02 novembre 2018   •   Lavinia Micheli

Nutella, storia della crema di nocciole più amata al mondo

«La Nutella è uno degli alimenti preferiti in tutto il mondo e non solo dagli italiani. La fragrante crema alle nocciole, inventata da Ferrero negli anni ’60, magari accompagnata da una buona fetta di pane, rappresenta la merenda ideale per ogni italiano da 50 anni a questa parte, l’età non conta.»

Una storia romantica ed ardita quella della Nutella, che parte nel secondo dopoguerra, in quell’Italia uscita sconvolta dal sangue e dalle bombe della seconda guerra mondiale. Torniamo indietro nel tempo e rechiamoci ad Alba, ridente cittadina della provincia di Cuneo, in Piemonte. È il 1942, quando Pietro Ferrero apre un piccolo laboratorio in via Rattazzi per assecondare la sua creatività ed inventare prodotti strategici con i pochi ingredienti che si riescono a reperire in tempo di guerra. Pietro è avvezzo alla golosità tanto che anche sua moglie Piera gestisce una pasticceria, che viene chiamata Il Biffi dagli abitanti di Alba.

Il Giandujot

Nel 1946 Pietro ha un’idea geniale: visto che il cacao ha un costo molto elevato, decide di utilizzare le nocciole, presenti in gran quantità nelle campagne piemontesi, per creare un nuovo prodotto tipico del Piemonte. Nasce così la Pasta Gianduja o Giandujot. L’ispirazione è chiaramente Gianduja, una tipica maschera del carnevale torinese. Questa Pasta viene venduta in dei panetti avvolti da carta stagnola, in modo da poterla tagliare a fette per essere accompagnata dal semplice pane. È un’idea rivoluzionaria! Anche i meno abbienti possono cominciare a permettersi il lusso della cioccolata, seppur presente in minima quantità: un chilo di Giandujot costa 600 lire (circa 0,30 € odierni) contro le 3.000 lire di un chilo di cioccolata (1,50 €).

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L’invenzione è un grande successo, tanto che Pietro si vede costretto a spostare il laboratorio di via Rattazzi in uno stabilimento più grande. L’industria Ferrero nasce proprio nel maggio di quello stesso anno mentre il fratello di Pietro, Giovanni comincia a far conoscere questo nuovo prodotto anche al di fuori del Piemonte grazie ad una rete molto efficiente e capillare. È in questo periodo per altro che Michele Ferrero, figlio di Pietro e futuro inventore della vera e propria Nutella comincia a collaborare nell’azienda di famiglia.

La nonna della Nutella: la Supercrema

La produzione continua e cresce a dismisura, tanto che nel 1956 viene costruito un polo Ferrero persino in Germania. I tedeschi vengono letteralmente rapiti dalle idee golose di Pietro Ferrero che muore nel 1949, lasciando l’azienda nelle mani del fratello Giovanni. A prenderli per la gola in realtà è il Mon Chéri, la meravigliosa pralina natalizia contenente ciliegia e liquore. Le ragazze che lavorano per la sede tedesca dell’azienda provengono dall’Italia e lavorano stagionalmente da giugno a febbraio. Il 1950 era stato l’anno di un’ulteriore svolta: era nata la Supercrema la vera e propria antenata della Nutella. Il costo è ancora minore rispetto al Giandujot: un chilo costava soltanto 500 lire.

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Mancava però l’ultimo dettaglio che avrebbe costituito il trampolino di lancio per l’azienda e il suo affermarsi in tutto il mondo come grande casa di produzione dolciaria. Tutto ciò fu reso possibile grazie alla lungimiranza e al grande senso creativo di Michele Ferrero che seppe costruire una grande rete comunicativa intorno ai suoi prodotti: creò per esempio il Treno dei Bimbi, un autocarro rivestito da vecchia locomotiva che sfilava per le principali città italiane durante il carnevale distribuendo dolciumi, cioccolata e piccoli regali. Andava egli stesso a scegliere i macchinari per la propria fabbrica perché fossero i più moderni e funzionali possibili.

Semplicemente Nutella

Nel 1964 finalmente viene alla luce Nutella, per come la conosciamo oggi. L’imprenditore piemontese aveva capito bene quale fosse il suo prodotto di punta e dall’uscita della Supercrema non aveva fatto altro che cercare di migliorarne fruibilità e versatilità. Dei piccoli ritocchi alla ricetta consentirono l’esplosione del fenomeno della prima e originale crema di nocciole italiana che venne ben presto esportata in tutto il mondo. Del resto anche il nome venne cambiato per renderla più riconoscibile all’estero: Nutella viene dall’inglese Nut che significa Nocciola e dal suffisso –ella, tipico di tanti prodotti nostrani (pensiamo per esempio alla Mortadella, alla Mozzarella o alla Tagliatella). Un nome perfetto, di respiro internazionale pur rimanendo legato al nostro Paese.

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Gli ingredienti

Unica, inimitabile, invidiata. Da allora in molti hanno provato a replicare la ricetta della crema favolosa senza riuscirci: rimane segreta anche se gli ingredienti si conoscono molto bene. Prima di tutto nocciole, provenienti dall’area mediterranea italiana, principalmente da Piemonte, Lazio e Campania ma anche dall’area del mar Nero in Turchia. Le nocciole sono di primissima qualità, vengono acquistate intere e crude, sempre facenti parte dell’ultimo raccolto disponibile. Lo zucchero, principalmente Saccarosio, che viene utilizzato deriva per il 75% dalle barbabietole da zucchero non geneticamente modificate europee. Zucchero di canna raffinato per il restante 25%, proveniente principalmente da Brasile, Messico, India e Australia. Olio di palma, sostenibile e certificato RSPO di tipo segregato: l’olio di palma usato per Nutella è tenuto fisicamente separato dall’olio di palma normale lungo tutta la filiera. Questa certificazione ha ricevuto anche il plauso del direttore della Market Transformation Initiative del WWF. Il cacao proviene principalmente da Ghana e Costa d’Avorio. Le fave di cacao vengono lavorate direttamente negli stabilimenti Ferrero per ottenere lo specifico aroma che caratterizza la polvere di cacao che viene utilizzata. Completano il quadretto latte in polvere, lecitina di soia e vaniglia.

Oggi come ieri

Oggi Nutella rappresenta motivo di vanto in tutto il mondo, tanto che nel maggio del 2009 il Reputation Institute di New York, dopo aver realizzato un’indagine in 32 Paesi ed aver intervistato più di 60.000 persone, ha concluso che i consumatori ritengono Ferrero il marchio più affidabile e con la migliore reputazione al mondo. Nello stesso anno pane e Nutella fu la colazione scelta dai Grandi 8 della Terra, durante il G8 tenutosi a luglio all’Aquila. Durante il 150° anniversario dell’Unità d’Italia nel 2011 il barattolo di Nutella da 1 kg è stato rivestito dei colori nazionali.

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Nel 2015, una grande commozione ha salutato la dipartita di Michele Ferrero, quel figlio del dopoguerra che seppe reinventare la golosità degli italiani, creando un prodotto accessibile a tutti, contribuendo a diffondere ancora una volta la qualità italiana nel mondo.

Lavinia Micheli