Ulturale
26 giugno 2017   •   Raffaella Celentano

Ulturale Napoli: le cravatte che parlano napoletano

«In occasione del Pitti Uomo 92 abbiamo avuto il piacere di incontrare Vincenzo Ulturale, che ci ha presentato la sua linea di cravatte Made in Napoli»

Se dico “Napoli”, qual è la prima cosa che vi viene in mente? Sicuramente il mare, la buona cucina, il folklore e la tradizione sartoriale. Il capoluogo campano rappresenta, infatti, una delle punte di diamante dello stile italiano. Da tempo i sarti napoletani sono ambasciatori di eleganza e qualità, e le loro creazioni hanno saputo conquistare il mondo intero. Ma se alla tradizione sartoriale uniamo il folklore, o meglio la superstizione tipica dei napoletani, ecco che scopriamo un brand unico nel suo genere. Stiamo parlando di Ulturale, brand che ha saputo unire la tradizione napoletana con il lusso moderno.

Nato negli anni ’80 come marchio produttore di cravatte, oggi Ulturale si appresta a diventare una delle realtà più conosciute ed apprezzate in tutto il mondo. Le sue collezioni sono espressione dell’eccellenza italiana, caratterizzata da una forte artigianalità, utilizzo di tessuti di pregio e uno stile senza tempo.

Interamente tagliate, cucite e rifinite a mano, le cravatte Ulturale non sono semplici accessori, ma in qualche modo raccontano una storia e sono testimoni della cultura napoletana, con tutte le sue sfaccettature e i suoi contrasti. L’eleganza si sposa con la superstizione, la serietà di una cravatta artigianale incontra l’allegria degli scugnizzi e il risultato finale è a dir poso straordinario.

Ecco cosa ci ha raccontato il co-founder del brand, Vincenzo Ulturale

Come e quando è nato il brand Ulturale?

Il mio brand nasce nel 1985, quando ho creato una mia ditta individuale sulla base di un’esperienza di circa quarant’anni della mia famiglia. Già nel 1948, infatti, i miei genitori avevano iniziato a lavorare in questo settore, gestendo una piccola sartoria in casa. Essendo praticamente nato e cresciuto in mezzo alle stoffe, nell’85 ho deciso di mettermi in proprio. L’esperienza che avevo acquisito in casa, grazie ai miei genitori, mi ha dato la possibilità di iniziare subito a produrre cravatte, a cui poi pian piano ho affiancato altri prodotti e tante novità. Oggi produciamo anche papillon, gemelli e pochette, ma il nostro cuore pulsante sono sempre le cravatte.

Quali sono i prodotti principali?

Il fiore all’occhiello del brand è la cravatta Tié, che io definisco una cravatta scaramantica. Si tratta di una sette pieghe con nascosto al suo interno un piccolo cornetto portafortuna in corallo. Il nome Tié deriva dall’unione dell’inglese tie (cravatta) e del napoletano tié (formula che di solito accompagna il gesto scaramantico delle corna).

Un altro modello di cravatta scaramantica è la 00Tiè, una 2 pieghe che presenta, invece del cornetto, un rametto di corallo nascosto in un taschino. L’abbiamo chiamata così in omaggio all’Agente segreto 007, perché anche questa cravatta nasconde un segreto, appunto il corallo portafortuna. Ci tengo a sottolineare questa peculiarità del portafortuna segreto perché, secondo la scaramanzia napoletana, i portafortuna devono essere sempre ben nascosti, in modo tale che le persone non possano vederli.

Infine abbiamo la cravatta due pieghe Tol, che presenta sul codino un piccolo bottone in argento e madreperla che impreziosisce la cravatta che, lo ricordiamo, è rigorosamente fatta a mano.

Il brand, dunque, unisce la sartorialità e il folklore tipici di Napoli?

Rimanendo sempre fedele a Napoli e alle sue tradizioni, ho comunque voluto portare una ventata di novità nelle mie creazioni. A volte sembra che la sartoria sia ferma e ancorata al “vecchio”, ma io ho voluto provare qualcosa di nuovo, anzi di innovativo.

Qual è il cliente tipo di Ulturale?

Il nostro prodotto è destinato ad un target di pubblico medio-alto. Siamo ormai entrati a pieno titolo nella nicchia delle sartorie napoletane che fanno la storia di Napoli, quindi il nostro è un cliente esigente e soprattutto attento alla qualità delle nostre creazioni.

Cosa significa presentare prodotti italiani all’estero?

Sono ormai diversi anni che lavoriamo con clienti provenienti dall’estero. Siamo entrati nei mercati di gran parte d’Europa, del Giappone e della Corea, quindi abbiamo la possibilità di confrontarci con tante realtà molto diverse tra loro. Ad esempio, il pubblico giapponese è tra i più esigenti, perché ama il lusso ed è competente in materia. Per me, infatti, è sempre un piacere lavorare con clienti provenienti dal Giappone, che comprendono a pieno il valore del nostro prodotto e del Made in Italy in generale.

Fotografie: Snap Italy e Ulturale Official Page

Raffaella Celentano