caffè sospeso
06 dicembre 2018   •   Snap Italy

Caffè sospeso: da Napoli alla conquista del mondo

«È come offrire un caffè al resto del mondo, è far conoscere il meglio dell’Italia a chiunque ne abbia voglia. È il caffè sospeso, pronto ormai a conquistare il mondo.»

Il chicco di caffè ricavato dall’essiccazione dei frutti permette da anni agli italiani di godersi un espresso, un macchiato, un corretto in un momento di pausa o come occasione per incontrare amici.  Secondo recenti studi la caffeina è considerata una dipendenza, poiché contrasta l’adenosina e il livello di sonnolenza e stanchezza che ne dipendono, aumentando invece dopamina e adrenalina, che portano all’aumento di recettività, benessere ed energia. L’usanza della tazzina di caffè, al volo o come occasione, si può trovare anche nei secoli trascorsi eppure, oggi come ieri, non tutti possono permetterselo. Ecco perché a metà 1800, a Napoli, nacque l’usanza del caffè sospeso, usanza in cui la persona in grado di permetterselo pagava un caffè per sé e ne lasciava uno pagato al prossimo cliente.

Dal Gambrinus la Rete del caffè sospeso

Un’usanza nata per celebrare un giorno particolarmente felice per una persona o come gentilezza nei confronti dei meno fortunati. Il bar che ha dato il via a questa iniziativa è il napoletano Caffè Gambrinus in cui ancora oggi, entrando, si trova una caffettiera gigante in cui lasciare gli scontrini sospesi. Ed è proprio in questo stesso bar che a ridosso della crisi degli ultimi anni questa tradizione è stata rispolverata. Una caffettiera al Gambrinus o delle lavagnette col numero di sospesi, sono vari i modi in cui il cliente può accorgersi dei bar che, a oggi, hanno rispolverato questa iniziativa. Per una più dettagliata lista invece, si può consultare il sito web della Rete del caffè sospeso, che nel 2011 viene fondata dal Gambrinus stesso più altri soci per riproporre questa esperienza tutta italiana.

Esperienza italiana che però, è da dire, non è rimasta solo nostra. L’iniziativa ha preso piede globalmente. In Italia si può entrare al già citato Gambrinus per un caffè sospeso, mentre spostandoci al nord possiamo provare la stessa esperienza al Caffè Pontida o al Caffellatte, a Bergamo, oppue al Blu Bar, in via Carmagnola a Milano. Nella stessa città, aderiscono anche il Caffè Moca e il M’ama Milano. A Firenze, invece, troveremo l’Alinari Cafè. Moltissime altre città italiane accolgono questa iniziativa: Alessandria, Verona, Venezia, Trieste, Torino, Ravenna, Palermo, Padova, Cagliari, Livorno, Caserta, Colleferro, Rieti sono solo alcune di queste di queste, con uno o più bar per città.

Il resto d’Europa e del mondo

Per quanto riguarda il resto d’Europa, in Spagna la rete del caffè sospeso si chiama Café Suspendido, e tra i bar convenzionati si trovano il Jai Lai a Bilbao e il  De tot al forn a Barcellona. Se cercate il Cafè en Attente in Francia, la capitale parigina non vi deluderà.

Più articolata è la questione irlandese: il sito Suspended Coffees, It’s about more than the Coffee è stato fondato da John Sweeney, che porta avanti l’iniziativa. Nel video introduttivo del sito web afferma con chiarezza di essersi ispirato all’iniziativa italiana. Anche lui come la rete francese, italiana, parigina, fornisce una lista dei bar che condividono l’iniziativa. E ci permette di osservare come un gesto di gentilezza napoletano sia arrivato a raggiungere Sussex, Maine, Messico, Florida; fino al Brasile e all’Australia, al Ways and Means Bar (Melbourne) e ancora negli Stati Uniti, dove Napoli e il Gambrinus hanno ottenuto un articolo sul New York Times proprio riguardo il caffè sospeso. La giornata dedicata al caffè sospeso ricorre il 10 Dicembre, giornata dei diritti umani. Coincidenza?

Gloria Palladino