jack savoretti
06 Marzo 2019   •   Lavinia Micheli

Jack Savoretti: l’italo-inglese che canta il folk “estranei”

«Se vi siete chiesti chi fosse quel solarissimo ragazzo dalla voce profonda e graffiante che ha accompagnato le note degli Ex-Otago nella serata dei duetti di Saremo 2019, è giunto decisamente il momento che si faccia luce sulla brillante carriera di Jack Savoretti, cantautore folk-pop dalle origini miste con una smodata passione per il cantautorato italiano degli anni ’60 ed il Genoa CFC.»

Da piccolo voleva fare il calciatore ma aveva anche una grande attitudine verso la poesia, Jack Savoretti. Per sua ammissione in una recente intervista per Repubblica, non avrebbe potuto fare lo scrittore perché troppo distratto per rientrare in qualsiasi tipo di regola, ma la poesia lo ha sempre attratto perché libera da schemi, capace di veicolare la libertà d’espressione nella maniera migliore. La musica arriva più tardi, ed esplode così come esplode un grande amore, all’improvviso, anche se in qualche modo c’era sempre stata. A 16 anni scopre Simon & Garfunkel, Dylan e il cantautorato tutto, compreso quello italiano.

jack savoretti

@Paul Carless- Flickr

Il padre di Jack d’altra parte è italiano, di Genova, città natale delle grandi firme del cantautorato nostrano come Fabrizio De André, Luigi Tenco, Gino Paoli, Bruno Lauzi. Costretto ad emigrare a Londra dopo essere stato testimone di una rapina, era rimasto letteralmente folgorato da una modella inglese di origini tedesche, ebreo-polacche che vantava già frequentazioni di tutto rispetto, come Jimi Hendrix e i Rolling Stones. Per dire. Jack Savoretti nasce poco dopo nel 1983, nella capitale inglese, in un clima famigliare e culturale decisamente ricco di spunti e delle influenze più varie. 16 anni dicevamo. Comincia a suonare la chitarra e a capire che la musica non è semplicemente qualcosa da tenere di sottofondo, da percepire vagamente mentre si è impegnati a fare qualcos’altro, magari a tentare i primi approcci con le ragazze durante i lenti, alle feste. Con la musica si può soprattutto comunicare. A 21 anni, il cantautore italo-britannico decide che è giunto il momento di portare la sua musica nelle orecchie del grande pubblico.

La passione che gli scorre nelle vene è quella di suo nonno, Giovanni Savoretti, partigiano laico eroe della Liberazione della Liguria dal nazifascismo. I colori, i profumi di Portofino, dove il piccolo Jack Savoretti passava le estati della sua infanzia avvolgono gli accordi delle sue composizioni. «Melodicamente parlando, gli strumenti a corda sanno donarti il coraggio di andare vocalmente dove non potresti arrivare in nessun altro modo. Ti danno la gravitas». Fra i suoi miti italiani, Lucio Battisti. Famosa è la cover di Jack Savoretti di Ancora Tu, una delle intoccabili, che viene vestita però di nuova luce dal folk-singer italo-inglese; graffio vocale su chitarra.

Le influenze del brit-pop

E ascoltando e riascoltando gli album di Jack Savoretti, sei in tutto se consideriamo il prossimo, Singing to Strangers, in uscita il 15 marzo, la sensazione è quella di essere venuti a conoscenza dei suoi segreti più intimi. Si parla soprattutto di sentimento, d’amore, verso la sua casa e la sua famiglia (Jack Savoretti è sposato con l’attrice inglese Jemma Powell con cui ha due figli), motore che da sempre e per sempre muoverà i poeti. Una scrittura sincera, senza orpelli che riesce ad entrare dentro ad intervalli lenti e sinuosi, senza lasciarvi mai più. Non male davvero per un cantautore partito giovanissimo, come molti, dalla colonna sonora di serie tv molto famose come Grey’s Anatomy, Greek, One Three Hill fino ad arrivare a collaborazioni con Bob Dylan e Kylie Minogue (rispettivamente nelle canzoni Touchy Situation e Music’s Too Sad Without You che fanno parte dell’album in uscita).

«In Italia vendo più biglietti per concerti che dischi e va bene così» dichiarava Jack Savoretti a Rolling Stone qualche tempo fa, ed in effetti l’estro di questo talentuosissimo cantautore pop-folk è stato riconosciuto nel nostro Paese piuttosto recentemente, mentre il suo nome già circolava in Europa e nel mondo, tanto da vantare collaborazioni con The Boss-Bruce Springsteen e Mister Neil Young, aprendone i concerti. Paul McCartney lo ha voluto nel video della canzone Queenie Eye del 2013, accanto a personaggi dello spettacolo come Johnny Depp e Kate Moss. Lo stesso Jack racconta di come durante le riprese l’ex scarafaggio l’abbia portato accanto ad un pianoforte improvvisandogli i primi accordi di Lady Madonna. Un’emozione fortissima.

La partecipazione accanto a Maurizio Carucci & co. (comunemente conosciuti come Ex-Otago) durante la serata dei duetti di Sanremo 2019, è sopraggiunta grazie alla grande passione di Jack Savoretti verso il gruppo ligure. «Io avevo sentito il loro album che si chiamava Marassi, io sono genoano sfegatato quindi ero affascinato già dall’uscita di quest’album. Poi ho sentito questa canzone loro che si chiama Cinghiali Incazzati e lì mi sono innamorato di loro perché era una parte della musica che per me mancava un po’ in Italia», ha dichiarato ospite ai microfoni di RTL pochi giorni fa.

«Questo è il mio lavoro: io canto ad estranei. Questo è quello che ho fatto per la maggior parte della mia vita. E penso che questo fosse il modo giusto di convalidare la mia carriera.»

Singing to Strangers, in uscita il 15 marzo e registrato a Roma, è stato anticipato dal singolo Candlelight, una ballad fascinosa e misteriosa come tutto ciò che può avvenire di notte in una stanza buia illuminata dalla sola luce di una candela. Il tour europeo partirà il 16 aprile da Mantova, toccando altre due città italiane, Milano e Roma rispettivamente il 17 e il 18 aprile.

Donatevi il piacere di (ri)scoprire questo talento finissimo. Cuore e orecchie ve ne saranno grati.

Foto Copertina: @Paul Carless- Flickr

Lavinia Micheli