VINO BIODINAMICO
02 Maggio 2018   •   Marcella Scialla

Vino biodinamico: 5 delle migliori etichette italiane

«Rispetto per la natura e per l’ambiente sono gli ingredienti fondamentali attraverso i quali si ottiene il vino biodinamico. Scopriamo le sue principali caratteristiche e quali sono le etichette italiane più premiate e apprezzate»

Più volte vi abbiamo parlato di vino italiano, ma oggi vogliamo farlo in modo diverso: parliamo infatti di vino biodinamico. Innanzitutto chiariamo bene cos’è; infatti, nonostante la biodinamica sia una tecnica piuttosto antica, spesso si tende ancora a fare confusione tra vini naturali, biologici e, appunto, biodinamici. Il metodo biodinamico nasce nel 1924 grazie al padre dell’antroposofia, Rudolf Steiner, in risposta ai problemi di alcuni agricoltori dovuti all’utilizzo di sostanze chimiche per la concimazione delle piante, e si basa sul rispetto delle leggi della vita e dei “principi” che agiscono sulle sostanze. In altre parole, l’agricoltura biodinamica prevede delle pratiche di coltivazione alternative, che si possono riassumere in tre punti:

  • il mantenimento della fertilità della terra, attraverso attività di compostaggio che rilasciano sostanze nutritive;
  • l’aumento della capacità delle piante di resistere a malattie e parassiti;
  • la possibilità di produrre cibi sani e di alta qualità.

In quest’ottica, il vino biodinamico è un vino quindi prodotto da uve che non solo non sono state trattate con prodotti di sintesi chimica, ma che sono state coltivate anche tenendo conto delle fasi lunari, accorgimento che viene seguito anche in cantina per l’imbottigliamento. Inoltre, un vino biodinamico, per essere tale, deve essere prodotto con uve vendemmiate a mano e confezionato con materiali naturali.

Ora che abbiamo un quadro più chiaro, parliamo finalmente di vino biodinamico italiano! Sono sempre di più le aziende vitivinicole che lo producono: pensate che la guida Vini d’Italia del Gambero Rosso 2018 ne riporta ben 99, tra biologici e biodinamici. Noi oggi vi parliamo di 5 etichette di vino biodinamico italiano, tra quelle più premiate e apprezzate, assolutamente da provare, e della filosofia aziendale che si cela dietro la loro produzione.

Alto Adige Cabernet Sauvignon DOC “Cor Römigberg” 2014 – Alois Lageder

Premiato con ben 3 bicchieri dal Gambero Rosso, questo vino biodinamico è un rosso dagli aromi fruttati, speziato ed elegante al palato. Frutto di una meticolosa lavorazione in armonia con la natura, il Cabernet Sauvignon è un vino di eccellenza che sviluppa, dopo un affinamento di circa 18 mesi in botti di legno, una complessità e una raffinatezza uniche e che si abbina alla perfezione a carni e formaggi. L’azienda Alois Lageder che lo produce è ormai da sei generazioni bandiera di qualità dell’Alto Adige; grazie alla conversione in biodinamica dei suoi vigneti, concepiti come veri e propri microcosmi, dà vita a vini con una spiccata aderenza territoriale e che riescono ad esprimere l’atteggiamento spirituale del produttore.

Dogliani DOCG 2013 – Cascina Corte

Il Dogliani Docg di Cascina Corte è un rosso intenso dal ricco bouquet fruttato, piacevole e succoso. Si ottiene dalla selezione di vari vitigni di dolcetto, rigorosamente vendemmiati a mano, e viene lasciato a fermentare naturalmente su lieviti autoctoni. La Cascina Corte è da sempre orientata ad una cura della vigna biologica, utilizzando esclusivamente verderame e zolfo di cava, e ripone particolare attenzione ad alcune pratiche della coltivazione biodinamica come il metodo del sovescio, volto a favorire la fertilità della terra.

Gavi DOCG 2016 – La Raia

Questo bianco, fresco e beverino, è versatile negli abbinamenti e ottimo per l’aperitivo. Di un colore giallo paglierino, sprigiona note di agrumi e fiori bianchi, mentre al palato risulta sapido e pieno, grazie alla maturazione sui lieviti autoctoni. Prodotto dall’azienda vitivinicola La Raia, il Gavi DOCG viene infatti fatto fermentare in vasche di acciaio sui propri lieviti dai 3 ai 4 mesi, mentre, per la fertilizzazione del terreno viene praticata la tecnica del sovescio con il corno di letame dinamizzato. La Raia, vera e propria oasi della biodiversità, produce vini nel rispetto della natura e che sono espressione sincera del terroir di produzione.

Syrah – Stefano Amerighi

Frutta rossa, tabacco e spezie si sprigionano nel calice del Syrah di Stefano Amerighi, viticoltore di Cortona. Elegante ed armonioso al gusto, questo vino rispecchia in toto la filosofia del produttore, seguendo scrupolosamente tutti i dettami del metodo biodinamico: le lavorazioni in vigna sono scandite dalle fasi lunari e planetarie; la pigiatura avviene con i piedi; la fermentazione avviene in maniera spontanea con lieviti indigeni e il vino viene imbottigliato senza filtrazione o stabilizzazione. L’etica aziendale e la totale assenza di correttivi fanno del Syrah di Stefano Amerighi un autentico specchio della sua uva.

Romangia Rosso IGT “Tenores” 2013 – Dettori

Il Romangia Rosso IGT “Tenores” è un rosso che si distingue per complessità e spessore e che, con le sue note fruttate e floreali, è perfetto a tutto pasto. La cantina che lo produce, la sarda Dettori, è molto scrupolosa in tutte le fasi di produzione, dalla vigna alla cantina. Oltre allo zolfo, non vengono infatti utilizzate sostanze chimiche per le viti e in cantina non vengono aggiunti lieviti o enzimi. Inoltre, il vino non viene filtrato né chiarificato. Tutto ciò rende possibile la produzione di un vino che è massima espressione del suo territorio: la Romangia.

 

Foto anteprima: pagina FB Tenuta Alois Lageder

Marcella Scialla