film di dario argento
15 Ottobre 2018   •   Lavinia Micheli

Film di Dario Argento, attraverso turbe e psicosi del maestro del brivido

«Dario Argento è il maestro del brivido all’italiana, anche se la sua fama si estende anche all’estero, soprattutto in Francia e negli Stati Uniti. I film di Dario Argento sono diventati veri e propri cult del genere horror, tanto che i nuovi registi che si cimentano a trattare di questi argomenti temono il confronto osannandolo come re incontrastato della paura.»

Eppure in pochi sanno che il regista, nato a Roma nel 1940, si sia cimentato anche con altri generi nel corso della sua vita, tra cui quello storico, firmando nel 1973 la regia de Le cinque giornate appartenente al filone ottocentesco molto in voga in quel periodo. O che abbia contribuito alla stesura del soggetto di C’era una volta il West accanto a Sergio Leone e Bernardo Bertolucci. Dopo aver passato l’infanzia sui set fotografici assieme alla madre Elda Luxardo, una fotografa di moda brasiliana di origini italiane, rimanendo affascinato dai giochi di luce, dalle lunghe sedute di trucco e l’attenzione ai dettagli, Dario Argento riesce più tardi a farsi assumere da Paese Sera come critico cinematografico grazie alla sua passione per il cinema espressionista, la Nouvelle Vague francese, Antonioni, Fellini, Hitchcock e i film di genere. I film di Dario Argento nascono da queste esperienze.

film di dario argento

By Filmfestival Linz [CC BY 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], via Wikimedia Commons

Il suo debutto come regista di giallo-thriller-noir avviene nel febbraio del 1970 con L’uccello dalle piume di cristallo tratto dal romanzo La statua che urla di Fredric Brown. Nel 1969 aveva creato insieme al padre, Salvatore, una società di produzione, la S.E.D.A. Spettacoli. L’antenato dei film di Dario Argento di genere horror, incassava più di un miliardo di lire. Il film possiede in germe i leit-motiv tipici del cinema argentiano: le particolari tecniche di ripresa, l’ossessione per i dettagli, l’importanza della fotografia, la colonna sonora allucinante, la scarsità dei dialoghi, l’interesse per le psicopatologie, il senso di continuo smarrimento dei protagonisti.

“Io racconto la mia parte oscura, i miei lati più brutali e nascosti. Racconto le mie profondità”. Così il maestro del brivido descrive il suo modo di stare dietro la macchina da presa. Riguardo al remake di uno dei suoi film più famosi, Suspiria, presentato dall’amico Luca Guadagnino alla Mostra del cinema di Venezia di quest’anno, Dario Argento ha dichiarato: “Io ho fatto un film feroce raccontando le cose terribili che avevo dentro. Lui ha fatto un film più delicato, meno horror. Non rispecchia il film originale.” E vediamole queste cose terribili, ripercorriamole attraverso i migliori cinque film di Dario Argento.

Profondo Rosso (1975)

Passaggio fondamentale fra il thriller e l’horror per Argento, che lo consacra per sempre nel cinema cult, Profondo Rosso esplora le stanze più remote dell’inconscio umano. Si delinea perfettamente la figura dell’assassino creato dal regista, ossessionato da turbe e psicosi che molto spesso hanno a che fare col mondo della famiglia e dell’infanzia. “La famiglia è l’origine di tutte le prigioni e pulsioni che oggi noi adulti abbiamo. I miei assassini sono accomunati dall’aver avuto problemi in famiglia”, dichiarava Argento qualche tempo fa. La trama è presto detta: un misterioso assassino comincia ad uccidere senza pietà una persona dopo l’altra, sempre accompagnato da un’inquietante nenia infantile. Questi omicidi si consumano attorno al pianista jazz inglese Marc Daly che, aiutato dalla giornalista Gianna Brezzi, cercherà di scoprire l’identità del misterioso killer. Tenete d’occhio l’amico Carlo e non ascoltate la canzone Kevin Spacey di Caparezza, se non volete avere spoiler! La colonna sonora viene affidata ai Goblin, anche se Argento aveva contattato addirittura i Pink Floyd, che avrebbero registrato volentieri la colonna sonora ma in quello stesso momento stavano incidendo The Wall. Leggermente impegnati.

Suspiria (1977)

Primo film della cosiddetta Trilogia delle tre madri è ispirato al romanzo Suspiria De Profundis di Thomas de Quincey ed è basato sulla storia di Mater Suspiriorum, la più anziana delle tre madri, conosciuta anche come la Regina Nera. La strega è direttrice di una sinistra scuola di danza nella Foresta Nera, nei pressi di Friburgo, su cui aleggia un grande mistero. Una giovane allieva, inizialmente ignara, Susy Benner si troverà ad essere protagonista di un gioco più grande di lei, da cui forse uscirà vincitrice. Vi lancio un piccolo indizio: Iris. Il film rimane nella storia come il primo vero film horror di Dario Argento, resta indimenticata la colonna sonora affidata ai Goblin e la fotografia dai colori molto accesi, tra cui spicca il rosso. Il film è una prima grande testimonianza di espressionismo cinematografico.

Inferno (1980)

Secondo capitolo fra i film di Dario Argento della Trilogia delle tre madri, è ispirato da Mater Tenebrarum, la più giovane e crudele delle tre madri. Il film è ambientato tra New York e Roma (le due città insieme a Friburgo dove, secondo la trilogia, si trovano le case delle tre streghe). Protagonisti sono Rose Elliot, una giovane poetessa newyorkese che acquista un antico libro chiamato Le madri di un certo Emilio Varelli, architetto alchimista e suo fratello Mark, che studia musica a Roma. Anche i due ragazzi finiranno senza saperlo nel gioco delle streghe. Rammentate sempre: bisogna sempre informarsi sulla storia della casa in cui si sceglie di abitare. La colonna sonora non tradisce neppure in questo caso: Keith Emerson degli Emerson Lake & Palmer. Applausi.

Phenomena (1985)

Il preferito dal regista. Tra i film di Dario Argento sicuramente uno dei più originali: Jennifer Corvino, viene mandata dal padre in un collegio svizzero femminile, che ben presto si rivela teatro di alcuni omicidi efferatissimi ai danni delle giovani studentesse. A causa del suo sonnambulismo, la ragazza assisterà ad uno degli omicidi ed incontrerà uno scimpanzé grazie al quale conosce l’entomologo John McGregor, che la inizia al meraviglioso mondo degli insetti, spiegandole come tra di essi sia presente una grande empatia. Per il film sono stati utilizzati 40 milioni di insetti appositamente allevati. La prima vittima dell’assassino è Fiore Argento, figlia maggiore del regista. Claudio Simonetti, Goblin, Motörhead e Iron Maiden per alcuni dei brani strumentali.

La terza madre (2007)

La protagonista dell’ultimo capitolo della Trilogia delle tre madri è Asia Argento (madre di Anna Lou Castoldi avuta con l’eccentrico musicista Morgan). Questo film si concentra nella battaglia fra la protagonista e Mater Lacrimarum, la più bella delle tre madri, che vive a Roma. Mater Lacrimarum era stata già sottilmente citata in Inferno, dove aveva avuto un breve incontro con Mark Elliot. I suoi poteri vegono risvegliati quando Sarah Mandy, la protagonista, nonché giovane archeologa americana, apre incuriosita un’urna appena ritrovata nel cimitero di Viterbo. Nell’urna sono presenti i potenti talismani delle streghe nere: una tunica rossa, un pugnale e tre statuette. Riuscirà Sarah a sconfiggere i poteri dell’occulto che investono la città eterna? Il film è stato considerato dalla critica come una conclusione deludente della trilogia. Guardatelo per giudicare. Colonna sonora affidata a Claudio Simonetti.

Lavinia Micheli