thomas Bormolini
18 gennaio 2018   •   Snap Italy

Thomas Bormolini: «Pyeongchang? L’appuntamento della vita»

«La gente ha gli occhi su di te, ti tifano e fanno rumore. Devi sapere trovare la giusta concentrazione, ripercorrere quegli automatismi che alleni tutto l’anno e vivere il momento con il giusto equilibrio». – Thomas Bormolini

Originario di Livigno, ha mosso i primi passi sulle piste di sci di fondo ed ora è una delle certezze del biathlon azzurro. Thomas Bormolini (Profilo Instagram), classe 1991, in Coppa del Mondo a Oberhof ha conquistato il suo primo podio nella staffetta che ha visto gli azzurri posizionarsi secondi alle spalle della Svezia. Un risultato decisamente determinante in vista dei Giochi Olimpici Invernali di Pyeongchang 2018 (qui per vedere gli atleti azzurri che parteciperanno). Con la sua costanza e la sua determinazione andrà molto lontano, ma vediamo insieme cosa ci ha raccontato Thomas Bormolini.

thomas bormolini

In che modo Thomas Bormolini si è avvicinato al biathlon?
Al biathlon mi sono avvicinato principalmente grazie a mio fratello Luca (allenatore di biathlon ed ex biatleta italiano) attorno al 2005. Allora praticavo solo lo sci di fondo ma dopo aver provato a sparare per pura curiosità ho capito che avrei presto cambiato sport. Così l’anno successivo, dopo essere diventato campione italiano allievo (massimo riconoscimento che potessi avere in quella fascia d’età), ho deciso che dal 2007 avrei proseguito soltanto con il biathlon.

Il biathlon, che prevede le discipline del tiro a segno con la carabina e lo sci di fondo, è uno sport prettamente invernale. In assenza di neve come si svolgono i tuoi allenamenti?
La preparazione atletica parte dal mese di maggio e finisce a novembre dove poi, a fine mese, si parte con il circuito di Coppa del Mondo. Ci si allena a secco con la corsa, la camminata in montagna, la palestra e gli skiroll. Ovviamente a tutto ciò viene associato il tiro. All’inizio si parte con un lavoro di base per trovare precisione, poi lo si combina con il lavoro fisico. Ad autunno, invece, si cerca di nuovo il contatto con la neve (facciamo raduni in ghiacciaio) per ritrovare feeling con gli sci stretti e poi a novembre gli ultimi dettagli prima della stagione invernale e l’inizio delle gare.

In cosa consiste lo Skiroll?
Come precedentemente accennato utilizziamo gli skiroll durante la preparazione estiva. Sono degli attrezzi simili agli sci ma con delle ruote e senza freni. Proprio per questo li usiamo su strada o in piste tecniche. Bisogna avere feeling ed essere prudenti perché possono essere pericolosi, ma per noi atleti sono molto importanti per il proseguo della preparazione.

Thomas Bormolini

In Coppa del Mondo a Ostersund, nella staffetta mista con Alexia Runggaldier ti sei posizionato settimo. Sebbene la buona prestazione, la caduta a ridosso del finale ha inciso severamente sul risultato finale.
Ad Ostersund assieme ad Alexia Runggaldier (FB) siamo partiti con il piede giusto. Abbiamo lottato per un possibile podio fino a pochi metri dal traguardo. Purtroppo c’è stato un contatto con un atleta ucraino che ha inciso sul risultato finale. Dispiace ma sono episodi che possono succedere, quella volta ha penalizzato noi ma alla prossima chance ci rifaremo.

Anterselva 2020. Un appuntamento importante quello che vedrà Thomas Bormolini ai Mondiali di Biathlon.
Sicuramente avere i mondiali in casa è una notizia che dà carica. Il 2020 è ancora lontano ma pensare di correre davanti ai propri tifosi e famigliari è inspiegabile!

A proposito di Mondiali, qual è l’atleta che consideri più forte in assoluto?
Guardando il palmares di Martin Fourcade (FB) degli ultimi anni sarebbe un errore non pensare a lui. Ha vinto tutto, ma soprattutto ha la capacità di confermarsi stagione dopo stagione, cosa che a questi livelli non deve mai essere dato per scontato.

Thomas Bormolini preferisce gareggiare nella gara individuale o in quella a squadre?
Mi piace correre per me stesso, anche se dietro alla mia performance di gara c’è un intero team che lavora per me cercando di darmi il massimo. Il lavoro “nascosto” di tutta la squadra non è mai preso troppo in considerazione ma è fondamentale per raggiungere gli obiettivi.

Quando gareggi a squadre qual è il segreto per trovare la giusta armonia con i tuoi compagni?
La staffetta è una tipologia di gara che mi trasmette sempre un qualcosa di particolare. Con i miei colleghi di squadra c’è un rapporto di pura tranquillità che ci porta a lavorare in maniera seria e determinata verso obiettivi importanti.

La competizione più entusiasmante a cui hai partecipato.
È difficile selezionarne una in particolare. La staffetta dello scorso anno ai mondiali in Austria è stata pazzesca. Abbiamo corso davanti a 25.000 persone e siamo arrivati quinti, un risultato importante per noi e per tutta la squadra. Oltre a questo ricorderò sempre il mio esordio in Coppa del Mondo nel 2014 e le prime gare in casa ad Anterselva, davanti ai propri tifosi.

Thomas Bormolini

Pyeongchang 2018 è alle porte. Quali sono i tuoi obiettivi?
Il mio obiettivo è arrivarci al massimo delle condizioni fisiche e mentali. Sarà l’appuntamento della vita, il sogno che si avvera. Sarà importante gestire l’intero periodo ed essere al 100 % nelle giornate di gara.

La ricerca del giusto ritmo nel biathlon, come anche in altre discipline, è tutto. In che modo trovi la giusta concentrazione nel tiro a segno dopo aver percorso decide e decine di km con lo sci di fondo?
Non è per niente facile. Cerco di racchiudermi nella mia bolla, estraniandomi da tutto e da tutti. La sessione di tiro avviene velocemente, in un minuto entri al poligono, spari ed esci (possibilmente con zero errori). La gente ha gli occhi su di te, ti tifano e fanno rumore. Devi saper trovare la giusta concentrazione, ripercorrere quegli automatismi che alleni tutto l’anno e vivere il momento con il giusto equilibrio.

Se ti chiedessero di descrivere la tua disciplina che parole utilizzeresti?
La descriverei come un destino incerto fino all’ultimo colpo sparato.

Dove ti vedi tra 5 anni?
È una domanda a cui veramente non so rispondere. In 5 anni può succedere di tutto. Forse meglio concentrarsi sul futuro imminente, sugli obiettivi prossimi e reali.

Foto: https://www.facebook.com/thomasbabbonatale.bormolini

Elisa Malomo