subsonica
07 novembre 2018   •   Lavinia Micheli

Subsonica: l’Incantevole carriera della band, da uno a “8”

«Il 12 ottobre è uscito 8, l’ultimo capolavoro dei Subsonica, la band torinese che da metà anni novanta ha rivoluzionato il sound della musica italiana, mescolando rock, pop ed elettronica, creando da subito una propria personalità ed un proprio concetto di band, originale e democratico.»

Non capita spesso che a tutti sia concessa voce in capitolo all’interno di una band. Solitamente un gruppo musicale si identifica con il suo leader. Generalmente è il cantante ad infondere fascino e carisma, colui che canta, tramutando in parole il lavoro in sala di registrazione, rendendo una canzone memorabile più di qualsiasi riff di basso o del ritmo imposto dalla batteria. Ma quando si parla di Subsonica (pagina Facebook) si parla di qualcosa di estremamente diverso. Certo, la voce di Samuel Romano è un pregiato marchio di fabbrica, ma ci troviamo di fronte ad uno dei pochi gruppi italiani in cui l’identità di ogni membro è messa in risalto in ogni pezzo, in ogni concerto.

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@Pagina Facebook Subsonica

La scintilla

Questo grazie al concept di fondo su cui si basa la band di Torino: una sorta di contributo collettivo e democratico alla scrittura, composta da vari generi musicali, da provenienze individuali e allo stesso tempo comuni. Un unico substrato: i Murazzi del Po, il centro fertile del capoluogo piemontese. È in quest’atmosfera che nel 1996 si incontrano Max Casacci, ex chitarrista degli Africa Unite e di svariate band torinesi degli anni ’80 nonché produttore affermato sulla scena indie e Samuel Romano, voce intrigante e dolce dal respiro internazionale, facente parte de Gli Amici di Roland in cui si coverizzavano le sigle dei cartoni animati. La bomba era stata innescata: di lì a poco sarebbero nati i Subsonica. Mancavano all’appello Davide Di Leo (i Subsonica potrebbero davvero esistere senza l’irriverente sarcasmo di Boosta?) reclutato sempre presso Gli Amici di Roland, il groove di Ninja alla batteria e una linea di basso che si consoliderà con Vicio a partire dal 1999, anche se inizialmente affidata a Pierfunk.

Fra rock elettronico e rave party

Il nome del gruppo, Subsonica, deriva dall’unione di Subacqueo e di Sonica, due canzoni rispettivamente degli Africa Unite e dei Marlene Kuntz. Il progetto degli ideatori era quello di riversare in musica le sonorità tipiche del clubbing, molto in voga in quel periodo, ricreandole tramite gli strumenti tipici del rock, dando forma ad un tipo di rock elettronico di taglio originale e legato strettamente alle performance dal vivo, un vero punto di forza della band. Sin dall’album dell’esordio, SubsOnica (1997), i live dei Subsonica nascono e si sviluppano come veri e propri show che strizzano l’occhio al modello del rave. Non mancano negli anni i riconoscimenti, nazionali e internazionali: dagli Mtv Europe Music Award al palco dello Sziget Festival a Budapest. Indimenticabile la partecipazione con Tutti i Miei Sbagli a Sanremo nel 2000. La canzone arrivò undicesima, diventando Disco d’Oro di lì a poco.

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Con 8, semplicemente l’ottavo album, i Subsonica si riconfermano una band originale e ricercata, che affonda le sue radici negli anni ’90, ma con la mente costantemente proiettata nel futuro. Come è sempre stato. Dopo un 2017 passato in solitaria per dedicarsi a progetti individuali, nel luglio del 2018 i pianeti si sono riallineati per i 5 alieni di Torino, che in ottobre hanno lanciato il nuovo satellite in orbita per noi terrestri. A febbraio 2019 partirà il tour italiano: otto date a partire dalla data zero del 9 febbraio ad Ancona.

In attesa di lasciarci trasportare dalla voce di Samuel sui Synth psichedelici di Boosta, armati della bacchetta di Ninja, saltando sugli accordi di Vicio per ritrovarci nelle scale di Max, dal vivo, accompagnatemi attraverso le canzoni più belle dei Subsonica, una per album, fino ad Otto.

Preso Blu

“Ma quanta arroganza si spreca/ per quali mediocri orizzonti/ il senso di vaga impotenza/ di un giorno di pioggia.” Nona traccia del primo album, SubsOnica, del 1997, Preso Blu esprime tutto il disagio nei confronti di una società povera di valori, grigia come un giorno di pioggia. Ritmo reggae per la scrittura di Max Casacci.

Tutti i miei sbagli

“Tu sai difendermi e farmi male/ ammazzarmi e ricominciare/ a prendermi vivo/ sei tutti i miei sbagli.” Canzone con la quale la band si presenta a Sanremo 2000, Tutti i miei sbagli, rappresenta la consacrazione definitiva della band anche dal punto di vista commerciale. Nonostante l’undicesimo posto al festival, il singolo diventa presto Disco d’Oro, confermando gli spesso errati pronostici del festival ligure della canzone italiana. La canzone in realtà verrà inserita in Microchip Emozionale, secondo album del 1999, soltanto nella sua riedizione dell’anno dopo. Una bellezza sconvolgente. Musica di Max e Boosta, testo di Max e Samuel.

Nuvole Rapide

“Se fosse facile fare così/ Poterti dire già quello che so/ Farebbe freddo in un attimo che/ Passerà.” La canzone fa parte di Amorematico del 2002. Composta da Boosta e scritta da Samuel e Max, è la colonna sonora di Santa Maradona, l’esordio alla regia di lungometraggi di Marco Ponti con protagonista Stefano Accorsi. Il mix tra le affascinanti quanto angoscianti tastiere e il canto in controtempo di Samuel creano una canzone complessa e misteriosa. Ci si orienta dal terzo ascolto in poi.

Incantevole

“Fuori è un giorno fragile/ ma tutto qui cade incantevole/ come quando resti con me”. Estratta da Terrestre del 2005, è davvero una delle canzoni più incantevoli dei Subsonica. La dolcezza della voce di Samuel ci guida fra sonorità spaziali, portandoci su un altro pianeta. Quest’album è pieno di altri pezzi notevoli, due tra tutti: Abitudine e Dormi.

La Glaciazione

“Gelidi i tuoi occhi/ Due orbite in un cielo senza luce/ Nel tuo cuore il vento/ L’eclissi di una sazia e spenta civiltà.” Il quinto album della band torinese, Eclissi, esce nel 2007 e viene anticipato proprio da questo singolo. L’attenzione verso la società contemporanea e la denuncia di tutte le sue mancanze sono temi cari ai Subsonica, che in questo testo si ripropongono.

Istrice

“Lampioni e portici/ È andata così/ Piccola istrice/ Dagli occhi bui”. Eden esce nel 2011. La canzone, che fa chiaro riferimento alla città di Torino, è accompagnata da un videoclip molto particolare girato da Cosimo Alemà: un vero e proprio mini film horror, tanto che in televisione verrà rieditato perché considerato troppo spaventoso. Samuel è un moderno Catullo: il ritornello è molto simile ad un frammento del Carme numero 8 del famoso poeta latino “[…] Che vita ti rimane? Chi ora si avvicinerà a te? A chi sembrerai bella? Ora chi amerai? Di chi si dirà che tu sia (la ragazza)? Chi bacerai? A chi morderai le labbra? […]”. Ascoltare per credere.

Lazzaro

“Alzati e cammina/ Per scoprire di essere vivo come non mai/ Lazzaro stamattina/ E resuscita un pezzo alla volta la volontà.” Un inno a ricominciare dopo aver ricevuto una delusione, per il settimo album dei Subsonica, Una nave in una foresta, del 2014. Testo di Samuel e Max, musica di Samuel e Boosta. Da ascoltare quando si ha bisogno di ritrovare se stessi e partire con la giusta carica.

L’incubo

“L’incubo di quando non riesci a decidere/ Tra ciò che ti protegge e quello che è da recidere/ In fondo a cosa serve questa libertà/ Quando non sai che fartene”. L’unico featuring dell’ultimo album, 8, uscito il 12 ottobre. La partecipazione di Willie Peyote, uno dei più interessanti fra i cantanti emergenti italiani, conferma la ricerca e l’ampiezza di vedute che da sempre caratterizza la band torinese.

Foto copertina: Pagina Facebook Subsonica

Lavinia Micheli