etichetta placido volpone
26 novembre 2018   •   Marcella Scialla

Etichetta Placido Volpone, storia di un’eccellenza italiana

«Amore e valorizzazione del territorio, qualità e trasparenza: sono questi i principali valori che caratterizzano gli straordinari vini che portano l’etichetta Placido Volpone, l’azienda vinicola pugliese a conduzione bifamiliare fortemente voluta e portata avanti con passione e dedizione da Michele Placido e Domenico Volpone»

Prima ancora di essere la storia di un’eccellenza italiana, quella dell’etichetta Placido Volpone è la storia di una grande amicizia. È la storia dell’incontro di due famiglie unite dall’amore per la propria terra che ha origine nelle campagne di Ascoli Satriano, in Puglia, e che attraverso valori quali la venerazione e la valorizzazione del proprio territorio d’origine, la qualità e la trasparenza ha dato vita ad un prodotto eccellente. È da questa storia, passando per il prestigioso premio “Eccellenza Made in Italy Award” recentemente ottenuto, che siamo partiti alla scoperta della cantina e degli straordinari vini d’autore che portano l’etichetta Placido Volpone. Ecco a voi l’intervista!

Intervista all’etichetta Placido Volpone

Come nasce il progetto dell’etichetta Placido Volpone?

Il progetto della nostra cantina racconta una storia, la nostra storia, che è frutto dell’incontro di due famiglie, Placido e Volpone, unite non solo dalla forte amicizia, ma anche dalla condivisione di valori quali l’attaccamento, la valorizzazione e il rispetto del proprio territorio d’origine, l’arte, la cultura, la trasparenza nell’operare. Il nostro vino è la manifestazione tangibile di tutti questi valori, che abbiamo deciso di veicolare all’esterno, attraverso un prodotto che potesse rappresentarli tutti. Così da una semplice amicizia, nasce qualcosa di ancora più profondo, che vede il coinvolgimento in toto di entrambe le famiglie e di ogni singolo membro di esse, destinato, quindi, a durare in eterno. Un circolo virtuoso che, speriamo, possa non solo creare un vino di grande qualità, ma portare, conseguentemente, una serie di benefici al territorio pugliese.

@placidovolpone

L’amore per la Puglia e la valorizzazione del suo territorio sono alla base della mission dell’azienda. Come si trasferiscono questi valori nei vini firmati Placido Volpone e quali gli elementi che li rendono espressione del terroir di produzione?

Siamo partiti proprio dal territorio per la produzione del vino, che è quello dell’antica Herdonia, prima collina sul Tavoliere delle Puglie, la zona contemporaneamente più assolata, più siccitosa, più ventosa dell’Italia continentale. L’amore e la venerazione per questo territorio ci ha permesso di produrre un’eccellenza come il nostro vino, che lo rispetta e ne esalta le qualità in un bouquet organolettico molto ampio. Abbiamo deciso di coltivare vitigni autoctoni, e impiantarne ogni tipologia lì dove il terreno poteva esaltarne tutte le sue caratteristiche. I benefici diventano reciproci: la vite valorizza il territorio, che a sua volta viene comunicato ed esaltato dal frutto da esso prodotto: il vino.

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L’azienda ha recentemente ricevuto il prestigioso premio “Eccellenza Made in Italy Award”, aggiudicandosi una targa per la cantina e una pergamena d’eccellenza al Rosone, Nero di Troia. Riconoscimento che si aggiunge tra l’altro ad una serie di altri premi accumulati nel tempo. Quali sono le caratteristiche che rendono questo vino che porta l’etichetta Placido Volpone così pregiato?

Il Rosone è un Nero di Troia, vinificato in purezza. Questo vitigno è stato solo in tempi recenti riscoperto e valorizzato. Noi abbiamo creduto da subito che, esaltandolo con tutti i crismi, avrebbe offerto un prodotto eccellente, e così è stato. È un vino che rispecchia pienamente il nostro territorio, richiamandone sapori ed odori tra i più rappresentativi e peculiari.

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Parliamo della grande innovazione che riguarda la cantina Placido Volpone: la Block Chain. Cos’è e quali vantaggi porta al consumatore?

Un altro pilastro della nostra filosofia è la trasparenza. Per questo abbiamo cercato il modo di poterla veicolare all’esterno, includendo il consumatore nel nostro circolo virtuoso. Siamo la prima cantina al mondo a certificare la filiera del suo vino Falanghina su Blockchain (un registro distribuito e immodificabile, nato con le crittovalute, che permette di tracciare la produzione di qualsiasi tipo di prodotto, col fine di garantire la provenienza e la qualità dei prodotti finiti). Questo progetto nasce in collaborazione con Ernst&Young ed EzLab, che certifica il primo vino al mondo a “km 0 virtuale”. È stato quindi il modo più appropriato per unire l’innovazione alla tradizione, nel modo più rapido ed efficace possibile.

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Si parla molto negli ultimi tempi di vini biologici e biodinamici, prodotti secondo precise tecniche di coltivazione e vinificazione. L’opinione al riguardo è divisa tra chi è convinto che siano qualitativamente superiori e chi invece crede che sia tutta una “buffonata”. Qual è l’atteggiamento dell’azienda nei confronti di queste pratiche “alternative” e cosa dire sul processo di coltivazione e vinificazione da voi adoperato?

Per noi biologico non rappresenta un metodo alternativo. Noi siamo biologici da sempre, non utilizziamo la chimica, siamo attenti all’uso dell’acqua con la subirrigazione; abbiamo deciso di chiederne la certificazione un paio di anni fa. Ora siamo in conversione e saremo certificati Biologici l’anno prossimo. Sostenibilità e rispetto sono insite nella nostra cultura contadina.

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L’etichetta Placido Volpone comprende Vini in Purezza, Vini D’Autore e Vini Saggi. Quali sono i principali caratteri distintivi?

I Vini in purezza rappresentano l’espressione più sincera della natura e della nostra terra; abbiamo lasciato che ogni vitigno esprimesse in maniera quasi anarchica il proprio carattere, senza interferenze con altri ceppi: nascono così il nobile nero di troia Rosone, o la signora Falanghina I cinque figli e l’esaltante rosato da Nero di Troia Faragola. I Vini D’Autore invece rappresentano l’arte di interpretare la natura; tutta la nostra tradizione cantiniera è profusa per ricercare le giuste proporzioni tra i vitigni: nasce così ad esempio Il rosso e il nero, vino ottenuto dal democratico rosso Sangiovese e l’irruento Nero di Troia, o il Rosato da Sangiovese e Aglianico. I Vini Saggi invece rappresentano la nostra selezione più aulica e portano i nomi dei nostri genitori; Il Beniamino è un Aglianico fermentato 8 mesi in barrique, il più forte e deciso, e porta il nome del papà di Michele Placido. L’Altomare è una Falanghina fermentata in barrique che riposa due mesi sui lieviti con continui battonage, porta il nome di mamma Altomare Volpone, e come lei è forte delicata e presente. Il Mimì è un doc da Nero di Troia barricato 8 mesi, una piccolissima selezione di estremo carattere che porta il nome del capostipite Volpone.

Marcella Scialla