piotta
07 giugno 2018   •   Cecilia Gaudenzi

Piotta & Brusco: «Vi raccontiamo la nostra musica»

«Romani, Stesso quartiere e stessa scuola, scrivevano le rime sui banchi. Le prime posse e Villa Ada, protagonisti di un genere o forse di una generazione musicale. Loro sono Piotta e Brusco e in questa intervista doppia ci raccontano e si raccontano, dagli anni ’90 a oggi.»

Ci sono quelle canzoni che ti rimangono addosso, che canticchi, che associ, a qualcuno, a qualcosa o a uno stato d’animo. Il bello delle canzoni è che a volte diventano un linguaggio. Basta intonare il ritornello, una strofa o anche solo la melodia e non c’è bisogno di parlare, di dirsi altro. Una delle canzoni che a me fa questo effetto è La Grande Onda di Piotta (Fb, IG). Quando è uscita era il 2002. “Noi siamo i giovani” dice ed è proprio il senso di gruppo, di far parte di qualcosa di più grande quello che trasmette. In un momento come questo, in cui il messaggio che universalmente sembra passare è tutto incentrato sull’io io io, la portata rivoluzionaria di questo testo si amplifica e allora altro che Grande Onda! Ti carica, da forza e ti motiva, ti fa sentire invincibile. Ah ovviamente non c’è festa che si rispetti se non parte questa traccia. Sono passati più di 15 anni e ogni volta che la si ascolta sembra sempre la prima. Ma non è finita qua.

C’è anche Ti penso sempre di Brusco (Fb, IG). Il ritornello è come un mantra per me e la mia famiglia, senza perderci in tante smancerie, quando ci manchiamo ci canticchiamo “ti penso sempre, sei nella mia mente, ti vorrei con me” ed ogni distanza si annulla. Anche Bella, sempre di Brusco è un evergreen. Chiunque sa che a Roma ci si saluta con un semplicissimo quanto completo “bella” e allora sfido chiunque a non essere andato incontro ai propri amici o che non abbia attaccato il telefono sulle note di “bella chicco dico bella, bella al fratello, bella alla sorella…” io lo faccio di continuo. Così quando sono arrivati, prima Brusco e poi Piotta per quella che più di un’intervista è stata una vera e propria esperienza, è stato come se la colonna sonora di tantissimi miei momenti prendesse vita.

Sia Piotta che Brusco hanno alle spalle anni e anni di carriera, quasi 30. Discografie corpose, miriadi di canzoni e la stessa scelta, quella di rimanere fedeli a loro stessi e alla loro musica, facendola a modo loro. Pochissimi compromessi in nome della sostanza e della libertà di dire quello che vogliono, come vogliono e a chi vogliono. Il pubblico prima di tutto, con il quale entrambi hanno costruito e consolidato negli anni un rapporto fondamentale. Percorsi simili, si sono presto appassionati a un genere in Italia del tutto sconosciuto, l’hip hop, scrivevano le loro rime sui banchi di scuola, facevano carte false e si inventavano di tutto pur di ottenere i dischi che qui non si trovavano. Piotta, un pezzo grande tra i rapper italiani e Brusco, punto di riferimento del genere reggae in Italia. Due personaggi, due pilastri della nostra musica. Di cose da dire sul loro conto ce ne sono tantissime ma non anticipo nient’altro e gli lascio la parola che in questa intervista si raccontano senza riserve.

Piotta

Cecilia Gaudenzi