mirko ronzoni
24 Dicembre 2019   •   Marcella Scialla

Mirko Ronzoni: intervista al vincitore di Hell’s Kitchen 2

«Eccentrico, creativo e abilissimo ai fornelli: è chef Mirko Ronzoni, volto a tutti noto in tv e sui social. Dalla vittoria della seconda edizione di Hell’s Kitchen al fianco di Carlo Cracco, passando per i mille progetti e collaborazioni successive, fino ad arrivare alle ambizioni e ai progetti per il futuro, ecco tutto quello che ha raccontato a Snap Italy.»

Lo abbiamo conosciuto sul piccolo schermo e apprezzato sin da subito per la sua spiccata personalità, oltre che per la sua professionalità. È ormai passato qualche anno dal 2015, anno in cui si è aggiudicato la vittoria della seconda edizione italiana di Hell’s Kitchen, e da quel momento Mirko Ronzoni ne ha fatta di strada, eccome! Snap Italy ha scambiato quattro chiacchiere con l’istrionico chef bergamasco, oggi in forza nella squadra di talent di Realize Networks, prima talent agency italiana nel mondo del food, per farsi raccontare cosa è cambiato dopo quella fortunata esperienza. Curiosi di scoprirlo?

Gli inizi e il cambiamento

Sappiamo che ti sei approcciato sin da giovanissimo al mondo della cucina, ma qual è l’evento che ti ha fatto capire che questa era realmente la tua passione?

Sì tutto è iniziato quando ero molto giovane, anzi direi proprio un bambino perché ho avuto la prima folgorazione con la cucina in terza elementare. Frequentavo un corso di cucina con i miei amichetti e preparavamo piatti molto semplici come la pizza, la frolla, i tartufini. Mi piaceva toccare le materie prime e sporcarmi le mani, in quel momento ho capito che cucinare è una vera e propria forma d’arte. Ho tenuto questa mia passione nel cassetto fino alla terza media, quando ho dovuto scegliere la scuola superiore che volevo frequentare. Inevitabilmente, la scelta è ricaduta su un istituto alberghiero.

Mirko Ronzoni prima e dopo Hell’s Kitchen: oltre alla notorietà, cosa è cambiato?

Sì, la vita è un po’ cambiata, a partire dal fatto che magari le persone mi riconoscono per strada o mi scrivono sui social. Sono sempre stato espansivo e determinato, ma direi che il programma ha sicuramente cambiato il mio approccio con gli altri e mi ha insegnato a credere ancora di più in me stesso, nonostante gli alti e i bassi della vita di tutti. Ho sempre lavorato molto, anche prima di partecipare a Hell’s Kitchen, ma devo dire che da lì in poi si sono aperte ulteriori porte. Sono arrivate le collaborazioni con grandi aziende e brand e questo è anche merito del team che lavora con me, che non molla mai e mi segue attentamente. Oltre al lavoro, poi, mi piace ritagliarmi dei momenti per la formazione, perché ritengo che conoscere e aggiornarsi sempre sia importante per ogni chef, ma anche per ogni professionista e imprenditore.

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Mirko Ronzoni in cucina: segreti e ricette

Un piatto da te realizzato che ricordi con più orgoglio?

Sono tanti, difficile indicare un piatto perché ho varie ricette legate a diversi momenti che per me sono stati emozionanti. Sicuramente, ho nel cuore il risotto che ho preparato alla finale di Hell’s Kitchen con crema di rapa rossa, animella croccante e yogurt.

L’ingrediente con cui ti diverti di più in cucina?

Il riso perché mi piace preparare vari risotti e spaziare tra le varie tipologie: dolce, salato, di accompagnamento in un piatto unico o un assaggio per l’aperitivo.

Uno chef lavora per soddisfare i palati dei suoi clienti. Ma a Mirko Ronzoni invece cosa piace mangiare quando non lavora?

Sì è vero, uno chef lavora per soddisfare i clienti ma anche per educarli. Il cliente deve essere appagato e soddisfatto, ma per me non è vero che ha sempre ragione. Mi spiego meglio: a volte nei miei corsi di cucina, noto che alcune persone hanno delle particolari idee o convinzioni su un cibo perché sono stati abituati a cucinarlo in un determinato modo in casa. Va benissimo, ma per rispettare a livello professionale la tradizione, bisogna informarsi e accettare anche i consigli di chi è del mestiere. Invece, quando sono a casa o anche quando mangio fuori, mi piace mangiare piatti semplici ma etnici. Mi piace l’idea di mischiare varie culture e vari sapori in un piatto.

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I progetti per il futuro

Da cosa ti lasci ispirare o contaminare più volentieri in cucina?

Spesso faccio la spesa senza una lista precisa quindi mi lascio ispirare da quello che trovo. A volte, trovo qualcosa che mi colpisce anche leggendo le riviste o i siti specializzati, oppure sono un grande fan dei programmi di cucina su Netflix. Prendo e soprattutto apprendo molto anche dai colleghi: ci capita spesso di confrontarci ai corsi di cucina e parliamo sempre di ingredienti e tecniche nuove da provare!

Quali sono le cose che non possono mancare in tuo piatto?

Dipende dal piatto, ma di base direi una crema o una salsa. Per me sono fondamentali: servono a dare umidità, sapore, stacco cromatico e gustativo al piatto. Mi piace preparare una salsa anche per giocare con i sapori e i colori. Qualche tempo fa un amico si è divertito a chiamarmi “il Re delle salse” perché chiunque provi la mia cucina, si ricorda delle mie salse.

Dove è possibile provare la tua cucina? Ci sono nuovi progetti in cantiere che ti vedono coinvolto?

Non ho un ristorante, seguo e sono un consulente per aziende, ristoranti, alberghi, fast food e franchising nella gestione del locale a 360° gradi: menu, staff, allestimento. In particolare, mi dedico alla consulenza ristorativa di start up o locali di prossima apertura, quindi è facile trovarmi alle varie inaugurazioni. Sono spesso in giro per tutta l’Italia anche per diversi eventi di cucina o showcooking, e sui miei social potete trovate sempre tutte le informazioni, quindi basta seguirmi per sapere dove trovarmi prossimamente. Non ti nego che ho in mente altri progetti. Mi piacerebbe tornare in tv, perché le persone ancora si ricordano di me dai tempi di Hell’s Kitchen, oppure mi piacerebbe portare avanti un mio progetto imprenditoriale. Vediamo cosa arriverà nel 2020…

Snap Italy è un magazine dedicato al Made in Italy. Ti va di regalare ai nostri lettori una ricetta originale da realizzare esclusivamente con prodotti italiani?

Il Made in Italy è preziosissimo e va preservato sicuramente. Giro il mondo, mi piace il cibo etnico, ma i nostri sapori golosi italiani non si trovano da nessun altra parte al mondo. Un piatto che vi dedicherei è uno che ho fatto anche recentemente e che potete trovare sul mio canale Instagram: si tratta di un trancetto di spigola cotta sotto vuoto, alla mediterranea, con gel di salsa di pomodoro, olive taggiasche, gel di capperi e fave. Ha un sapore delicatissimo, di Italia al 100%, di primavera, di estate ed è anche molto bello e colorato da vedere. Mi piace molto rivisitare in chiave moderna dei piatti così tradizionali.

Marcella Scialla