caffè a firenze
11 novembre 2016   •   Argia Renda

Caffè a Firenze: un viaggio dove gusto e storia si incontrano

«Da Piazza della Signoria a Via della Spada, passando per Piazza della Repubblica, ecco 5 storici caffè a Firenze, dove la leggenda non ha mai smesso di esistere.»

L’eleganza e la qualità sono dati costanti delle botteghe di una città d’arte come Firenze. In particolare i caffè storici costituiscono una delle pagine più originali della recente storia fiorentina: le riviste letterarie, i movimenti artistici, i grandi poeti italiani del Novecento trovarono sui tavolini dei caffè momenti di ispirazione, di condivisione, di polemica intellettuale lasciando un segno profondo nella città. Per rivivere le atmosfere e il fermento dei circoli e dei caffè letterari, ad esempio, basta sedersi al tavolino di uno degli storici caffè a Firenze, veri e propri luoghi di culto dove gusto e storia formano un connubio perfetto.

Caffè Rivoire

Nasce nel 1872, situato in Piazza della Signoria, nell’ottocentesco palazzo delle Assicurazioni Generali. Il fondatore è Enrico Rivoire, torinese cioccolatiere reale che apre questo locale come fabbrica di cioccolata; qui i fiorentini impararono a gustare i cioccolatini e la famosa “cioccolata in tazza” tipici della tradizione savoiarda. Il locale divenne rapidamente famoso, grazie anche alla splendida posizione. Nel 1977 i Rivoire passarono la mano ai fratelli Bardelli, che mantengono tutte le caratteristiche artigianali della produzione: dalla tostatura del cacao alla confezione dei prodotti. Con i tavolini all’aperto, magnificamente affacciati sulla piazza e su Palazzo Vecchio, durante i primi decenni del Novecento divenne un affascinante “salotto” della città e ancora oggi è un luogo di culto, con originali arredi in legno che si sposano perfettamente ai prodotti di qualità e al servizio al tavolo. Luogo ideale per chi è alla ricerca degli storici caffè a Firenze, luogo davvero perfetto per fare un tuffo nel passato sorseggiando i caffè delle migliori torrefazioni italiane.

Caffè Le Giubbe Rosse

Sorge in Piazza Vittorio, oggi Piazza della Repubblica, a due passi da Santa Maria del Fiore. Il famoso locale rappresenta non solo un luogo dove in un ininterrotto flusso di turisti si affollano per la ristorazione, ma anche quello che Silvio Guarnieri chiamava “l’Università delle Giubbe Rosse”. Si tratta di uno dei più importanti e leggendari caffè a Firenze, prende il nome dalla giacca scarlatta dei suoi camerieri. Del resto, vista la difficoltà nel pronunciare il nome dei fondatori, i fratelli Reininghaus, risultò scontato optare per qualcosa di più semplice e a tratti distintivo. Nasce nel 1896, ma lega la sua fama ai primi decenni del Novecento, quando diventa dimora fissa dei Futuristi; celebre resta la clamorosa rissa che vide affrontarsi artisti milanesi e fiorentini, così come indelebili rimangono le tracce del passaggio di scrittori e pittori all’interno del locale, che sarà frequentato anche da Montale e Pratolini. Alle pareti possono essere ammirate molte testimonianze artistiche: un fiore disegnato sulla parete da Primo Conti, un’opera originale di Depero e i quadri di molti artisti che hanno transitato in questo luogo; vi è pure esposta una storia sintetica del locale. A tutt’oggi, oltre una attività di ristorazione, si tiene una serie ininterrotta di presentazioni di libri, di esposizione di opere artistiche e di cosiddette “Cene ad Arte”.

Caffè Gilli

Nel 1733 la famiglia svizzera Gilli apre in via Calzaiuoli La Bottega Dei Pani Dolci, che dopo il 1860 si sposta in via degli Speziali, di fronte al Trianon, celebre caffé-chantant. Nel 1890 il locale passa ai Frizzoni, altra famiglia elvetica. Negli anni ‘20 Gilli si trasferisce nella sede attuale, cioè Piazza della Repubblica e diventa uno dei caffè a Firenze più rinomati ed importanti, dove si incontravano gli artisti dell’epoca. Durante il periodo del Futurismo, Gilli è frequentato da intellettuali e letterati, nascono le riviste, il conflitto politico s’infiamma e Piazza Vittorio con i suoi caffè ne è testimone. Qui è stata scattata la famosa fotografia di Ruth Orkin intitolata American girl in Italy 1951, che ben rappresenta quell’epoca: una bella ragazza americana che passa sul marciapiede davanti al bar e attira le attenzioni di tutto un gruppo di giovanotti. Il locale mantiene ancora intatto quello stile che lo ha sempre contraddistinto nella sua lunghissima storia, facendo ancora oggi, di questo esercizio, l’unico esempio di caffetteria Belle epoque rimasta a Firenze. Le pareti color avorio, i lampadari di Murano, il soffitto affrescato, gli archi, il banco Bar maestoso e angolare potrebbero regalare ancora oggi un’immagine di Gilli così come si presentava all’inizio del Novecento.

Caffé Paszkowski

Situato in Piazza della Repubblica, nato nel 1846 come Caffè Centrale, nel 1904 è passato alla famiglia polacca Paszkowski, che ne fece una birreria. Nei primi decenni del ‘900 è stao luogo d’incontro dei letterati ed artisti che ruotavano intorno alle riviste La Voce, Lacerba e Il Selvaggio. Nel 1947, dopo la guerra, è stato rimodernato ed è tornato ad essere un ritrovo di intellettuali, come i poeti dell’ermetismo. Le belle sale, in stile primo Novecento, ospitano anche convegni e sfilate di moda. Il caffè fu punto di incontro di intellettuali fiorentini o di passaggio a Firenze, tra i quali diversi protagonisti della cultura italiana della prima metà del XX secolo, come Gabriele D’Annunzio, Eugenio Montale, Vasco Pratolini, Gaetano Salvemini e Umberto Saba. Francesco Nuti si è ispirato al nome del locale per il suo film del 1988, Caruso Pascoski di padre polacco. Nel 1991 il locale è stato dichiarato Monumento Nazionale, essendo ancora oggi uno dei caffè a Firenze che vale la pena provare almeno una volta nella vità.

Caffè Bianchi

Aperto da Pasquale Bianchi nel 1920, come tabacchi, drogheria, coloniali e caffé, si trova in Piazza S. Felice, a pochi passi da Piazza Pitti. Nel 1929 il figlio Bruno ha trasferito il locale a pochi metri di distanza, affiancando la vendita di pasticceria e vini. Nel locale funzionava anche una piccola torrefazione di caffè, che inondava di aroma tutto il quartiere; nel 1996 è diventato Caffè Bianchi, e i locali sono stati ristrutturati valorizzando gli arredi, le strutture e lo stile originale. Dietro al lungo bancone sono esposte bottiglie da collezione piuttosto datate di diversi tipi di alcolici, che rendono l’ambiente un po’ più caratteristico. Oltre a una sala da thè c’è anche qualche tavolino esterno su una piccola pedana; Di solito si fermano qui i turisti diretti o di ritorno da Palazzo Pitti e la sera dopo cena qualche cliente fisso della zona che si beve un amaro mentre chiacchiera col proprietario.

Argia Renda