Stilisti
08 Marzo 2016   •   Raffaella Celentano

Stilisti per caso: da Armani a Zanotti, cosa facevano prima?

«Non si può lasciare tutto al destino, ha troppo da fare. A volte occorre dargli una mano» – Ever After

Siamo ormai abituati a vedere i grandi protagonisti della moda italiana come veri e propri divi, magari con le loro ville da favola e dalle vite invidiabili. Ma per arrivare dove sono ora la strada è stata lunga, anzi, molti di loro questa strada neanche pensavano di percorrerla! Infatti, in tanti si sono ritrovati a lavorare nel settore fashion per puro caso oppure dopo altre esperienze diametralmente opposte. Sì, è vero, molti il talento ce l’hanno nel sangue, ma non è sempre facile riconoscerlo e mettersi in gioco. Quindi, cosa sarebbe successo se Armani avesse fatto il medico, o se Balestra fosse diventato ingegnere? Beh, non possiamo saperlo con certezza, ma il panorama moda italiano sarebbe molto diverso da quello che è oggi.

Snap Italy ha raccolto per voi le storie di quindici grandi stilisti italiani, per scoprire quali sono stati il loro percorso e la loro formazione prima di far parte del settore moda.

GIORGIO ARMANI: prima di diventare Re Giorgio, Armani aveva lasciato Piacenza, sua città d’origine, per studiare Medicina a Milano. Il suo primo incontro con il mondo della moda avviene nel 1957, quando decide di lasciare l’università e di lavorare alla Rinascente prima come vetrinista e poi come buyer. Qui viene notato da Nino Cerruti, che nel 1964 decide di assumerlo alla Hitman, sua azienda di abbigliamento maschile. Il resto, beh,  è storia!

RENATO BALESTRA: la sua storia ha dell’incredibile. Cresciuto in una famiglia di architetti e ingegneri, era stato avviato agli studi di Ingegneria Civile, anche se fin da bambino aveva coltivato la sua passione per la musica e la pittura. Arrivato all’ultimo anno di università, per una semplice scommessa, i suoi amici gli chiedono di realizzare un bozzetto, che poi spediscono a Milano, a sua insaputa. Il bozzetto riscuote così tanto da successo da valergli un invito a collaborare ad una collezione di Alta Moda.

EMILIO CAVALLINI: lo stilista originario di San Miniato aveva scelto di studiare alla facoltà di Economia e Commercio di Firenze. Tuttavia, dopo due anni decide di abbandonare gli studi e di scappare nella Swinging London per dedicarsi completamente alla moda. Inizia quindi la sua collaborazione con Mary Quant, seguita poi da quelle con Dior, Celine, Gucci, Balenciaga e Alexander McQueen.

GIANFRANCO FERRÈ: è stato uno dei big del Made In Italy, ma forse non tutti sanno che prima di dedicarsi al settore moda Ferrè aveva dimostrato uno spiccato talento per la pittura. Inoltre, dopo il liceo decide di studiare Architettura al Politecnico di Milano, dove si laurea nel 1969. Tale formazione si rivelerà importantissima e decisiva per le sue creazioni di moda.

ROMEO GIGLI: anche lui, come Gianfranco Ferrè, ha conseguito la laurea in Architettura. La passione per la moda, tuttavia, non lo abbandona, e così Gigli decide di intraprendere numerosi viaggi “in compagnia” di abiti e gioielli provenienti dai posti che aveva visitato. Proprio in uno dei suoi viaggi, a New York, inizierà la sua carriera nel settore abbigliamento.

GUCCIO GUCCI: il marchio Gucci, come Prada, nasce come brand specializzato in pelletteria e selleria. Ma ancor prima di aprire il suo laboratorio a Firenze, Guccio Gucci aveva lavorato come lift-boy presso l‘Hotel Savoy di Londra. Da Londra, poi, si trasferisce a Milano, dove inizia il suo apprendistato.

UMBERTO GINOCCHIETTI: dopo aver conseguito la maturità classica, Ginocchietti asseconda il volere del padre e si iscrive all’Università Bocconi di Milano. Il suo spirito imprenditoriale gli è valso tanti riconoscimenti e importanti nomine, fino a quando, nel 1966, decide di mettersi in proprio e seguire la sua passione. Apre così il suo primo maglificio.

MASSIMILIANO GIORNETTI: prima di conseguire il diploma in Fashion Design presso il Polimoda di Firenze, Giornetti si era laureato in Lingua e Letteratura Inglese presso l’Università di Firenze. Tuttavia, era la moda la sua vera passione, e ha deciso di coltivarla, fino a diventare – nel 2004 – Direttore Creativo della maison Salvatore Ferragamo.

PINO LANCETTI: nato nella provincia di Perugia, a Bastia Umbra, Lancetti inizia la sua carriera come pittore e decoratore di ceramiche. Nel 1954, dopo aver conseguito il diploma presso l’Accademia d’Arte Bernardino di Betto di Perugia, si trasferisce a Roma e apre il suo primo atelier in Via Margutta. Iniziano così varie collaborazioni con numerose case di moda – ad esempio Emilio Schubert, Carosa, Simonetta e Antonelli – che culmineranno poi nel 1961 con la prima collezione alta moda presentata a Palazzo Pitti.

KRIZIA: Mariuccia Mandelli, di origine bergamasca, aveva sempre avuto una particolare attitudine per l’ideazione e la realizzazione di capi d’abbigliamento. Però, anche dietro consiglio della famiglia, aveva abbandonato la sua passione per diventare maestra elementare. Non riesce a stare lontana dalla moda per troppo tempo, e già negli anni ’50 apre il suo primo laboratorio a Milano.

OTTAVIO MISSONI: la vita di Tay Missoni è stata un continuo di successi ed emozioni contrastanti. Nato a Ragusa di Dalmazia, si trasferisce a Zara, dove divide il suo tempo tra lo studio e l’atletica leggera. Inizia poi l’attività agonistica, arrivando a gareggiare nella nazionale italiana. Inoltre, partecipa alla battaglia di El Alamein e trascorre quattro anni in un campo di prigionia in Egitto. Nel ’46, tornato in Italia, riprende gli studi e l’attività sportiva. È così che conosce Rosita Jelmini, sua futura moglie, con cui fonderà l’azienda di moda Missoni.

MIUCCIA PRADA: possiamo dire che la sua carriera era già segnata, e che lei era già destinata ad entrare nell’azienda del padre. Ma, prima di intraprendere la strada della moda, Miuccia ha deciso di studiare Scienze Politiche e poi recitazione, presso il Piccolo Teatro di Milano. Inoltre, sarà anche l’incontro con il futuro marito Patrizio Bertelli a influenzare e dare nuova forma alla sua collaborazione con il brand Prada.

EMILIO PUCCI: il marchese di Basento, erede di una nobile famiglia fiorentina, in  gioventù si era dedicato allo sci, entrando anche nella squadra nazionale per le Olimpiadi Invernali del 1936. In seguito, si trasferisce nell’Oregon, al Reed College, dove ha la possibilità di allenarsi nello sci, studiare scienze sociali e, inoltre, disegnare i suoi primi modelli, realizzando anche le divise da sci per la sua squadra. Finiti gli studi decide di girare il mondo a bordo di una nave. Rientrato in Italia viene accusato di renitenza alla leva, ma dopo aver risolto i problemi con la giustizia si arruola nella Regia Aeronautica. Inizia così la sua brillante carriera militare, che lo porterà a combattere anche durante la Seconda Guerra Mondiale. Finita la guerra, poi, diviene istruttore di sci a Sestriere. La sua passione per la moda torna a farsi sentire, e lo porta a trasferirsi a Firenze, dove otterrà notevole successo.

NICOLA TRUSSARDI: prima di entrare nell’azienda di famiglia, fondata dal nonno Dante, Nicola Trussardi ha studiato Economia e Commercio presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Proprio la sua formazione gli permetterà, negli anni ’70, di trasformare il vecchio laboratorio artigianale di guanti in uno dei più importanti marchi del Made in Italy.

GIUSEPPE ZANOTTI: nato a San Mauro Pascoli, piccolo paese in provincia di Rimini noto per la sua tradizione calzaturiera, Zanotti ha da sempre mostrato un innato talento per la moda. Prima di iniziare le sue collaborazioni con botteghe e atelier, tuttavia, ha lavorato come DJ, frequentando ambienti d’avanguardia, che ancora oggi sono i motivi ispiratori delle sue creazioni.

In realtà, non possiamo affermare con assoluta sicurezza che queste storie siano state completamente casuali o che magari tutto fosse, in qualche modo, già scritto. A noi piace pensare che ogni tanto il destino ha bisogno di una piccola spinta, e che ognuno di noi deve fare tutto il possibile per realizzare i propri sogni, anche – e soprattutto – quelli che ci sembrano impossibili!

Raffaella Celentano