cinema storici
31 Gennaio 2017   •   Snap Italy

Cinema storici: l’itinerario a Roma tutto da guardare

«Roma è la capitale italiana del cinema e come tale non mancano le sale storiche: fra teatri trasformati e circuiti d’essai, ecco i 5 cinema storici della Capitale»

Il mito di Cinecittà, della Dolce Vita, del Neorealismo: Roma, oltre a vantare una storia incredibile per lo sviluppo del cinema, possiede anche una discreta storia di sale cinematografiche antiche, da quelle ricavate dai grandi teatri alle piccole salette di borgata. Alcuni di questi cinema storici oggi sono diventati circuiti importanti, mentre altri hanno mantenuto quell’aria vintage che li rende subito riconoscibili. Ogni edificio ha la sua peculiarità e la sua programmazione, oltre che la sua personale storia intrecciata al quartiere d’appartenenza. In un’epoca dove impazzano le multisale, molti di questi piccoli cinema hanno chiuso i battenti o hanno visto la loro decadenza, e questa è una tristissima realtà per la Capitale. Nonostante ciò, alcuni cinema sono riusciti a sopravvivere e a distanza di tanti anni sono ancora una seconda casa per tantissimi appassionati.

La nostra classifica riguarda proprio queste sale, quelle dei cinema storici che ce l’hanno fatta e che ancora oggi trasmettono ai romani e non solo quell’aura di storia che la Capitale del cinema non può certo permettersi di perdere.

Cinema Adriano

Quando si parla di cinema storici non si può non iniziare dal Cinema Adriano. Nato come teatro nel 1898, il Cinema Adriano è una delle sale più antiche di Roma, un anfiteatro dalla storia illustre, progettato dal cellebre architetto Luigi Rolland. Situato nella splendida piazza Cavour, attualmente è un punto di riferimento per la proiezione di anteprime nazionali ed internazionali, nonché per grandi festival e rassegne, come il Roma Fiction Fest. Oggi il cinema è una multisala, ma la storia alle spalle di questo edificio è lunga e travagliata. Terminato a fine Ottocento, il teatro era solito ospitare le più importanti rappresentazioni teatrali, liriche e di danza del mondo. Il palazzo subì anche un incendio agli inizi del ‘900, ma fu prontamente ricostruito grazie all’aiuto della popolazione romana, e nel 1950 il teatro divenne anche cinema. Nel 1965, la grande sala centrale ospitò persino lo storico concerto italiano dei Beatles, un evento musicale che ha fatto la storia di Roma e dell’Italia intera.

Passato di gestione in gestione nel corso degli anni, nel 1993 finisce in mano a Cecchi Gori, il quale inizia un’opera di ristrutturazione radicale dell’edificio, distruggendo praticamente la storia visibile del teatro. Dopo il fallimento della gestione Cecchi Gori, nel 2009 subentra Massimo Ferrero (presidente della Sampdoria e proprietario di altre sale cinematografiche), e sotto la sua gestione nel 2000 viene inaugurato il Multisala Adriano di Roma che oggi tutti conosciamo, composto da 10 sale per un totale di 2290 posti. L’unico ricordo del passato rimane la storica facciata con l’insegna “Teatro Adriano”, visibile da ogni angolo della piazza.

Cinema Farnese

Uno dei cinema storici tra i più vecchi e caratteristici di Roma è senza dubbio il Cinema Farnese. Tutti lo conosciamo e tutti ci siamo passati davanti almeno una volta visto che si trova nella splendida Campo De’ Fiori. Da sempre punto di riferimento per gli appassionati, il Cinema Farnese è tra i cinema d’essai più frequentati, un’istituzione vera e propria per i romani. La sua nascita risale agli anni ’30 ed inizialmente la sala era addibita a teatro d’avanspettacolo, tanto che grandi attori quali Aldo Fabrizi, Macario o Wanda Osiris venivano qui a presentare le loro opere. Ristrutturata in seguito come sala cinematografica prese il nome di Cinema Romano, e divenne uno dei fulcri culturali più attivi durante il periodo della contestazione giovanile, a fine anni ’60 ed inizio ’70. Il pubblico del Farnese era infatti costituito principalmente da studenti ed era il luogo di riferimento del Movimento Studentesco romano, anche per via della storica piazza punto di ritrovo di numerosi artisti: la sera, infatti, non era difficile incontrare in sala grandi intellettuali del periodo, come Moravia, Pasolini o Guttuso.

Il cinema è passato alla storia per numerosi eventi cinematografici, come la rivalutazione artistica dei film di Totò grazie ad una retrospettiva, oppure lo scalpore per la prima presentazione italiana dello “scandaloso” film-musical The Rocky Horror Picture Show. Attualmente il Farnese ha una programmazione dalla doppia anima: se da una parte si guarda ai grandi titoli autoriali del momento, dall’altra ci si focalizza su film di qualità semisconosciuti che non riescono a trovare una grande distribuzione. Il Farnese è inoltre impegnato in tantissimi festival e rassegne (soprattutto di capolavori restaurati), nonché tappa costante della Notte Bianca Romana. La sala è molto grande e caratteristica, dall’atmosfera tipica dei cinema storici, con presente anche una videoteca per poter acquistare i propri film preferiti. Se vi trovate a Campo De’ Fiori per un drink, sarà impossibile non entrare.

Cinema Nuovo Sacher

Un altro dei cinema storici è il Cinema Nuovo Sacher, o per meglio dire il cinema di Nanni Moretti. Situato nel quartiere Trastevere, il cinema è ad oggi conosciuto per la sua programmazione basata esclusivamente su pellicole d’autore e per essere appunto di proprietà di Nanni Moretti. Ma la sua storia racconta molto altro. A pochi passi da Porta Portese, l’edificio fu progettato dall’architetto Ettore Rossi e venne costruito tra il 1936 ed il 1938 inizialmente come Dopolavoro per i dipendenti dei Monopoli di Stato. Fu trasformato in un teatro di varietà solo dopo la seconda guerra mondiale ed in seguito divenne anche cinema, con il nome di Cinema Teatro Arena Nuovo. Essenzialmente un cinema di seconde e terze visioni per tutti gli anni sessanta e settanta, a fine anni ottanta la struttura viene chiusa per malfunzionamento.

Nel 1991 il cinema viene acquistato dalla Sacher Film, casa di produzione di Nanni Moretti e da qui il nuovo nome. Con la nuova gestione il cinema diventa un circuito atto a rilanciare il cinema d’autore di qualità: con una sala di 362 posti, la programmazione propone film internazionali selezionati dai migliori festival, opere di autori indipendenti ed emergenti, film in lingua originale nonché numerose attività culturali. Interessanti sono le iniziative estive che si svolgono nell’arena esterna, dove vengono proiettati una selezione dei migliori film della stagione precedente. Un vero angolo di paradiso per gli amanti del cinema d’essai, con all’interno perfino una libreria specializzata in testi sul cinema.

Cinema Greenwich

Nato negli anni venti come sala cinematografica appartenente ai salesiani, il Cinema Greenwich è un altro dei cinema più vecchi in giro per la capitale ed inizialmente era  prettamente destinato ai ragazzi, per le seconde e terze visioni delle pellicole in uscita. Il cinema è situato nel quartiere Testaccio ed è oggi una multisala specializzata in film d’essai. Le sale non sono molto grandi, nessun posto numerato e pochissima pubblicità prima delle proiezioni: tutti i perfetti ingredienti per un’atmosfera che ricorda i cinema storici Il Cinema Greenwich è uno dei cinema più vecchi ma anche più amati dai romani, di certo il punto di riferimento per il quartiere, per il suo fascino retrò e per la sua programmazione sempre di qualità.

Cinema Maestoso

Finora abbiamo parlato di cinema storici nati con una sola sala, ma nel caso del Cinema Maestoso sull’Appia Nuova si tratta del primissimo multisala della città. Fu costruito tra il 1954 e il 1957, ovvero durante la crescita urbana incontrollata del secondo dopoguerra, la cosidetta “Roma dei palazzinari”. L’ingegnere Riccardo Morandi progetta e realizza un edificio polifunzionale che ospita negozi, magazzini, abitazioni ed un imponente cinematografo a più sale, chiamato Maestoso proprio per l’audacia del progetto. Situato nel quartiere Alberone, all’epoca era in forte crescita e densamente abitato, l’edificio si inseriva come importante ritrovo culturale pubblico, data anche la sua conformazione architettonica, con queste grandi vetrate e le scale che si affacciano all’esterno. Ma la tranquillità di questa struttura è stata spesso messa a dura prova nel corso degli anni, come ad esempio nel 2005, con la decisione dell’immobiliare proprietaria di non rinnovare i contratti in scadenza con i negozi e il cinema.

Nel 2012 si arriva addirittura allo scontro, con le proteste degli abitanti del quariere che da anni si vedono chiudere una dopo l’altra tutte le sale cinematografiche della zona. Il territorio del IX Municipio di Roma sembra essere infatti afflitto da una sorta di maledizione, visto che negli ultimi anni sono state chiuse più di una decina di sale, trasformate in sale Bingo o superstore commerciali. Anche se i residenti non hanno intenzione di cedere, ora la situazione sembra essere ritornata ad una sorta di normalità, sebbene il cinema svolga le sue attività con notevoli difficoltà. Per scongiurare il rischio chiusura esiste anche una petizione online, che tutti possono firmare, così da evitare che il quartiere a sud di Piazza San Giovanni resti senza cinema.

I cinque cinema storici di cui abbiamo parlato sono senza dubbio un esempio di come sia possibile rivalutare anche le piccole sale, però non bisogna certo dimenticare la grande crisi che l’industria sta vivendo: negli ultimi anni solo a Roma infatti sono state chiuse più di cinquanta sale. Un numero davvero impressionante e che mette tanta tristezza. Dal Cinema Archimede al Cinema Augustus in corso Vittorio Emanuele, dallo storico Metropolitan di Via del Corso all’Embassy, dal Cinema Ariston della Galleria Alberto Sordi al Cinema Etoile in piazza San Lorenzo. Per non parlare dei cinema di periferia, spariti totalmente.

Così muoiono i cinema storici e non passerà molto tempo prima che ogni piccolo cinema della capitale scompaia definitivamente, trasformandosi in un albergo o in un parcheggio o trasferendosi nelle multisale dei centri commerciali. Ma il sogno cinematografico romano resiste ancora e con la nuova legge sul cinema messa a punto dal Ministero dei Beni Culturali forse ci si potrà aspettare una maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Perchè se da un lato bisogna auspicare la modernizzazione, con le multisala e gli schermi IMAX, dall’altra questa non può avvenire a discapito delle piccole sale, dove i sedili rossi scomodi sanno ancora di vero cinema.

Serafina Pallante