jeans italiani
31 Maggio 2018   •   Anita Atzori

Jeans italiani: un viaggio tra i vecchi e nuovi brand del settore

«Cosa non deve mai mancare nel vostro armadio? Il jeans. Ecco quali sono i jeans italiani di tendenza degli ultimi anni. Pratici, alla moda e di qualità»

Che siano strappati, ad effetto slavato o scuri dal tocco classico ed elegante, i jeans sono il capo prediletto dai giovani e dagli adulti. La loro versatilità e quel mix basic ma mai fuori luogo consente a tutte le generazioni di farne un uso molto personale e adatto a tutte le età. Nel Belpaese la produzione sforna capi di grande qualità, posizionandosi in vetta con proposte giovanili, creative e di altissima qualità. I jeans italiani sono da sempre sinonimo di garanzia e stile inconfondibile. Le linee sono davvero tante, e si adattano non solo al gusto, ma anche alle forme del corpo, fasciando e modellando le curve o mettendo in risalto fianchi e lato B dove ce n’è bisogno. I brand che producono jeans italiani sono tantissimi, ma oggi vi parleremo di 5 brand innovativi nel settore, chi per i materiali e chi per l’ideazione stilistica. Non conoscerli sarebbe un gran peccato, o forse l’occasione persa per dare un tocco di brio al vostro armadio ormai troppo spento! Bando alle ciance, si inizia.

EcoGeco

È il denim biologico che unisce la tradizione Made in Italy dei jeans italiani alla passione per la natura e le sue risorse. Avere sulla pelle la natura non è mai stato così facile come in questi tempi, dove la tecnologia e gli strumenti di produzione permettono l’ideazione di capi dal materiale completamente bio e riciclabile. Questo è anche il caso di EcoGeco che progetta un denim di tendenza fatto di cotone organico tinto di blu con l’indaco vegetale. Il denim viene cucito in aziende venete da personale altamente qualificato, e poi sottoposto a trattamenti di lavaggio naturali senza l’ausilio di componenti chimiche. Blu jeans in realtà altro non è che “Blu di Genova” ovvero il tessuto che i marinai genovesi portavano in terra americana durante le loro attraversate. 50 km tra Padova e Rovigo per delineare un distretto che sino a qualche anno fa era il circolo di produzione dei brand italiani più famosi del settore. I jeans EcoGeco sono il contrario della moda classista, dove gli aristocratici assumono le sembianze della working class con un capo che non è sinonimo di classe sociale, ma di stile ed eleganza naturale. I jeans EcoGeco quando invecchiano migliorano, e a differenza di molte altre produzioni, la loro filosofia aziendale è quella del passaparola e non del ricambio stagionale. Consigliare il brand ad un amico per EcoGeco equivale ad un acquisto in più, perché la mission è diffondere il marcato sano, naturale e sostenibile. Progettati sia per uomo che per donna, questo splendido capo si presenta morbidissimo al tatto e dallo stile tipicamente giovanile, ma non per questo adatto agli adulti.

Par.Co Denim

Nasce dall’intuito di un azienda bergamasca che progetta abbigliamento denim sostenibile grazie alla maestria degli artigiani bergamaschi, e alla filiera corta diventata ormai il concetto must di tutta la produzione. Filatura, tessitura e tintura vengono realizzati grazie alla collaborazione di alcune aziende storiche lombarde, che dopo l’accordo col programma Fashion Detox di Greenpeace, si impegnano a portare avanti l’accordo nella maniera più trasparente possibile. I lavaggi e i trattamenti Par.Co Denim vengono eseguiti con ghiaccio  e resine vegetali, decorando ogni chiusura con bottoni e cerniere nickel free. La ricerca e lo sviluppo di nuove tecniche di lavorazione hanno reso questo brand di jeans italiani unico nel suo genere, introducendo lavorazioni laser con pattern customizzabili. Un rapporto qualità-prezzo che lascia piacevolmente stupiti, sopratutto se si pensa alla storia di questo marchio, alla sua diffusione e al concetto cardine della moda in questi ultimi anni. Provarli ci sembra d’obbligo.

Don’t Cry

È il brand di jeans italiani 100% Made in Italy. La parola d’ordine qui dentro è “attenzione ai dettagli”, un modo di lavorare e creare capi denim con passione e innovazione. La selezione di tessuti altamente qualitativi e l’investimento in macchinari tra i migliori del settore rendono Don’t Cry una perla del settore italiano. Lo stile si rifà alla moda giovanile contemporanea, dove uno strappo può diventare un simbolo di riconoscimento, e una cucitura può trasformarsi in elemento di tendenza. Un denim ultra-femminile dal tocco artigianale e ricco di confort, pensato per chi vuole essere alla moda ma mai scomodo.

GAS

Un marchio ormai storico di jeans italiani. Claudio Grotto dal 1984 produce e disegna collezioni denim per uomo, donna e bambino. Un core business e un DNA che fanno di GAS il fiore all’occhiello del mercato italiano relativo a pantaloni e jeans Made in Italy. Una riconoscibilità internazionale prodotta con anni di lavoro e sperimentazione, il cui target non è mai cambiato, ma al massimo allargato. GAS pensa ai ragazzi, a coloro che muovono i primi passi nel mondo del lavoro, della vita mondana e della scuola. Percorsi diversi ma accomunati tutti da un’unica cosa: la libertà. Essere liberi di esprimersi, di camminare e di volare. Volare con la mente, col sorriso e con gli occhi. Una moda fatta di stile dove il consumatore è attento ed esigente. Gas permette di esprimere la propria personalità su criteri cosmopoliti ed estremamente dediti al mercato internazionale. Un prodotto qualitativo che unisce e mai separa.

Liu Jo

Rinnova ogni stagione la sua gamma di jeans, proponendo al pubblico linee moderne e confortevoli. Lo studio delle proporzioni e un occhio sempre attento alle ultime tendenze sono la chiave di un successo ormai consolidato e senza eguali. Ogni curva ha il suo denim, dallo skinny, al jeans largo di ispirazione anni ’70, al gettonato Amazing Fit. Applicazioni gioiello, originali patch e rouches che impreziosiscono tasche e caviglie, rendono questo prodotto estremamente glamour e metropolitano. Adatto non solo alle giovani ragazze, ma anche alle donne in carriera che amano sperimentare nuovi outfit eleganti ma dal retrogusto sbarazzino.

Anita Atzori