Piatti tipici italiani: ecco 10 ricette che hanno reso grande la nostra cucina

piatti tipici italiani

30 novembre 2017 • Enogastronomia • Di: • Visto: 156

«Da nord a sud, ecco i piatti tipici italiani che hanno reso grande la nostra cucina nel mondo.»

Passione, gusto e genuinità: i piatti tipici italiani sembrano gridare a gran voce queste tre caratteristiche che, oggi come ieri, rendono unica la nostra cucina nel mondo. Le ricette italiane sono tra le più apprezzate e imitate. Da nord a sud della Penisola, ogni borgo, ogni città, ogni regione vanta le sue tradizioni a tavola, raccontando storie che sanno di innovazione, lotte di potere e, talvolta, anche sanguinosi delitti.

Dagli antipasti ai dessert, iniziamo il nostro viaggio alla scoperta delle ricette della cucina italiana che hanno scritto la storia del nostro Paese.

Olive ascolane

Apriamo il nostro approfondimento dedicato ai piatti tipici italiani con un antipasto imitato davvero in tutto il mondo: le olive ascolane. Le olive all’ascolana devono il loro nome alla città di Ascoli Piceno, nelle Marche. L’origine di questa ricetta, secondo l’ascolano Benedetto Marini, può essere ricondotta nel 1800. Pare che, in quegli anni, i cuochi che lavoravano per le famiglie dei nobili locali inventarono un ripieno per le olive per smaltire l’eccesso di carne che veniva regalata dai contadini ai padroni.

olive all'ascolana

Frico

Il frico (o fricò) è una specialità culinaria tipica del Friuli, più precisamente della Carnia e della cucina friulana. La ricetta prevede del formaggio cotto in padella con burro o lardo. Le origini del piatto sono molto antiche: la prima menzione del frico, noto ai tempi come “Caso in patellecte”, è contenuta nell’opera del maestro Martino da Como De Arte Coquinaria, datato verso la metà del XV secolo.

Cacciucco

Il Cacciucco è uno dei piatti tipici italiani più amati e dalle origini più bizzarre. Secondo la tradizione, la celebre zuppa di pesce del Livornese fu inventata da un guardiano del Fanale, il faro del porto, al quale un editto della Repubblica fiorentina proibiva di friggere il pesce. Il divieto derivava dal fatto che l’olio doveva essere risparmiato per alimentare la luce del faro. Da questo divieto il guardiano ideò il Cacciucco che, secondo la ricetta locale, richiede pochissimo olio.

cacciucco

Bucatini all’Amatriciana

L’Amatriciana è, senza dubbio, uno dei piatti tipici italiani più famosi nel mondo. Questo condimento prende il nome da Amatrice, cittadina del Lazio, sita in provincia di Rieti. Nell’Ottocento e nel Novecento, questa ricetta italiana divenne molto popolare nella Capitale, che ne ha fatto, negli anni, il manifesto della sua cucina.

bucatini amatriciana

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Trofie al pesto

Le trofie al pesto rientrano tra i primi piatti tipici italiani più semplici ed esportati nel mondo. Le trofie sono un tipo di pasta tipico della cucina ligure, che ha la forma di una sorta di truciolo da falegname. Proprio per la sua forma, l’etimologia della parola potrebbe derivare dal genovese strufuggiâ, ossia strofinare, dal movimento necessario per arricciarle con la mano che striscia la pasta sul pianale.

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Pasta alla Norma

La pasta alla Norma è una delle specialità regionali italiane più amate. Cavallo di battaglia della cucina catanese, questo piatto prevede un condimento a base di pomodoro, melanzane fritte, ricotta salata e basilico fresco. Secondo le fonti storiche, a dare il nome “Norma” alla ricetta è stato Nino Martoglio (1870-1921), noto commediografo catanese, che davanti ad un piatto di pasta così condito esclamò: “Chista è ‘na vera Norma!’, per indicarne la bontà, paragonandola all’omonima opera-capolavoro del compositore Vincenzo Bellini, artista emblematico della città.

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Cotoletta alla milanese

La cotoletta alla milanese è un grande classico della cucina lombarda, che rappresenta l’essenza di Milano ai fornelli. Basandoci sugli studi condotti da alcuni storici, la prima indicazione della cotoletta nella cucina milanese risale al piatto di “lombolos cum panitio” contenuto nell’elenco delle portate del pranzo dei canonici di Sant’Ambrogio durante le festività solenni nel secolo duodecimo, secondo una descrizione riportata da Pietro Verri.

cotoletta alla milanese

Tuttavia, questo emblema della cucina italiana è stato da sempre oggetto di dispute con gli austriaci, sostenitori della tesi che vede la cotoletta alla milanese come una versione della Wiener Schnitzel viennese.

Fegato alla veneziana

Parlando di cibo italiano e specialità locali, una menzione d’onore lo merita il fegato alla veneziana, ricetta italiana nota in tutto il mondo. Ci sono testimonianze dell’uso del fegato in cucina già in epoca romana, nel De re Coquinaria di Apicio. Per permettere al fegato di ingrassare a dismisura, Apicio aveva l’abitudine di nutrire gli animali (soprattutto maiali e oche), con i fichi: da qui la ricetta romana del fegato con i fichi che ha fortemente ispirato la versione veneziana. I veneti, per smorzare il sapore forte del fegato, hanno sostituito ai fichi le cipolle, molto diffuse in laguna.

Pollo alla Marengo

Il pollo alla Marengo è un tipico secondo piatto della cucina piemontese, legato ad un particolare evento storico: 14 giugno 1800, Battaglia di Marengo (vicino ad Alessandria). In questa battaglia, Napoleone Bonaparte ottenne una grande vittoria sugli austriaci. Per celebrare la vittoria, il condottiero chiese un piatto speciale che venne cucinato con gli ingredienti a disposizione: pollo, gamberi di fiume, funghi dei boschi, limone, vino.

Biancomangiare

Concludiamo la nostra esperienza culinaria alla scoperta dei sapori nostrani famosi nel mondo con uno splendido (e antichissimo) dessert: il Biancomangiare. In epoca medievale, il Biancomangiare non era un vero e proprio piatto: la caratteristica più importante era proprio il suo colore bianco, simbolo di purezza e ascetismo. Ne esistevano diverse versioni, sia dolci che salate.

Ad oggi, il Biancomangiare è un dolce curiosamente tipico di tre regioni italiane: la Valle d’Aosta, Sardegna e Sicilia. Ognuna di queste cucine regionali dà alla ricetta una sua connotazione, per renderla particolare e gustosa.

biancomangiare

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Jessica Simonetti

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