Pitti Uomo 93
17 gennaio 2018   •   Raffaella Celentano

Pitti Uomo 93: un meraviglioso film con 36mila attori

«Ecco il nostro immancabile resoconto di uno degli eventi italiani più importanti per la moda maschile: il Pitti Uomo 93. Scopriamo insieme quali novità ci ha riservato»

Si è appena concluso, a Firenze, uno degli eventi più importanti del panorama modaiolo italiano e mondiale. Stiamo parlando del Pitti Uomo 93, la fiera internazionale della moda maschile che ogni anno attira visitatori da ogni parte del mondo.

Divenuto ormai molto più di una semplice fiera, il Pitti Uomo è un evento mondano in piena regola, dedicato non solo ai brand espositori e ai buyer, ma anche a bloggerinfluencer e giornalisti. Dal 9 al 12 gennaio la Fortezza da Basso e Firenze sono state invase da un esercito di dandy moderni: ospiti e visitatori di Pitti Uomo 93 hanno fatto sfoggio di look eccentrici e colorati. Abiti di tweed, panciotti, completi in colori accesi, pellicce e accessori vistosi sono una costante nelle vie del capoluogo toscano. Il richiamo più presente è al look da gangster anni ’20, ed ecco dunque che diventano imprescindibili i cappelli Borsalino e sigari profumati.

Quest’anno il salone ha registrato la presenza di quasi 25mila buyer, in crescita del 2,5% rispetto al gennaio 2017 e un numero complessivo di visitatori stimato oltre le 36mila presenze. Performance particolarmente positiva per i compratori esteri, in crescita del 4% (circa 9.200), mentre aumentano dell’1,5% quelli italiani (a 15.750). Prospettive positive per l’export della moda maschile si intravedono soprattutto dalla Russia (+31% i buyer), dalla Corea (+14%), dall’Europa (in particolare Olanda, Francia, Austria e Portogallo) e dagli Stati Uniti (+20% del numero di negozi). Brillanti anche i mercati relativamente nuovi come Messico, Australia, Brasile e India, e tra i Paesi del nord Europa spiccano i risultati di Norvegia e Finlandia (guest nation di questa edizione).

Il tema di quest’anno, poi, è stato uno dei più apprezzati delle ultime edizioni. Dopo l’esplosione floreale dello scorso giugno, Il Pitti Uomo 93 ha reso omaggio al mondo del cinema, trasformando gli spazi della manifestazione in un Film Festival. Ogni sezione del programma era presentata in forma di film, i titoli e le immagini campeggiavano nel cuore della fiera, trasformandola in un multisala della moda. Bastava scegliere la sala e godersi uno spettacolo con interpreti di altissimo livello e provenienti da molti paesi diversi. Chiarissimo l’omaggio al cinema e al rapporto tra la moda e la settima arte, un tema molto attuale dettato anche dalla consapevolezza di quanto il costume sia uno dei settori più rappresentativi del made in Italy, sia per prestigio che per produzione.

Gli attori di questo meraviglioso film sono stati, oltre ai già citati peacocks, i marchi presenti alla Fortezza. Sul set  di Pitti Uomo 93 c’erano ben 1.230 brand. Questa edizione del salone è stata, poi, la più internazionale di sempre con 541 sono stranieri (il 44% del “cast”) e 227 tra nomi nuovi e rientri alla fiera.

Il film ha raccontato la moda di oggi, con tutta la sua energia, il suo essere etica e democratica, tradizionale e classica, ma anche orientata ai nuovi trend. Sul piazzale della Fortezza Sergio Colantuoni, direttore creativo della fiera, ha ideato il set di Pitti Live Movie, a cui hanno fatto eco gli stand ricchi di interpretazioni a tema cinematografico. Quattordici le sezioni del salone su 60.000 metri quadri della Fortezza da Basso, un percorso a 360° dentro la moda uomo che spazia dal Padiglione Centrale agli altri siti della fiera. Pitti Uomo 93 può considerarsi la prima tappa per i trend maschili dell’autunno-inverno 2018-2019, e ha passato poi la staffetta a Milano Moda Uomo, creando così una vera e propria settimana della moda maschile italiana.

Raffaella Celentano