07 Maggio 2019   •   Lavinia Micheli

La Municipàl: come cantare di Bellissimi Difetti ed entrare nel cuore della gente

«Intervista a Carmine ed Isabella Tundo, i due fratelli salentini de La Municipàl, che non hanno paura di cantare la bellezza che si nasconde dietro ai nostri piccoli o grandi difetti.»

Lo sai che quella cicatrice che hai sul collo tanto ridere mi fa/ Mi fa sentire sempre in estate anche se l’estate mi ucciderà/ E le tue smagliature le userò come trincee/ Per fuggire dai nazisti e un po’ da me.” Così recitano i primi versi della canzone I tuoi bellissimi difetti che riprende il titolo dell’ultimo album de La Municipàl uscito il 29 marzo di quest’anno per luovo, la nuova label di iCompany. Un vero e proprio inno ai nostri piccoli e bellissimi difetti, che sono ciò che più ci caratterizza e identifica.

la municipàl

Già con queste premesse si sarà capito che i fratelli Tundo, Carmine ed Isabella, non hanno paura di offrire alla scena musicale la loro quotidianità, che è anche la nostra, mista al mondo interiore ed emotivo della scrittura di Carmine, che accompagna le melodie e il canto sovrapposto dei due fratelli generando canzoni che creano una vera e propria dipendenza per la loro bellezza e semplicità d’ascolto. Non è facile inserirsi nel panorama odierno con questa particolare freschezza raffinata, con questo stile autentico. Il nuovo album è uscito a circa tre anni di distanza dal primo, Le nostre guerre perdute del 2016 e a ben sei anni di distanza dal primo singolo, Via Coramari del 2013, ben nota ai fan della prima ora e ancora oggi cantata a squarciagola nei concerti.

Dai peggiori bar della provincia di Lecce al palco del primo maggio di piazza San Giovanni 2019, per la seconda volta visto che La Municipàl è stata vincitrice del contest 1M Next dello scorso anno, dalla partecipazione di Carmine al Sanremo Lab del 2010 all’apertura dei concerti di Subsonica, Niccolò Fabi, Roberto Angelini, Le Luci della Centrale Elettrica. I fratelli de La Municipàl (hanno scelto questo nome perché il padre era un maggiore della polizia municipale) hanno raccolto sempre più consensi nel tempo grazie ad una maturazione lenta e fruttuosa che ha prodotto il loro ultimo gioiello: Bellissimi Difetti.

Intervista a La Municipàl

Ho incontrato La Municipàl nel backstage del concerto primo maggio 2019, a poche ore dal furto degli strumenti musicali ai loro danni e proprio da qui sono partita:

Ciao ragazzi, ho saputo che vi hanno rubato la strumentazione a pochi minuti dall’esibizione sul palco…
Carmine: Già. Ovviamente non l’abbiamo presa benissimo però alla fine devo dire che c’è stata molta solidarietà. Ringraziamo le ragazze de La Rappresentante di Lista che ci hanno prestato gli strumenti e sono state molto carine. Ovviamente il suono non è stato lo stesso, quello per cui abbiamo lavorato, però siamo riusciti comunque a portare a casa l’esibizione. Diciamo che siamo arrivati belli caldi! (ride n.d.r.). Speriamo in qualche modo che si riesca a recuperare.

E quest’anno come vi siete trovati sul palco di uno dei concerti più importanti d’Italia, cos’è cambiato rispetto allo scorso anno, quando vi siete esibiti in qualità di vincitori del contest 1M Next?
Isabella
: Sicuramente nell’arco di un anno abbiamo portato a termine molte cose: è nato il nuovo album, Bellissimi Difetti, che sta andando molto bene. Quindi rispetto al nostro primo album, Le nostre guerre perdute, che è stato seguito da un tour durato ben cinque anni è arrivato un nuovo tour, il Cicatrici tour. Siamo molto contenti della pubblicazione dell’album e sicuramente si apriranno ancora nuovi percorsi per portare in giro la nostra musica.

Il 26 aprile è uscito Faber Nostrum, un album di cover in omaggio a Fabrizio De André targato iCompany con la partecipazione di vari artisti come Ex Otago, Motta, Zen Circus, Lo Stato Sociale ecc. È presente anche la vostra cover de La Canzone di Marinella. Perché avete scelto proprio questa canzone?
Carmine
: Per due motivi fondamentali: è la nostra preferita di Faber ma è anche la canzone che ci è stata proposta. All’inizio eravamo un po’ combattuti perché è uno di quei brani intoccabili, rifatto da moltissimi artisti. Poi in realtà abbiamo cercato di seguire un’onda emotiva e quindi di fare quello che volevamo fare senza troppe ansie o pregiudizi, perché ovviamente ogni volta che si tocca De André ci sono un sacco di critiche. Abbiamo cercato di seguire quello che sentivamo dentro senza pensare alle conseguenze ed è stato bello riscoprire anche altre nostre sfumature grazie a questo brano. È stato un incontro molto sacro per noi.

Lavinia Micheli