vini italiani più famosi
24 Gennaio 2018   •   Marcella Scialla

Vini italiani più famosi e apprezzati al mondo

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«I vini italiani sono tra i più apprezzati al mondo: simbolo di eccellenza e  di qualità, rappresentano una vera e propria bandiera del Made in Italy. Vediamo quali sono i vini italiani più famosi e pregiati»

La produzione vinicola italiana è tra le più ricche e diversificate, particolarmente conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, tanto che l’Italia è al primo posto tra i Paesi esportatori di questa eccellenza: i maggiori acquirenti di vino italiano sono gli Stati Uniti, seguiti da Inghilterra, Germania, Canada e Giappone. Tra i vini italiani più famosi un posto d’onore lo occupano i rossi, in  particolare quelli toscani e piemontesi, ma non mancano anche i bianchi e le bollicine.

vini italiani più famosi

Scopriamo quali sono i vini italiani più famosi e le loro caratteristiche!

Barolo: considerato il “Re dei vini”, il Barolo è sicuramente uno dei vini italiani più famosi al mondo. Nasce dal Nebbiolo, vitigno piemontese tra i più pregiati in assoluto, caratterizzato da una tardiva maturazione dell’uva e dallo spesso strato di pruina che si deposita sugli acini, conferendo un aspetto “annebbiato” ai grappoli violacei. Un rosso corposo dal profumo intenso e dal sapore robusto, le cui caratteristiche olfattive e gustative variano a seconda del grado di invecchiamento, che avviene in botti di rovere per almeno due dei tre anni previsti dal disciplinare di produzione. Ottimo in abbinamento a carni rosse, brasati e formaggi stagionati e servito a 18-20°C.

Barbaresco: altro vino rosso piemontese ottenuto da uve di varietà Nebbiolo, pur essendo nelle caratteristiche molto differente dal Barolo. Il Barbaresco, ad esempio, prevede tempi di invecchiamento più lunghi: dai quattro agli otto anni. È considerato un vino più femminile ed elegante al palato rispetto al Barolo, decisamente più deciso e ruvido; si abbina, oltre che alle carni rosse, a pollame e a piatti a base di tartufo bianco.

Brunello di Montalcino: rosso toscano, prodotto esclusivamente  nel comune di Montalcino e con le uve Sangiovese delle sue colline. Conosciuto in tutto il mondo per la sua eccezionale qualità, il Brunello di Montalcino migliora nel tempo: più invecchia, più diventa buono. Dati i lunghi tempi di invecchiamento (almeno 5 anni), va fatto riossigenare prima di essere consumato, preferibilmente ad una temperatura di 18-22°C, cosicché possa sprigionare tutti gli aromi del suo ricco bouquet. I sentori aromatici spaziano dal fruttato al sottobosco, rendendo questo vino particolarmente adatto ad accompagnare selvaggina e piatti a base di funghi.

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Chianti classico: altro rosso tra i vini italiani più famosi. Vero e proprio patrimonio toscano, viene prodotto nelle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena dal vitigno Sangiovese, le cui uve devono concorrere per almeno l’80% nella produzione del Chianti classico. Questo vino si distingue per il suo colore rosso rubino intenso e per la sensazione vellutata che dona al palato. Nel calice sprigiona aromi floreali e fruttati e, per la sua struttura robusta, si abbina perfettamente a formaggi dal sapore altrettanto deciso, come il pecorino.

Amarone della Valpolicella: tra i vini rossi veneti è sicuramente il più pregiato e in assoluto uno dei vini italiani più famosi e apprezzati anche all’estero. Viene prodotto esclusivamente nella provincia di Verona, da diversi tipi di vitigno, tra cui domina il Corvina Veronese. L’Amarone della Valpolicella può arrivare fino ai 10-20 anni di invecchiamento in bottiglia, sviluppando un’aromaticità e una struttura inimitabili. Dal caratteristico retrogusto amarognolo e dal sapore secco ma equilibrato, è il protagonista del tipico risotto all’Amarone, ma accompagna in maniera eccellente anche carne e formaggi.

Cannonau: prodotto dall’omonimo vitigno, il Cannonau è sicuramente tra i vini sardi il più famoso. Coltivato in tutta l’isola, il vitigno Cannonau ricopre circa il 30% dell’intera superficie vitata sarda. Di questo vino esistono diverse versioni: il Rosso, il Rosato (ottenuto tramite la fermentazione in bianco) , il Liquoroso Secco e il Liquoroso Dolce, che si ottengono tramite l’aggiunta di alcol di origine viticola o di mosto e accompagnano perfettamente dessert e macedonie. Dal sapore pieno e ricco e dai sentori olfattivi fruttati e speziati, il Cannonau di Sardegna si abbina bene ai piatti tipici sardi, molto strutturati.

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Fiano di Avellino: vino bianco campano prodotto nel territorio dell’Irpinia, principalmente dal vitigno Fiano, conosciuto per la dolcezza delle sue uve. Dal colore giallo paglierino e da un bouquet caldo e avvolgente, con sentori di nocciola, miele e frutta, il Fiano di Avellino, con il suo gusto fresco e sapido si sposa principalmente con crostacei e secondi piatti di pesce, degustato a una temperatura di 8-10°C.

Franciacorta: andando sulle bollicine, tra i vini italiani più famosi troviamo il Franciacorta, lo spumante prodotto dai vitigni Chardonnay, Pinot nero e Pinot bianco, a seconda che il vino sia Bianco, Rosé o Satèn. È stato il primo vino italiano realizzato con il metodo della rifermentazione in bottiglia ad aver ottenuto il riconoscimento della DOCG. Indipendentemente dalla tipologia, il Franciacorta va servito freddo ed è caratterizzato da una spuma ricca e un perlage raffinato e persistente, dal profumo fruttato e dal sapore fresco e gradevole. Le sue differenti versioni, lo rendono praticamente adatto ad ogni occasione: il Bianco è perfetto per il momento dell’aperitivo, il Rosé si abbina a verdure, pesce, risotti e ai dolci, mentre il Satèn, dal sapore morbido e vellutato, accompagna alla perfezione salumi, crudité e carpacci.

Marcella Scialla

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