Bacari: aperitivo e tradizione veneziana

Bacari

30 marzo 2016 • Enogastronomia, IN EVIDENZA, Viaggi • Di: • Visto: 1934

«I bacari sono da sempre luogo di ritrovo, specialmente negli ultimi anni per i ragazzi rappresentano un punto dove poter trascorrere del tempo in compagnia e appagare l’appetito»

L’origine del termine bàcaro è incerta. da alcuni viene associata alla divinità romana del vino, Bacco, da altri viene accostata all’espressione “è proprio un vino di bacche”, utilizzata da un gondoliere per esaltarne la qualità, altri ancora dicono che derivi dall’espressione dialettale “far bacara” ossia festeggiare. L’unica certezza è che, una volta, i vinai che venivano in piazza San Marco a vendere il loro vino nelle botti, erano chiamati “bacari”, da qui nasce anche il termine “ombra” perché, per proteggere i loro prodotti dai raggi solari, spostavano le botti a seconda dell’ombra del campanile. Successivamente, per evitare il quotidiano trasporto pesante, iniziarono ad affittare e comprare dei magazzini che un po’ alla volta assunsero l’aspetto di una sorta di osterie, appunto i bacari. È facile, dunque, dedurre che il bacaro sia un luogo dove deliziare il palato con un’ombra o più recentemente con uno spritz accompagnato dai cichetti, stuzzichini caratteristici del luogo. In principio erano molto semplici a causa della scarsità degli ingredienti, ora invece se ne  possono trovare diversi tipi: dal banale uovo sodo condito con olio, sale e pepe, a quelli più lavorati come i crostini con il baccalà mantecato, l’insalata di piovra, chele di granchio e le polpette.

Chi viene a visitare Venezia deve fare una sosta in almeno uno di questi bacari per il connubio tra l’ambiente affascinante e i curiosi sapori; inoltre per chi non ha voglia di recarsi in un ristorante, ma non vuole privarsi della gastronomia locale, è un’ottima soluzione.

La Cantina Do Mori è una tra le più antiche e rinomate osterie di Venezia risalente al 1462, ubicata tra due calli con doppia entrata, vicino al ponte di Rialto: l’ambiente molto particolare con pentole di rame appese al soffitto e tipiche damigiane di vino dietro il banco creano un’atmosfera suggestiva. Il francobollo, è il panino farcito con affettato, gorgonzola e radicchio, più richiesto dai clienti, una vera specialità! (prezzo cicchetti  € 1,70-2,00 ; bicchiere di vino € 2,50 – 5,00 )  Nella stessa zona si trova la Cantina do Spade: storica osteria citata in documenti risalenti già nella fine del ‘400 e famosa per i suoi tramezzini; è comoda perché offre la possibilità di sedersi al “tavolo comune” e prendersi un momento per degustare degli ottimi cicchetti e un’ombra  oppure sedersi nella zona ristorante per assaporare piatti tipici veneti (spendendo circa € 35,00  per cenare). Si dice che anche il famoso Casanova frequentasse questi due bacari. Nel medesimo sestiere c’è l’osteria All’ Arco: l’assortimento di cicchetti è molto vasto e diversificato, dove una parte è costituita da stuzzichini classici mentre un’altra è composta da cicchetti diversi ogni giorno, in base a ciò che ispira i proprietari e a quello che il vicino mercato di Rialto offre (cicchetti a partire da € 1,50 fino a € 2,00). Proseguendo verso Strada Nuova, nella zona adiacente la fermata del vaporetto Ca’ D’oro, in una piccola calle, scorge l’Osteria Ca’ d’Oro o meglio conosciuta come Alla Vedova, famosa per le sue ottime polpette di carne divenute leggenda tra i veneziani. Nella fondamenta parallela – Fondamenta della Misericordia – si trova l’Osteria Al Timon: oltre agli ottimi cicchetti, l’osteria offre la possibilità di pranzare o cenare. Durante la bella stagione è possibile mangiare sul plateatico che dà sulla fondamenta, godendo di un paesaggio unico, talvolta accompagnato da concerti dal vivo. Avanzando sulla stessa fondamenta è presente la Birreria Zanon, inaugurata a luglio 2013, arredata con panche di legno chiaro dove il moderno si mescola con la tradizione culinaria dei cicchetti e dei tramezzini fatti con il pane nero e i più svariati ingredienti , loro specialità; come si può dedurre dal nome, oltre le classiche ombre, vengono servite ottime birre ed il rapporto qualità prezzo è molto vantaggioso. Dietro Piazzale Roma, nel Campo dei Tolentini, c’è il Bacareto da Lele frequentato da studenti e veneziani dove la specialità sono i panini: dal più semplice con l’affettato ai più sfiziosi come mortadella e peperoni, salame e funghi, pancetta e carciofini. Il locale è molto piccolo e non c’è da sedersi ma lo stare in piedi è ricompensato dalla bontà di quello che il bacaro offre e dal prezzo molto conveniente. Nel sestiere di Dorsoduro si trova il bacaro storico Cantina Schiavi o Bottegon presente dalla fine dell’800: qui vengono offerti i cicchetti più fantasiosi di Venezia come tartare di tonno e cacao, robiola e salsa di castagne, robiola e fragole, rosso d’uovo e petali di fiori, radicchio, salsa di rafano e salsa di tonno. La signora Alessandra, proprietaria, ha iniziato negli anni ‘70 a dedicarsi alla preparazione di questi stuzzichini: tra i suoi primi cicchetti c’erano tonno e porro, gorgonzola e noci, ricotta, noci e ribes per poi lasciarsi ispirare da cuore e mente, ma anche dai colori delle salse, delle verdure e della frutta.  Tra un cicchetto  e l’altro o dopo aver mangiato un buon panino fatto al momento c’è la possibilità di acquistare il vino, scegliendo tra più di 500 etichette. Spostandosi dall’altra parte del Canal Grande, in calle delle Botteghe c’è il Bacaro da Fiore nato dalla tradizione dell’omonima Trattoria: vengono serviti tipici cicchetti veneziani a base di carne e pesce come pesce fritto, verdure fritte, polpette di carne o pesce, crostini con il baccalà, le sarde in saor, seppioline roste – alla griglia- e altri cicchetti accompagnati dal vino del territorio del Triveneto. Sempre nel sestiere di San Marco, dietro la maestosa chiesa di San Zaccaria si trova il Bacaro Risorto: un piccolo bacaro  ricostruito sulle basi di un’antica osteria dove poter deliziarsi con birre artigianali e vini naturali, sarde in saor, baccalà, melanzane con le alici (i  cicchetti a partire 1,20 €; il bicchiere di vino varia da € 3,50 a € 5,00).

Chiara Brugiolo

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