Federica Abbate
25 settembre 2017   •   Redazione

Federica Abbate: l’esordio da cantante della “penna di platino”

«Intervista a Federica Abbate, la “penna di platino” della musica italiana. Ed ora arriva la “prima” da solista con un brano scritto e, per la prima volta, interpretato interamente da lei: Fiori su balconi»

Federica Abbate (profilo FB), nata a Milano nel 1991. Già, così giovane e già “penna di platino” della musica italiana. Ha scritto hit per Fedez (L’amore eternit, 21 grammi), Baby K (Roma-Bangkok) e Francesca Michielin (Nessun grado di separazione, protagonista all’Eurovision Song Contest di quest’anno).

Non solo, Federica Abbate continua anche la sua attività di autrice e di hit-maker (come è stata definita), che è sempre più prolifica. Tra gli artisti che cantano le sue canzoni ci sono Alessandra Amoroso, Lorenzo Fragola, Giusy Ferreri, Jake La Furia, Michele Bravi e molti altri ancora. 

Il suo essere speciale emerge anche dalla chiacchierata che abbiamo fatto insieme: è allegra, divertente e con estrema naturalezza parla di debolezza e di senso di disorientamento. Quindi penso che, nonostante il meritato successo, sia sempre una semplice ventiseienne in un mondo sempre più selettivo e, come i suoi coetanei, si sente spesso fuori luogo, credendo però che potrebbe anche essere un bel posto. Allora ci scherza su e gioca con le parole, lo rende un posto colorato come i fiori sui balconi che, pure loro, stanno fuori, proprio come i balconi stessi.

Il risultato è un brano importante, ben scritto ed interpretato in maniera eccellente con un video veramente bello, girato a Londra e diretto dai Trilathera.

Fiori sui balconi segna l’esordio da cantautrice per Federica Abbate, alla “prima” da solista dopo aver scritto diversi brani di successo per altri interpreti. Ad ascoltarlo c’è un’intera generazione che sta cercando la propria strada, sperando di trovare quella più felice possibile in cui sentirsi sé stessi, speciali anche grazie al proprio bagaglio di insicurezza e di debolezza.


Fiori sui balconi è il tuo primo singolo da cantautrice, cosa racconta questo brano?
Fiori sui balconi è in realtà un gioco di parole che sta per “fuori come un balcone”. Il brano è autobiografico ma penso che c’è un’intera generazione che può rispecchiarsi nel testo, che parla della difficoltà di vivere oggi in un mondo che sembra dire a tutti: o dentro o fuori. Ecco, intendo spiegare questo sentirsi spesso inadatti e inadeguati, tipico di molti giovani, ponendo l’accento sul concetto di “fuori”. Fuori come “tagliato fuori”, fuori luogo per l’appunto. “Fuori”, però, si riferisce anche alla necessità di evadere cercando soluzioni a questa sensazione.

Con questo brano ti rivolgi ad un’intera generazione. Rimarcando il concetto di “fuori”, hai qualche consiglio per chi in questo momento crede di trovarsi fuori rotta?
Ci sono momenti in cui si perde la rotta. Posso dire che la debolezza può essere il punto di partenza per dimostrare chi si è realmente e può essere la spinta per ripartire. Se da un lato, quindi, si avverte un senso di inconcludenza, dall’altro ci deve essere la voglia di “tirarsi fuori” per riprovarci, crederci ancora e sognare.

Nel video del brano sei a Londra e in pigiama. Come nasce l’idea del video, cosa si può leggere tra le immagini che scorrono?
In questo video io ho voluto essere me stessa. Certo, non vado in giro in pigiama (ride, ndr)  ma ho cercato di rappresentare la mia natura un po’ su di giri. Ed infatti, io sono proprio così, sono anche fuori dalle righe e spesso disorientata. Questo video rappresenta molto quella che sono, ecco perché ho voluto esserci, metterci proprio la faccia. Londra, poi, è la città ideale per rendere i concetti che voglio comunicare con questo brano: il poter esprimere sé stessi, la sensazione di sentirsi a volte perduti, fuori luogo.

Sei autrice di hit di grandissimo successo. Ti ritrovi nella definizione di hit-maker?
Hit maker significa creare brani in un determinato periodo storico che riescono a soddisfare i gusti di una grande fetta di pubblico. Beh, per me questo è un bel complimento.

È stato un processo naturale o hai avuto qualche timore a passare dal “dietro le quinte” della canzone ad essere davanti al microfono in prima persona?
Sicuramente è stato un processo naturale. Sono molto contenta di poter essere l’interprete di ciò che scrivo. Ho voluto dare voce a ciò che creo, dando spazio anche alle ombre, alle mie parti più intime. Ed eccomi qua: Federica Abbate che non solo scrive ma che ci mette la faccia in prima persona. Ringrazio Carosello Records che me lo ha permesso e sta credendo davvero tanto in me.

C’è un brano di cui sei particolarmente orgogliosa?
È difficile sceglierne uno. Ogni volta che scrivo un brano racconto quello che in quel momento ho dentro ed esprimo il mio sentire. Quindi sono legata ad ogni mio lavoro perché ognuno significa molto. Sono tutti figli miei!

Se dovessi collaborare con qualche artista italiano, anche e soprattutto tra quelli con cui non hai ancora collaborato, chi sceglieresti? E come?  Autrice o per un featuring?
Anche questa è una scelta difficile. Ci sono molti artisti italiani che stimo enormemente e spero in un futuro di collaborare con alcuni di loro. Non so quali strade mi si presenteranno davanti ma sono sicura che continuerò a scrivere e ad esprimermi attraverso la musica.

Elisa Toma