dei prodotti tipici campani DOP, spendendo qualche parola per la colatura di alici di Cetara, prodotto per il quale il riconoscimento della denominazione è attualmente in corso. Questo prodotto tipico campano viene prodotto nella piccola cittadina marinara di Cetara, in Costiera Amalfitana, ed è frutto della stagionatura e pressatura delle alici salate. Ciò che ne deriva è un liquido ambrato, dal sapore intenso, utilizzato in cucina principalmente come condimento di primi piatti o per arricchire il gusto e aggiungere sapidità a piatti di pesce e verdure. Per quanto riguarda invece la mozzarella di bufala campana e la ricotta di bufala DOP, vi rimandiamo qui, all’articolo in cui ne avevamo già parlato.

Prodotti tipici campani a Denominazione di Origine Protetta (DOP)

Olive di Gaeta. Il marchio DOP dell’oliva di Gaeta è riservato all’oliva di varietà “Itrana”, detta anche Gaetana. Le sue aree di produzione comprendono 44 comuni del Lazio e 2 comuni casertani, quelli di Sessa Aurunca e Cellole, ragion per cui l’oliva di Gaeta rientra a pieno titolo tra i prodotti tipici campani. Le caratteristiche che distinguono queste particolari olive da altre olive da tavola sono il sapore lievemente amaro, la consistenza morbida che permette il distacco completo della polpa dal nocciolo e il colore che può virare dal rosa intenso al violaceo.

Fico bianco del Cilento. La denominazione si riferisce al fico bianco del Cilento essiccato della varietà “Dottato”. Questa pregiata varietà di fico si distingue per la sua consistenza pastosa, il gusto dolciastro e il colore giallo ambrato della polpa. La buccia invece è di colore giallo chiaro, ragion per cui viene definito “fico bianco”. Il fico bianco del Cilento DOP viene commercializzato anche farcito con nocciole, bucce di agrumi, noci e ricoperto di cioccolato o immerso nel rum, soprattutto nel periodo natalizio.

 

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Pomodorino del Piennolo del Vesuvio.
Questa varietà di pomodorini è tra i prodotti tipici campani più antichi e si distingue per la sua particolare forma con l’apice appuntito. La sua produzione è particolarmente diffusa sulle pendici del Vesuvio e si trovano in commercio sia nella versione fresca che nella versione conservata al piennolo, ossia legati in grappoli e lasciati sospesi ad arieggiare. Il pomodorino del Piennolo del Vesuvio è un prodotto largamente utilizzato nella cucina napoletana e campana in genere: grazie alla sua versatilità e al suo sapore intenso lo si trova infatti spesso in primi piatti di mare, ma anche sulla pizza.

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By justpositano [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons


Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino.
Questo tipo di pomodoro, originario dell’America Centrale, ha iniziato a farsi apprezzare nel territorio campano nel ‘900, diventando il pomodoro da salsa per eccellenza. Dal colore rosso vivo e dalla tipica forma allungata, il pomodoro San Marzano è oggi uno dei prodotti tipici campani più apprezzati in tutto il mondo, grazie anche alla sua trasformazione in “pelato”, che lo rende particolarmente adatto a condire la pasta, magari con l’aggiunta di qualche foglia di basilico.

Cipollotto nocerino. Dopo il pomodoro San Marzano, il cipollotto nocerino è la specialità più coltivata nell’area dell’Agro-Sarnese che, grazie alla sua peculiarità di territorio vulcanico, rende possibile la produzione di alimenti di elevato pregio. Particolarmente apprezzata anche sui mercati esteri, questa varietà di cipolla si distingue per la sua polpa dolce e succulenta di colore bianco e per la sua forma allungata leggermente schiacciata alle estremità. Il cipollotto nocerino DOP è destinato ad essere consumato fresco nelle insalate, con i pomodori, ma è utilizzato dagli chef anche in primi piatti.

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Provolone del Monaco. Questo formaggio semiduro a pasta filata viene prodotto nell’area della Penisola Sorrentina e  nel territorio dei Monti Lattari. Dalla caratteristica forma a melone e dal gusto leggermente piccante, è ottenuto con solo latte crudo (proveniente per almeno il 20% da bovini di tipo Agerolese) e raggiunge la sua eccellenza al nono  mese di stagionatura. Il provolone del Monaco, prodotto tipico campano di elevato pregio, viene utilizzato in cucina per arricchire il sapore di piatti tradizionali: uno su tutti, la “pasta e patate”.

Caciocavallo Silano. Questo formaggio è prodotto in tutte le province campane, ma anche in alcune aree della Calabria, del Molise, della Puglia e della Basilicata. A seconda dell’area di produzione, la forma del caciocavallo può essere tonda, ovale o troncoconica. Una volta ottenute, le forme vengono legate a coppie con un cordone e lasciate stagionare “a cavallo” di una trave. È senza dubbio uno dei più antichi formaggi a pasta filata del sud Italia e richiede un tempo minimo di maturazione di 30 giorni. La sua consistenza lo rende particolarmente adatto ad essere fuso e aggiunto a pietanze varie, ma è ottimo anche fritto o grigliato.

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Olio extravergine di oliva. La Denominazione di Origine Protetta dell’olio extravergine di oliva campano riguarda diverse aree di produzione. Il marchio DOP investe infatti la produzione di olio extravergine di oliva del Cilento, delle Colline Salernitane, dell’Irpinia – Colline dell’Ufita, della Penisola Sorrentina e delle Terre Aurunche.

Marcella Scialla

 

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