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29 novembre 2018   •   Francesca Tantillo

Sommelier italiani: la nostra top 5 di eccellenze

«I sommelier italiani sono fra i più preparati a livello internazionale. Quella del sommelier, del resto, più che una professione è una vera e propria passione per il vino, che si manifesta attraverso anni di studio e continua formazione. Scopriamo 5 nomi di eccellenti sommelier italiani che hanno fatto del vino una vera e propria cultura.»

La figura del sommelier negli ultimi anni è stata notevolmente rivalutata; questa professione è molto importante perché fa la differenza fra un locale di fascia medio-bassa e uno di fascia decisamente superiore. Sono numerosi i sommelier italiani  che  nel tempo sono diventati molto popolari, portando, di conseguenza, prestigio al ristorante in cui lavorano. Ad oggi l’universo del vino attrae sempre più curiosi e negli ultimi anni si sono moltiplicati i corsi di formazione per assaggiatori e degustatori,  aumentando in maniera esponenziale la fama e il prestigio del sommelier sia in Italia che all’estero. È ben evidente, in effetti, che il desiderio o l’esigenza di una formazione in ambito enoico, sia italiano che estero, sia in continua crescita ed evoluzione.

sommelier italiani

Il vino ha una vera e propria valigia carica di storia e tradizioni che affascina e conquista sempre più appassionati. Mette tutti d’accordo sul fatto che dietro ogni bottiglia c’è un mondo da scoprire ed è proprio grazie alla figura del sommelier che ciò è possibile. La conoscenza delle materie prime, serietà ed esperienza sono i fattori che fanno di un sommelier, un esperto indiscusso in materia. E poi ci vuole studio, tanto studio: frequentate un corso sommelier Roma, o ovunque vogliate, perché per diventare veramente bravi dovrete passare molto tempo sui libri e, paradosso dei paradossi, con il calice in mano!

Ma esattamente cosa fa un sommelier?

Questo lavoro si articola in due fasi importanti. La prima riguarda la gestione della cantina: il sommelier cura personalmente la carta dei vini, acquistando vini e bollicine in base al budget, alle proposte gastronomiche  e allo stile del ristorante. Inoltre  deve svolgere anche una vera e propria attività di scouting ricercando nuove aziende vinicole, che si distinguono per prestigio e innovazione, da proporre in sal, in modo tale da aggiornare continuamente la carta dei vini, ma soprattutto per stimolare l’esperienza gustativa a nuovi sapori. La seconda fase, invece, si articola in sala, a diretto contatto con i clienti. Ed è proprio in sala che un bravo sommelier sfodera tutta la sua competenza: il sommelier ha il compito di servire vino (ma anche acqua o altre bevande). Scelta l’etichetta, dopo aver presentato la bottiglia davanti agli ospiti, procede con la stappatura su un tavolo di servizio e avvinamento dei calici dei commensali, oltre che alla valutazione dell’integrità del prodotto attraverso un’analisi olfattiva e gusto-olfattiva. Poi l’assaggio viene rivolto all’ospite che ha ordinato l’etichetta prescelta e, infine, il vino viene servito a tutti i commensali secondo uno specifico ordine di servizio.

Fra i tanti sommelier italiani, di fama nazionale ed  internazionale, ecco 5 eccellenze da tenere bene a mente:

Andrea Gori

È chief sommelier della trattoria Da Burde a Firenze, di proprietà della sua famiglia dal 1927. Si definisce un “sommelier informatico” perché le sue due passioni sono il vino e la tecnologia. Non a caso ha il blog Vino Da Burde, aperto nel 2007 che in poco tempo è diventato il blog italiano di vino più seguito da eno-appassionati. Inoltre è anche giornalista per Business People, scrittore e organizzatore di eventi per God Save the Wine, festival enoico e multimediale.

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foto presa dalla pagina Fb

Luca Gardini

Giovane promessa dell’enologia, Luigi Gardini ottiene il titolo di “Miglior Sommelier d’Italia” nel 2004 e recentemente ha conquistato anche il titolo per “Miglior Sommelier d’Europa”. Ambasciatore del metodo classico italiano e noto  esperto di vini nel mondo, vanta collaborazioni  con The Fat Duck, uno dei ristoranti più famosi al mondo, e con il Cracco di Milano, del famoso chef omonimo. Nonostante tutti i premi e la carriera brillante, Giordano rimane sempre con i piedi per terra con un unico chiodo fisso: il vino.

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foto presa dalla pagina Fb

Manuele Pirovano

Milanese, classe 1983, è il sommelier di D’O, ristorante di Davide Oldani, a Cornaredo (MI). Lo scorso anno è stato eletto come “Sommelier dell’anno” dalla Guida 2018 Identità Golose. Ha realizzato una carta dei vini molto particolare, che conduce gli ospiti alla scoperta di bottiglie per nulla scontate, provenienti sia dall’Italia che dal resto del mondo.

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foto preda dalla pagina Fb

Fabiana Gargioli

È sommelier e co-titolare di Armando al Pantheon, uno storico ristorante di Roma. Nel 2006 diventa sommelier professionista e da quel momento in poi la sua carriera e la sua formazione professionale non si è mai arrestata. Oggi oltre a curare la carta dei vini, è anche la responsabile acquisti della cantina e conduce il servizio di sala del Ristorante.

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foto presa dalla pagina Fb

Paolo Basso

Vincitore nel 2013 del Premio ASI Miglior Sommelier del mondo, oggi è un consulente a livello mondiale per diverse catene di Hotel di lusso e per Air France. È uno fra i cinque  ad aver vinto sia il titolo europeo che mondiale come “Miglior Sommelier”.  Nel 2014 il Comitato Grandi Cru d’Italia, l’associazione più prestigiosa di produttori vinicoli italiani, gli ha conferito il titolo di “sommelier dell’anno”. È uno fra i sommelier italiani più popolari ed apprezzati all’estero. Ha una propria società di consulenza, la Paolo Basso Wine, e sta iniziando una nuova attività come produttore vitivinicolo.

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foto presa dalla pagina Fb

Fare il sommelier… un vero e proprio lavoro di-VINO!

Francesca Tantillo