22 Agosto 2016   •   Argia Renda

Piazze italiane: le più belle e famose

«Prosegue il nostro percorso alla scoperta delle piazze italiane più belle, perche non solo San Pietro o San Marco sono lo specchio delle nostre città d’arte.»

In pochi sanno che l’Italia è la nazione più rappresentata in tutte le classifiche delle piazze più belle al mondo. Siete sorpresi? Il nostro paese, secondo alcuni, è il paese delle piazze: ogni città che abbia avuto una vita abbastanza lunga gode oggigiorno di una o più piazze cariche di storia, di edifici, di significati; e alcune di esse sono celebri nel mondo anche per la mole di monumenti, chiese, palazzi e statue che fanno la gioia degli appassionati d’arte. Dare una risposta a quale siano le più belle non è certo un compito facile, da un lato, perché è difficile definire in maniera univoca che cosa sia una piazza e come distinguerla, invece, da un semplice spiazzo, da un giardino aperto, o anche solo dall’unione di più piazze consecutive; dall’altro, perché, per ragioni campanilistiche, ogni città pretende di vantare dimensioni maggiori di quelle della città rivale, e quando, come spesso accade, le forme sono irregolari è anche difficile calcolare un’area precisa ed esente da contestazioni.

Cominciamo con Piazza Ducale a Vigevano, costruita per volere della famiglia Sforza in stile rinascimentale, iniziata nel 1492 e ultimata nel 1494, inizialmente pensata come anticamera del Castello Sforzesco che si affaccia sula piazza. La forma attuale è frutto dell’intervento del 1680, realizzato dal vescovo Juan Caramuel y Lobkowitz, in cui viene demolita la rampa e costruito uno scalone inserito nel completamento del tratto mancante del lato sud, parte del lato ovest verso il castello viene inglobato nel corpo sud. Piazza Ducale è il cuore antico e moderno della città, il salotto di Vigevano, uno spazio scenografico di grande suggestione e armonia. Il grande maestro Arturo Toscanini, seppure malato, chiese di essere portato a Vigevano per sedersi ai tavolini dei bar in quanto considerava Piazza Ducale una sinfonia musicale, una composizione orchestrale su quattro lati, simile ai quattro movimenti delle sinfonie. Attualmente la piazza è meta di incontro e ritrovo, certamente la preferita dei vigevanesi, e il principale punto di riferimento per i turisti.

Il Prato della Valle è la più grande piazza della città di Padova e tra le più grandi d’Italia e di Europa, caratterizzata da un’isola ellittica centrale, chiamata isola Memmia. In periodo romano ed altomedievale l’area era nota come Campo di Marte o Campo Marzio perché destinata, tra le altre funzioni, a luogo di riunioni militari. Successivamente l’area fu indicata sia come “Valle del Mercato”, per i mercati e le fiere stagionali che qui avevano sede, sia come “Prato di Santa Giustina” in relazione alla presenza dell’omonima chiesa. Il nome “Prato della Valle è nato per la prima volta nel XII secolo. L’area è stata oggetto di un complesso intervento di recupero a partire dai primi anni novanta, nonostante questo mantiene le sue funzioni storiche di commercio e di mercato e inoltre più volte l’anno il Prato ospita concerti, e ogni capodanno e ferragosto vengono organizzate feste con musica e fuochi artificiali. Le statue che circondano la piazza sono 78, anche se secondo il disegno originario avrebbero dovuto essere 88, La disposizione odierna deriva principalmente dalla distruzione di sei statue raffiguranti dogi veneziani abbattute dall’esercito napoleonico nel 1797.

Piazza Pretoria anche detta piazza della Vergogna denominazione che è stata attribuita dagli abitanti della città a causa del fatto che tutte le statue sono rappresentate in corpi nudi, si trova al centro esatto di Palermo. La fontana è stata collocata nella piazza in un momento successivo alla sua realizzazione: è stata infatti, costruita nel Granducato di Toscana su commissione di Don Pietro di Toledo e ideata nel 1554 dallo scultore fiorentino Francesco Camilliani, in seguito acquistata dal senato palermitano, che decise in luogo in cui sarebbe stata collocata; cosi per far posto alla monumentale realizzazione, concepita per un luogo aperto, vennero demolite diverse abitazioni, e la fontana venne riadattata al luogo con l’aggiunta di nuove parti. Questa incantevole piazza è stata per lungo tempo ritenuta dagli abitanti della città come il simbolo della corruzione e del malcostume di alcuni rappresentanti della vita civile e politica del XVIII e XIX secolo.

La Piazza Carlo III di Borbone, conosciuta come piazza del Reclusorio fino al 1891 è una piazza di Napoli che si trova tra i quartieri San Carlo all’Arena e San Lorenzo. L’architetto fiorentino Ferdinando Fuga costruì alla fine della strada di Foria uno dei più grandi edifici del Settecento: il colossale Real Albergo dei Poveri che è il maggiore palazzo monumentale di Napoli ed una delle più grandi costruzioni settecentesche d’Europa, commissionato da Carlo di Borbone nel 1749 a Ferdinando Fuga, il quale aveva il desiderio di farne la dignitosa residenza di tutti i poveri del regno, rivolto ad accogliere le masse di poveri del Regno. In seguito la piazza diventò anche un importante snodo ferroviario: nel 1913 apre la Ferrovia Alifana che ha proprio nella piazza il suo capolinea.

Rimanete sintonizzati, prossimamente la terza parte!