Festival Verdi 2018
06 Settembre 2018   •   Lavinia Micheli

Festival Verdi 2018: un’immersione totale nella vita e nelle opere di Giuseppe Verdi

«Se vi piace l’opera non potete mancare all’appuntamento con il Festival Verdi 2018, dal 27 settembre al 21 ottobre. A Parma e a Busseto fervono i preparativi per festeggiare il compleanno n. 205 del loro figlio prediletto. Sto parlando, ovviamente, di Giuseppe Verdi

Il Festival Verdi 2018 celebra il massimo operista italiano dell’800, considerato una sorta di “padre della patria“, nato a Busseto il 10 ottobre 1813. Quei baffoni bianchi e lo sguardo rassicurante sono da sempre simbolo del fermento risorgimentale, confluito poi nell’Unità d’Italia. Le sue 28 opere accompagnano la storia del nostro Paese per circa mezzo secolo, concedendogli un posto d’onore nella memoria collettiva. Figlio del suo tempo ma con lo sguardo proiettato nel futuro, Giuseppe Verdi è stato un innovatore nel suo settore.

Vicino al romanticismo lombardo e francese, ardente sostenitore del teatro europeo, è stato uno dei primi a conferire pari dignità sia all’aspetto drammaturgico che a quello musicale e compositivo. Senza musicare libretti troppo complessi, come era d’uso presso i suoi contemporanei, Verdi sceglieva spesso temi considerati tabù. Come non ricordare ad esempio la storia d’amore fra Violetta, cortigiana, e Alfredo de La Traviata, basata sul romanzo La Signora delle Camelie di Alexandre Dumas figlio?

Un ribelle gentile, che aveva per armi le sue composizioni. Un amore quasi proibito con la cantante lirica Giuseppina Strepponi, che sposò nel 1859 dopo dieci anni di convivenza. La prima moglie era morta nel 1840, seguendo a poca distanza i due figli, morti bambini. La critica velata al potere austriaco con il Nabucco. Giuseppe Verdi ce lo ricordiamo nei libri di storia della scuola, con quel W VERDI scritto ovunque, sui muri dell’Italia che aspirava ad essere unita. Una bella coincidenza che fosse l’acronimo di W Vittorio Emanuele Re DItalia.Festival Verdi 2018

Le opere principali

Le tre opere principali che verranno messe in scena al Festival Verdi 2018, ruotano attorno ai temi dell’occulto, del misterioso e dell’esoterico.

  • Prima fra tutte Macbeth, ispirata da una delle tragedie più celebri di William Shakespeare su libretto di Francesco Maria Piave. La storia, com’è noto, narra le vicende del sanguinario re di Scozia Macbeth, vittima del potere psicologico di sua moglie, la malefica Lady Macbeth. In un clima di paura e terrore, su predizione di tre streghe, l’uomo finirà per essere vittima di se stesso e della sua sete di potere. Verdi ne fa la sua decima opera nel 1847, anche se poi verrà rimaneggiata nel 1865.
  • Le Trouvère, è l’edizione critica, tradotta in lingua francese da Émilien Pacini, de Il Trovatore, il cui libretto fu affidato a Salvadore Cammarano. Tratto dal dramma El Trovador di Antonio GarcÍa Gutiérrez, racconta dell’amore impossibile fra il trovatore Manrico, cresciuto in una comunità di zingari, e Leonora, giovane amata dal Conte di Luna. Personaggio principale è però la gitana Azucena, madre di Manrico, “col suo marchio d’infamia che è uno stigma sociale” nelle parole di Anna Maria Meo, direttrice del Teatro Regio di Parma. Il Trovatore fa parte insieme a La Traviata e al Rigoletto della cosiddetta trilogia popolare, e fu rappresentata per la prima volta nel 1853.
  • Le vicende del flagello di Dio sono riprese in Attila, che debuttò al teatro La Fenice di Venezia, nel 1846. La storia del re degli Unni viene ripresa dalla tragedia Attila, König der Hunnen del drammaturgo tedesco Zacharias Werner. Il libretto è firmato da Temistocle Solera.

Un’altra produzione prevista al Festival Verdi 2018, è Un giorno di regno, dove ritroviamo un Verdi degli inizi che compone un melodramma giocoso ambientato in Bretagna. Quasi un sospiro di sollievo per gli spettatori, la prima rappresentazione è del 1840, su libretto di Felice Romani.

Il Programma del Festival Verdi 2018 è stato organizzato in modo tale da poter assistere ai quattro spettacoli in un solo weekend, potendo al contempo godersi Parma, capitale della cultura 2020, e la sua provincia. Ma il Festival Verdi non è solo questo. È una vera e propria immersione nella vita del compositore, nell’abbraccio accogliente della sua città. Sono previste infatti molte iniziative interessanti, come la lettura di Macbeth ad opera di Sergio Rubini accompagnato dalla chitarra di Giampaolo Bandini. Oppure il Galà Verdi nel giorno del suo compleanno, il 10 ottobre.

Per non parlare delle iniziative del Verdi Off, che promette eventi come 27 volte Verdi, con la propagazione di un’aria di Verdi, ogni giorno alle 13.00, dalle finestre del Teatro Regio. Oppure Un recital in salotto, dove gli allievi del Conservatorio Arrigo Boito si esibiranno in concerti all’interno delle case private. Tra l’altro è partita anche la call Hai un pianoforte? Ospitaci! Così, ogni parmense può diventare mecenate.

Un Festival che promette solo cose belle, adatto a tutte le tasche. Siete pronti a tornare indietro nel tempo?

Qui il programma completo del festival.

Lavinia Micheli