Case infestate
27 Dicembre 2019   •   Cecilia Presutti

Case infestate: storie di fantasmi e di leggende in Italia

«Castelli maledetti, ville abbandonate, macabre leggende: viaggio alla scoperta delle  case infestate d’Italia.»

Scale di legno che scricchiolano nel cuore della notte, vecchie porte cigolanti, misteriose presenze annidate in antichi castelli, flebili gemiti che si perdono nel vento: i fantasmi popolano l’immaginario collettivo da tempo immemore e ancora oggi, nella iper-progredita e ipertecnologica società contemporanea, il retaggio culturale legato ai fenomeni paranormali ci condiziona, suggestionando le nostre razionalissime menti. Dopotutto, è molto difficile scrollarsi di dosso questo patrimonio secolare e non è un caso se le storie legate al mondo degli spettri riescono ancora a impressionarci (che si tratti di un’antica leggenda locale o di una puntata di Hill House). Forse non crediamo più ai fantasmi, ma continuiamo ad averne paura, così come non si può credere alle case infestate, ma questi luoghi, inutile nascondercelo, proprio non ci piacciono!

L’Italia è costellata di abitazioni che, nel corso dei secoli e per i più disparati motivi, si sono guadagnate la triste fama di luoghi paurosi: case, ville, castelli “maledetti”, le cui stanze – spesso disabitate da anni – ospiterebbero gli spettri di chi non trova pace. Le spaventose leggende che avvolgono questi luoghi ci parlano di morti violente, di amori infelici, di riti satanici, e hanno finito per attirare l’attenzione dei tanti appassionati del paranormale (o dei ragazzini in cerca di emozioni forti). Spulciando qua e là, ho raccolto alcune di queste innumerevoli storie. Non mi esprimo sull’attendibilità delle vicende (alcuni dei personaggi coinvolti non sono neanche mai esistiti), ma il fascino sinistro che celano le rende degne di essere tramandate.

Casa infestata

Fonte: canva.com

Villa della Contessa – Taranto

A Talsano, popoloso quartiere tarantino, sorge un’antica villa abbandonata, tra le case infestate più note d’Italia. Leggenda vuole che nell’Ottocento vi vivesse una nobildonna bella e nubile, in compagnia della servitù e di un maggiordomo innamorato di lei. Una notte, udendo inquietanti rumori, la contessa uscì in giardino e sorprese i propri servitori intenti a compiere osceni riti satanici. La punizione per aver interrotto il rito fu atroce: la povera malcapitata venne uccisa e offerta in sacrificio al Maligno. Tra gli adepti della setta c’era lo stesso maggiordomo, che il giorno seguente, tornato in sé e resosi conto dell’orrendo delitto, si impiccò per il rimorso. Da allora i fantasmi della contessa e del maggiordomo si aggirano per le fatiscenti stanze della dimora.

La macabra leggenda suscita ancora oggi il morboso interesse di ragazzini e associazioni, che vi si recano talvolta con strumenti tecnici per le esplorazioni. Molti sostengono di aver udito voci e rumori sinistri provenire dal giardino e qualcuno giura di aver assistito a inquietanti fenomeni paranormali: luci che si accendono ai piani superiori dell’edificio, strane sagome che si affacciano dai balconi o nel cortile. 

Case infestate

Fonte: canva.com

Torre del Diavolo – Arezzo

La Torre del Diavolo appartiene al Castello dei Conti Guidi di Poppi, in provincia di Arezzo. Secondo la leggenda, le sue stanze sarebbero infestate dal fantasma di Matelda, bellissima e perfida contessa vissuta nel XIII secolo. Sembra che la nobildonna, moglie dell’uomo più potente del paese ma sempre circondata da uno stuolo di spasimanti, fosse solita intrattenere relazioni fedifraghe durante l’assenza del consorte. Non potendo permettere che trapelassero voci sulle sue numerose avventure extraconiugali, Matelda aveva però la curiosa “abitudine” di uccidere i propri amanti: all’alba, dopo una notte di lussuria, invitava l’uomo di turno a uscire dal castello attraverso un passaggio nei sotterranei, assicurandogli che si trattava di un’uscita segreta. In realtà il passaggio conduceva il povero malcapitato in un cunicolo buio e pieno di trabocchetti. Un’atroce trappola che non lasciava scampo e che condannava l’amante a una fine orrenda: precipitare in un profondo buco e rimanere impalato al fondo. 

L’impressionante numero di sparizioni finì per destare il sospetto dei concittadini e a un certo punto il legame tra i giovani e la contessa fu evidente. La folla inferocita prese d’assalto il castello e punì l’assassina murandola viva nella torre. Da allora lo spettro di Matelda si aggirerebbe per il castello senza trovare pace e c’è chi giura di aver visto una donna bellissima affacciarsi di notte dai balconi della fortezza.

Case infestate

@Luca Aless [CC BY-SA 4.0], via Wikimedia Commons

Case infestate nel Nord: la Casa delle Anime a Voltri

Voltri è un quartiere all’estrema periferia di Genova, divenuto celebre grazie alle inquietanti leggende che avvolgono Casa delle Anime, antico edificio situato in via dei Giovi: sembra che nel Medioevo la struttura fosse una locanda e che ospitasse numerosi avventori di passaggio, come mercanti, guerrieri e pellegrini. I proprietari erano però spietati assassini e, durante la notte, uccidevano brutalmente gli ospiti più ricchi per poi derubarli. In seguito ad alcune indagini sulle misteriose sparizioni, la terribile verità venne a galla e nei terreni intorno alla locanda si rinvennero numerosi cadaveri oscenamente mutilati. I gestori – inutile dirlo – furono catturati e giustiziati. L’edificio si guadagnò subito la triste fama di luogo maledetto e, secondo la leggenda, nessuno volle più abitarlo per secoli. Alla fine, durante il secondo dopoguerra, vi si stabilì una famiglia caduta in disgrazia, ma subito iniziarono a manifestarsi fenomeni inspiegabili e inquietanti (porte che sbattevano, oggetti che si spostavano da soli, grida e lamenti notturni) e i poveri malcapitati decisero quindi di abbandonare la casa. 

Villa Foscari – Venezia

Villa Foscari è uno splendido edificio veneziano, progettato nel 1560 da Andrea Palladio su commissione dei fratelli Nicolò e Alvise Foscari. Pochi anni prima Nicolò aveva sposato la bella vedova Elisabetta Dolfin, ma la loro unione era destinata a un futuro ben poco roseo: esasperato dai continui pettegolezzi sulla presunta infedeltà della moglie, il nobiluomo finì per cedere ai sospetti e punì la consorte facendola rinchiudere all’interno della nuova villa. Da quel momento la bella Elisabetta – che continuava a proclamarsi innocente – non sarebbe più uscita dalla forzata prigionia, trascorrendo gli ultimi trent’anni della propria vita in totale clausura. Da qui il soprannome La Malcontenta, affibbiato dai locali a lei e alla stessa dimora. Leggenda vuole che lo spettro della povera reclusa continui a vagare all’interno della villa e che il fantasma abbia le sembianze di una bellissima donna dalla pelle candida e dai lunghi capelli rossi, vestita con un elegante abito nero. 

Case infestate

Fonte: pagina Fb Villa Foscari La Malcontenta”

Castello della Rotta – Moncalieri

Il Castello della Rotta è un edificio medievale situato a pochi chilometri da Moncalieri, comune in provincia di Torino. Costruito nel IV secolo per difendere il ponte sul torrente Banna, il castello è stato proprietà di romani, longobardi e templari. A causa della presenza di questi ultimi e delle numerose battaglie che si consumarono tra le sue mura, la dimora ha finito per divenire oggetto di numerose leggende legate a morti violente, guadagnandosi il titolo di castello più infestato d’Italia. Diversi uomini vi sono stati sepolti e sembra che i loro spettri continuino a vagare all’interno del castello. Tra i fantasmi più “celebri”, un nobile divenuto monaco guerriero in Terra Santa per vendicare la morte dell’amata (uccisa dai saraceni), un bambino e la sua nutrice e un cavaliere sepolto insieme al proprio cavallo.

Case infestate

Fonte: Wikipedia

Case infestate del Centro Italia: Villa Clara a Trebbo di Reno

A Castel Maggiore, nella frazione di Trebbo di Reno, c’è un’antica dimora avvolta da tristi leggende. L’abitazione – oggi nota come Villa Clara – ha subìto nel corso del tempo numerosi passaggi di proprietà, ma fino alla seconda metà dell’Ottocento appartenne sempre alla famiglia Malvasia. Gli anziani del paese raccontano che un giorno uno dei proprietari della villa sorprese la figliastra Clara ad amoreggiare con un sottoposto. Per punire la ragazza del disonore arrecato alla famiglia, l’uomo decise di chiuderla in casa e da quel momento non le permise più di uscire. La povera Clara, segregata tra quattro mura e privata per sempre della libertà, non si diede mai pace. Una volta morta, si sarebbe trasformata in uno spettro che continua a vagare per le stanze della villa piangendo e lamentandosi. 

Una versione alternativa (e decisamente più macabra) della leggenda narra che Clara fosse dotata di poteri di chiaroveggenza e che il padre, terrorizzato da questi doni “soprannaturali”, l’abbia uccisa e murata in una delle case infestate più paurose d’Italia. I fatti, comunque, ci suggeriscono tutt’altro: dagli archivi risulta che Clara fosse in realtà una delle ultime proprietarie della villa e che nulla della sua vita possa ricondurre a simili episodi.

Palazzo Vecchio a Firenze

Baldo di Piero Bruni, comunemente noto come Baldaccio d’Anghiari, nacque intorno al 1400 nei pressi dell’omonima città aretina. Passato alla storia per le sue eroiche imprese belliche, l’uomo cadde poi in disgrazia presso la Signoria di Firenze. Nel 1441 venne attirato con l’inganno a Palazzo Vecchio e pugnalato a morte per ordine del gonfaloniere di giustizia Bartolomeo Orlandini (pare che quest’ultimo volesse vendicarsi di alcune dure accuse rivoltegli da Piero Bruni). Il cadavere fu gettato dalla finestra del Palazzo e infine decapitato in Piazza della Signoria. Il fantasma di Baldaccio si aggirerebbe ancora oggi per le stanze della dimora in cerca di giustizia. 

Case infestate

Cecilia Presutti