vivere a reggio emilia
19 Luglio 2018   •   Argia Renda

Vivere a Reggio Emilia, la bella città del tricolore

«Vivere a Reggio Emilia vuol dire sapere che è definita la città del tricolore, in quanto la bandiera italiana è nata ed è stata esposta per la prima volta proprio in questa città, ormai nel lontano 1797.»

Capoluogo dell’omonima provincia dell’Emilia Romagna, Vivere a Reggio Emilia significa trovarsi nel cuore della Pianura Padana; la città è stata un municipio romano e prendeva il nome dal suo fondatore Marco Emilio Lepido. All’interno del Palazzo del Comune, infatti, si trova la Sala del Tricolore, progettata nel 1774 dall’Architetto Ludovico Bolognini, in origine sede dell’Archivio. Una curiosità: la bandiera prima era a fasce orizzontali verde, bianco, rosso, con al centro il turcasso con le quattro frecce a rappresentare le città coinvolte, per poi essere modificata, riprendendo la conformazione attuale.

Il vostro breve tour per capire al meglio perché Vivere a Reggio Emilia è davvero un’ottima idea, non può che cominciare dal percorso delle Piazze; l’itinerario parte, perciò, da Piazza della Vittoria in direzione di piazza del Monte, situata a metà della Via Emilia. Da qui ci spostiamo poi in Piazza Prampolini, sede del potere temporale e spirituale. A questo punto il nostro percorso può terminare nella raccolta e caratteristica Piazza Fontanesi. Un tour decisamente impegnativo, che però vi porterà allas scoperta dei migliori luoghi della città. Per la vostra casa a Reggio Emilia, infatti, non c’è niente di meglio di una queste zone, vicine al centro della città e dove relax e confort vanno davvero di pari passo.

I quartieri  da non perdere

Soffermiamoci su Piazza della Vittoria, la più grande della città, in origine il luogo si affacciava sulla Cittadella, sede del potere militare cittadino; la piazza, insieme con la vicina Piazza Martiri, forma un grande spazio di incontro da quale si affacciano alcuni tra i più importanti edifici della città, tra cui il Teatro Ariosto e il Palazzo dei Musei. Spostandoci, sempre alla ricerca dei luoghi migliori dove vivere a Reggio Emilia, incontriamo il Palazzo Ducale, su via Garibaldi, sede ad oggi della Prefettura e della Provincia; costruito su i resti di un monastero, è stato edificato come sede del Governatore di Reggio.

Il nostro itinerario, però non è ancora finito, uno dei quartieri più interessanti da visitare è quello che si sviluppa attraversando i portici, da Piazza Cesare Battisti limitata da i palazzi più antichi della città, come Palazzo Guicciardi, restaurato nella prima metà dell’Ottocento ricco all’interno di stupende decorazioni come il soffitto con Apollo o l’imponente salone da ballo con finti colonnati e maestosi dipinti. Inoltre questo percorso, racchiuso nella lista delle cose da fare per Vivere a Reggio Emilia, comprende anche la Chiesa di San Pietro e l’Arco del Follo realizzato nel 1800 dedicato alle vittorie di Napoleone.

Alcuni di voi sapranno che questa è la città natale di Ludovico Ariosto, quindi non ci sarà da meravigliarsi se in uno dei tanti percorsi, capiterà di imbattersi al cospetto della sua casa materna, già perché nel cuore del centro storico, vicino alla Piazza del Duomo, ci sono due case della storica famiglia reggiana dei Malaguzzi, cognome di Daria, madre di Ludovico Ariosto, il cui ricordo è impresso anche sulla targa della facciata. Dell’epoca del poeta si è conservato solo l’angelo con lo scudo, che era l’insegna del casato.

Sport e curiosità

Per tutti gli amanti dello sport, Vivere a Reggio Emilia è possibile anche per voi grazie alla Pista Ciclopedonale all’interno del Parco del Crostolo, recentemente ampliato, all’interno di questo luogo è possibile praticare tante attività, anche grazie ai tanti punti di sosta e ristoro. Mentre per tutti quelli che vogliono concedersi delle lunghe passeggiate in tranquillità, consiglio l’itinerario di Villa San Bartolomeo, percorribile in bici o a piedi.

Concludo il nostro breve tour alla scoperta di come vivere a Reggio Emilia, con una piccola curiosità, dedicata alla grazia del Patrono San Prospero: nel periodo rinascimentale l’edificio delle prigioni comunali occupava lo spazio della Piazza Casotti. Qui venivano detenuti tutti coloro che contravvenivano alle norme degli Statuti comunali: assassini feroci, ladri, briganti, bari, truffatori, ma anche piccoli evasori fiscali, tutti destinati a finire nella mani del boia che abitava proprio difronte. Il 24 novembre, giorno di San Prospero però un condannato a morte, estratto a sorte, veniva però condotto alla Basilica omonima e graziato: era l’omaggio della città al Santo Patrono.

 

Immagine di copertina: By Nicola [CC BY 2.0], via Flickr.com

Argia Renda