parma capitale della cultura 2020
12 marzo 2018   •   Carolina Attanasio

Parma Capitale della Cultura 2020: 5 highlights da non perdere

«In attesa di scoprire nel dettaglio le iniziative di Parma Capitale della Cultura 2020, fate un giro con noi tra cose e posti da non perdere nella città emiliana»

Parma Capitale della Cultura 2020 (qui il comunicato ufficiale): dopo Mantova, Pistoia, Palermo (Capitale 2018) e Matera (2019), tocca alla città emiliana il ruolo di portabandiera della cultura italiana. Un milione di euro è la cifra erogata dal Ministero dei Beni Culturali per la realizzazione del progetto con cui la città ha vinto il titolo. Parma era in corsa con Agrigento, Casale Monferrato, Bitonto, Macerata, Nuoro, Merano, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso. A vincere non è la città più bella (la scelta sarebbe davvero dura, in Italia) ma quella portatrice del progetto più innovativo e localmente interessante. Un input non di poco conto per chi partecipa, uno stimolo incredibile a ragionare fattivamente per lo sviluppo culturale della città, in sinergia con i suoi bisogni e il suo tessuto sociale.

Perché proprio Parma Capitale della Cultura 2020? La motivazione della commissione, presieduta da Stefano Baia Curioni, definisce Parma «un esempio virtuoso e di elevata qualità nella progettazione territoriale a base culturale. I suoi punti di forza sono rappresentati, in particolare, dalla capacità di attivare e coordinare un sistema estremamente complesso di soggetti, allargato su base territoriale estesa. Il progetto enfatizza un forte, attivo coinvolgimento dei privati e delle imprese del territorio, una stretta relazione con il mondo dell’università e della ricerca, con il mondo della cultura e del welfare. Un rapporto consapevole tra rivitalizzazione urbana, integrazione sociale e produzioni culturali […] Un sistema di offerta culturale di ottimo livello realizzato con un’esplicita attenzione ai giovani, all’integrazione tra discipline artistiche, con particolare riferimento alla tradizione musicale».

Il progetto di Parma Capitale della Cultura 2020 si fonda su una nuova città, integrata con la tradizione storica. Trentadue progetti sotto un unico tema, Cultura batte tempo, in sinergia tra pubblico e privato, che andranno a rigenerare gli spazi in vari ambiti: cultura, turismo, urbanistica, ambiente, educazione, pari opportunità. In attesa di vedere come Parma trasformerà i suoi spazi, non c’è bisogno di starcene con le mani in mano fino al 2020: se fate un salto in città, ecco 5 cose che non potete non fare.

Il Prosciutto di Parma e i Musei del Cibo

Una bella vittoria, a onor del vero, Parma l’aveva già conquistata: è stata insignita del titolo di Città creativa della gastronomia dall’UNESCO, come riconoscimento a un territorio fonte di infinite eccellenze. Qual è la più conosciuta? Il Prosciutto di Parma, of course. In città trovate un vero e proprio museo, articolato in otto sezioni, per snocciolarvi tutta la storia dell’italico salume, dalla salatura al piatto. La degustazione è d’obbligo, quasi un dovere morale. Il Museo del Prosciutto di Parma fa parte della rete di Musei del Cibo della Provincia di Parma (e qui vi faccio un in bocca al lupo, perché se entrate nel tunnel enogastronomico emiliano non ne uscite più).

Un tour del centro

Sia chiaro, questo è solo un highlight delle mille cose da vedere in città. Di sicuro, non potete perdervi la visita alla Galleria Nazionale, casa di Leonardo Da Vinci, Guercino, Van Dyck, Erasmo da Rotterdam, Hans Hoblein, tanto per intenderci. Piazza del Duomo, con la Cattedrale di Santa Maria Assunta e il Battistero, è il principale luogo di culto della città e uno dei più bei esempi di stile romanico in Italia. Palazzo della Pilotta, costruito per i duchi Farnese, ospita al suo interno il Teatro Farnese, interamente in legno, che ospitava battaglie navali nella cavea, appositamente allagata. Il Parco Ducale, comunemente chiamato giardino, è il posto ideale per una pausa di relax, immersi nel verde e in centro città allo stesso tempo.

Giuseppe Verdi

Parma Capitale della Cultura 2020 è anche la città di Giuseppe Verdi e visitare la città è un’ottima scusa per conoscere più da vicino vita, morte e miracoli musicali di uno dei personaggi più rappresentativi del genio italiano nel mondo. Parma tributa a Verdi un festival annuale, in genere a ottobre, al Teatro Regio (uno dei più bei palchi d’Italia): un viaggio emozionante tra storia e musica.

Do like locals do

Niente di meglio, per assaporare in pieno Parma, che fare quello che fanno i parmigiani (da non confondere con i parmensi, gli abitanti della provincia). Il sabato mattina, ad esempio, potete fare due passi al mercato di Strada Imbriani, e fare incetta di prodotti tipici e buonissimi. Via Nazario Sauro è il posto votato allo shopping, specialmente al vintage, per tutti i gusti. Dall’abbigliamento ai libri, chissà che non troviate proprio la chicca che stavate cercando.

Vini DOC di Parma

Non di solo Prosciutto vive Parma, ma anche di vini di tutto rispetto. La zona extracittadina pullula di casali e cantine dove poter degustare in compagnia, all’aria aperta, e scoprire tutti i segreti di un terroir particolare, forse non famoso come quelli della vicina Toscana o del Veneto, ma assolutamente meritevole di una visita. Colli di Parma, questa la denominazione di zona, offre della Malvasia e del Sauvignon in varie declinazioni, amabile, secco e spumante. Alla vostra.

Carolina Attanasio