rapper italiani
14 maggio 2018   •   Cecilia Gaudenzi

Rapper italiani: la top 10 a colpi di beat di Snap Italy

«Dalla cultura di strada alle nostre teste, i loro testi sono potenti e ci entrano dentro senza chiedere il permesso, dettano lo stile e dominano le classifiche a colpi di rime e ritmo. Sono i rapper italiani. Scopriamo insieme la top 10 dei migliori esponenti del rap italiano di oggi.»

Il rap, insieme a graffitismo, break dance e DJing, costituisce una delle quattro arti della cultura hip hop. Nasce in America nei primi anni Settanta e 10 anni dopo approda oltre oceano, nella nostra bella Italia. Da quel momento i rapper italiani fanno proprio questo nuovo genere, passando dai primi testi in inglese a quelli in italiano. A Jovanotti, uno dei primi a sperimentare il genere, il merito di aver avvicinato il rap al grande pubblico. Ci vuole qualche anno di rodaggio e poi negli anni Novanta le “Posse” e i primi lavori di successo, è la “golden age” del rap italiano. Dopo un periodo di crisi agli inizi dei Duemila, il rap italiano è tornato più forte che mai. Dall’underground al mainstream il successo è anche commerciale nonostante la forte presenza di produzioni indipendenti. Ritmo e rime scandite dal flow; giochi di parole, allegorie e metafore; testi impegnati, disagio, temi socio-politici, denuncia e contestazione; un gergo tutto suo. Rap vuol dire “discutere in modo informale” e da fenomeno musicale si è affermato sempre più come componente di una cultura radicata sul territorio. Poeti di strada, voce di generazioni, i rapper italiani se la comandano e la loro ascesa è inarrestabile. Ecco la nostra top 10.

Sfera Ebbasta

Sfera Ebbasta sta per Gionata Boschetti, classe 1992. In ascesa libera da un paio d’anni, il 2018 è a tutti gli effetti il suo anno, consacrandosi senza dubbio come uno dei migliori rapper italiani. Sfera inizia la sua carriera caricando video su You Tube giù dal 2011, un paio d’anni e poi la prima notorietà fino al boom di quest’anno. Con il suo album Rockstar il ragazzo di Cinisello Balsamo debutta in cima alle classifiche, come se non bastasse tutti i brani dell’album si aggiudicano le prime dodici posizioni della top singoli e lui è il primo artista italiani a entrare nella top 100 mondiale di Spotify. Noi lo abbiamo intravisto al concerto del primo maggio ma avvicinarlo è stato impossibile. Orde di fan al seguito. Tra haters e lovers, tutti impazziscono per lui.

Noyz Narcos

Emanuele Frasca è il vero nome di Noyz Narcos. Nella scena hardcore/rap since 1994 il Noyz è sicuramente uno dei rapper italiani più forti di sempre. Nel 2002, a soli 23 anni entra a far parte dei TruceBoys, poi il progetto TruceKlan e nel 2005 il suo primo album da solista Non Dormire. Oggi, 13 anni e 6 dischi dopo il rapper romano dal linguaggio crudo e diretto regala ai suoi fan il suo ultimo lavoro, Enemy. L’album che segna la maturità dell’artista si compone di 15 tracce, ognuna uno scatto della società e pare che sia l’ultimo della sua carriera. Vero o no le attenzioni sono tutte su di lui.

 

Fabri Fibra

Fabri Fibra si chiama Fabrizio Tarducci, marchigiano classe 1976 è ai vertici del mondo rap italiano dalla metà degli anni Novanta. 10 album, 9 da solista e milioni di copie vendute, un seguito fedele e consolidato, nonostante le numerose critiche per essersi legato alla major Universal. Questo non ha di certo scoraggiato il rapper che ha sfornato un successo dopo l’altro, riconfermandosi uno dei rapper italiani più amati. Poco più di un anno fa usciva il suo ultimo album Fenomeno, 17 brani tra cui alcune collaborazioni. Quella con il rapper Laioung, il feat con i TheGiornalisti e uno skit di Roberto Saviano. Brani forti in cui si mette a nudo, ripercorrendo i motivi dell’inquietudine che da sempre lo caratterizza.

 

Salmo

Salmo è il sardo Maurizio Pisciottu, nato ad Olbia il 29 giugno 1984. Comincia a fare rap all’età di 13 anni quando incide le sue prime rime in demo. Da allora è stato un crescendo per la sua carriera, affiancando a quella da solista anche progetti con diversi gruppi. La notorietà nazionale la ottiene nel 2011 quando pubblica The Island Chainsaw Massacre il suo primo album in studio. L’ultimo invece è Hellvisback uscito nel 2016 e che dopo il meraviglioso debutto al primo posto della Classifica FIMI Album gli ha portato un disco di platino e un tour nazionale e internazionale quasi ovunque sold out. Ogni suo lavoro è diverso dall’altro ma quello che non manca mai è la ricerca e la memoria storica. Salmo è un musicista e sa bene che per quanto i tempi possano evolversi la musica va fatta e per davvero ecco perché si accompagna ad una band. Ha lasciato la sua isola per Milano, dove vive e lavora insieme alla sua crew, il collettivo Machete che lui stesso ha fondato.

 

Guè Pequeno

Cosimo Fini aka Guè Pequeno è uno dei rapper italiani più travolgenti della scena musicale nostrana. Nato a Milano nel 1980 la sua carriera comincia nel 1997 quando conosce Jake La Furia e insieme mettono su Sacre Scuole, il collettivo che ha poi portato alla formazione dei Club Dogo. Con loro ha pubblicato 7 album, l’ultimo nel 2014. In tutto però i suoi album sono 15. Gentleman è l’ultimo da solista, contenente successi come T’apposto o Lamborghini, realizzata in feat. con Sfera Ebbasta ed Elettra Lamborghini. Un lavoro senza sosta quello di Guè che da più di 20 anni sulla scena sa sempre come rinnovarsi stando al passo, anzi anticipando tempi e tendenze. In Gentleman abbraccia con notevole capacità la trap senza tralasciare il vecchio stile. Non mancano le collaborazioni, oltre a quella con Sfera infatti ci sono quelle con: Tony Effe della Dark Polo Gang, Marracash, Luchè, Don Joe, Charlie Charles e Sick Luke.

 

Piotta

La “piotte” in gergo romano sono le monete da cento lire e gli occhiali grandi e tondi di Tommaso Zanello in effetti le ricordavano. Da qui deriva il suo nome d’arte, Piotta. Nato a Roma nel 1973 il rapper comincia la sua attività musicale dal 1994 in poi, quando non c’erano i computer per fare i beat. Un inizio decisamente esuberante, un personaggio, quello che si costruisce Tommaso, appariscente e Supercafone, proprio come la sua hit disco di platino del 1998. I tempi sono cambiati così come il suo stile che negli anni ha limato e adattato alla sua personalità. Linguaggio e contenuti sono presto maturati, impegnati e nel rispetto dei suoi interessi. Dall’ambiente, al sociale, alla letteratura e la politica. Fin da ragazzo Piotta è un fruitore seriale di musica, tanto rock ma anche cantautorale e poi ovviamente il rap. Venuto dalla strada alla strada è rimasto fedele. Consapevole delle dinamiche del mainstream, la visibilità, le views e i social sembrano interessargli poco, così come i reality, non a caso il suo ultimo album di chiama Nemici. Nonostante ciò il rapper cavalca la Grande Onda musicale da anni ed è considerato uno dei grandi del suo genere. Si esibito dagli Stati Uniti al Giappone, lavora molto come produttore musicale ed è approdato anche al teatro in uno spettacolo Freedom che unisce rap e Costituzione italiana e poi in Pinocchio (mal) visto dal Gatto e la Volpe, scritto da Andrea Cammileri e Ugo Gregoretti. 7 vizi Capitale è il successo che Piotta ha pubblicato insieme a Il Muro del Canto nel 2015 scelta come Sigla della fortunata serie italiana Suburra. C’è poco da dire, Piotta non sarà più quel supercafone degli inizi, amante dei libri e dell’arte, la qualità ha vinto sulla quantità e si conferma tutt’oggi tra i migliori rapper italiani.

 

Nitro

3 i nomi d’arte per Nicola Albera. Il giovanissimo (classe 1993) rapper di Vicenza risponde al nome di: Nitro, Nitro Wilson o Phil de Payne. Si avvicina alla cultura hip hop da adolescente e comincia ad attirare l’attenzione su di sé grazie alle sue notevoli capacità nel freestyle. Nel 2012, a soli 19 anni, entra a far parte della Machete Crew, l’etichetta discografica indipendente fondata da Salmo nello stesso anno. Danger, il suo primo album, esce nel 2013 raccogliendo il favore di pubblico e critica che lo considerano tra i rapper italiani più interessanti. Due anni dopo esce Suicidol, da subito al primo posto in classifica su iTunes. Il suo ultimo album risale al 12 gennaio scorso e si chiama No Comment. Lo abbiamo incontrato al concerto del primo maggio e in una breve intervista ci ha detto quanto fosse emozionato durante la performance, nonostante gli anni di tour e di palchi. Quel giorno ci ha fatti ballare con la sua Infamity Show, una delle 13 dell’ultimo album e che gode di un videoclip d’eccellenza, realizzato da YouNuts Production e con la partecipazione in scena di molti suoi amici e colleghi.

 

Marracash

Fabio Bartolo Rizzo è Marracash, nato a Nicosia nel 1979 ma cresciuto a Milano ed è proprio lì che ha origine il suo pseudonimo. Trasferitosi dal quartiere Chinatown della città in uno periferico e pericoloso, Barona, Fabio si adatta al mood della zona e la sua faccia un po’ da marocchino lo aiuta. Soprannome dopo soprannome ed ecco Marracash. C’è tanta strada nell’adolescenza di Marra così come tanta letteratura, ama leggere fin da bambino ed è proprio per questo che i suoi testi sono ricchi di citazioni. Dagli esordi a oggi si è affermato tra i migliori rapper italiani e nonostante gli album, i dischi d’oro, il successo, i premi e un’etichetta discografica indipendente, la Roccia Music, fondata insieme e produttore Shablo, non ha mai rinnegato le sue origini “selvagge” ed è anche per questa autenticità che non ha mai smesso di entusiasmare ed attirare i fan. 8 album di cui 5 da solista, l’ultimo è Santeria del 2016 pubblicato insieme a Guè Pequeno.

Gemitaiz

Gemitaiz è lo pseudonimo di Davide De Luca. Il rapper romano classe 1988 ha voluto chiamare il suo quarto e ultimo album con il suo nome. Davide, pubblicato il 20 aprile 2018, al 4 maggio si conferma al primo posto della classifica dei dischi più venduti per la seconda settimana consecutiva e qualche giorno dopo certificato Oro. Moltissime le collaborazioni: da Guè Pequeno a MadMan, Fabri Fibra e Coez, con lui autore del singolo Davide. Nell’immagine della copertina dell’album Gemitaiz è avvolto dalle fiamme. Amante del vero, il cantante non ha voluto effetti speciali o controfigure, prestandosi lui stesso per realizzarla. Presente sulla scena rap underground romana dal 2003, un arresto per detenzione di stupefacenti, 4 album e tantissimi fan, Gemitaiz si conferma uno dei rapper italiani più apprezzati.

Emis Killa

Emiliano Rudolf Giambelli è Emis Killa, brianzolo classe 1989. Lo pseudonimo è un misto tra il diminutivo Emis del suo nome tag che utilizzava ai tempi dei graffiti e la parola in slang Killa che sta per killer, dal momento che vinceva tutte le competizioni di freestyle. A 18 anni vince appunto TecnichePerfette, un concorso di freestyle e da lì comincia la sua carriera nel mondo del rap. Il primo mixtape è Keta Music del 2009 e poi ci sono le collaborazioni, tra i tanti, CaneSecco, Jake la Furia, Fedez e Gemitaiz. Nel 2012 pubblica il primo album in studio L’erba cattiva che debutta al quinto posto della classifica FIMI album più venduti, rimanendo nella top 20 per tre mesi e nella top 100 per un anno e passa. I feat sono numerosi e prestigiosi: Fabri Fibra, Marracash, Guè Pequeno. Nello stesso anno il singolo Se il mondo fosse, registrato con Marracash, Club Dogo e J-Ax sale al secondo posto in classifica e l’incasso viene devoluto alle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia. Terza stagione è il suo terzo e ultimo album pubblicato nel 2016 stesso anno in cui prende parte come coach al talent The Voice of Italy al fianco di Raffaella Carrà, Max Pezzali e Dolce Nera.

Cecilia Gaudenzi