orchestra di piazza vittorio
27 novembre 2018   •   Lavinia Micheli

Orchestra di Piazza Vittorio: come creare musica dal respiro cosmopolita

«L’Orchestra di Piazza Vittorio è una formazione variegata, composta e colorata. Nata a Roma, nel 2002, si propone di raccogliere e valorizzare esperienze ed influenze musicali di varia origine per costruire un linguaggio comune, che sa arrivare al cuore del pubblico grazie alla messa in scena di spettacoli decisamente originali, di respiro cosmopolita, all’insegna del divertimento.»

È il 2002 quando Mario Tronco, componente della Piccola Orchestra Avion Travel, e Agostino Ferrente, regista, sceneggiatore e produttore artistico e musicale, decidono di dare vita all’Orchestra di Piazza Vittorio. L’idea prende corpo all’interno dell’associazione Apollo 11. Ne fanno parte artisti, intellettuali ed operatori culturali spinti dalla volontà di salvare lo storico Cinema Apollo di Roma, in via Cairoli, nel quartiere Esquilino (sede per altro della storica gelateria Fassi) che rischiava di diventare una sala da bingo.

L’Esquilino è il quartiere più multi-etnico della capitale, tanto che qui gli italiani sono una vera e propria minoranza etnica. Ed ecco l’idea: perché non fondere insieme provenienze ed esperienze artistiche variegate in un unico progetto? Un progetto che mostri un tipo possibile di integrazione e la ricchezza della diversità, che permetta a chiunque di partecipare. Grazie all’autotassazione di alcuni cittadini, era appena nata l’Orchestra di Piazza Vittorio.

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@Pagina Facebook Orchestra di Piazza Vittorio

Un flusso continuo di influenze musicali diverse

Un’Orchestra multiforme, che rimane la stessa pur cambiando continuamente. I musicisti provengono da dieci Paesi differenti e parlano nove lingue diverse che si incontrano nel linguaggio universale della musica. Lo schema di base è molto semplice: mescolare le tradizioni musicali proprie di ciascun Paese con pop, rock, reggae e soprattutto musica classica. Da questo calderone, come per magia, viene fuori la sonorità tipica dell’Orchestra di Piazza Vittorio. La sua cifra stilistica è il perenne cambiamento: i musicisti vanno e vengono in un flusso continuo, pieno di tante collaborazioni (una su tutte Mama Marjas, cantante reggae dall’anima salentina), ma il progetto iniziale rimane invariato. Un progetto che ha consentito di creare posti di lavoro e quindi permessi di soggiorno per musicisti di grande talento che, spesso, vivono a Roma in condizione di emarginazione culturale e sociale. Un modo per diffondere repertori e generi musicali, spesso sconosciuti al grande pubblico.

Dal debutto, il 24 novembre 2002 con il concerto di chiusura del Romaeuropa Festival, L’Orchestra di Piazza Vittorio ha girato letteralmente il mondo con più di 800 concerti in tutti i continenti, toccando città del calibro di New York, San Francisco, Santa Cruz, Los Angeles, Toronto, Buenos Aires, Tunisi, Melbourne, Bahrein, solo al di fuori dell’Europa. Le loro perfomance si basano principalmente sulla rielaborazione di grandi classici dell’Opera, rivisitati attraverso il sound multiforme dell’Orchestra, riadattati costantemente nel messaggio: attraverso l’attitudine divertita dei musicisti vengono toccati temi di carattere sociale estremamente attuali come l’integrazione o la parità di genere. Non mancano i progetti originali come Il Giro del Mondo in 80 Minuti (una storia al contempo fantastica ed autobiografica che racconta di una nave in partenza verso una destinazione ignota dove ci si può imbarcare soltanto portando con sé una canzone) e svariati album tra cui L’Isola di Legno e Credo. Agostino Ferrente ha firmato anche un film-documentario dal titolo L’Orchestra di Piazza Vittorio che ha conquistato i cuori del pubblico di tutto il mondo ed è stato premiato in molti festival internazionali.

Diamo uno sguardo alle trame delle opere classiche secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio.

Il Flauto Magico

L’Orchestra ritrova il carattere gioioso ed allegro di una delle più belle opere di Mozart, trasformando la fiaba più famosa della storia della musica in un racconto contemporaneo ambientato in una società multirazziale che vive al ritmo di reggae, jazz, intrecci ritmici africani ed orientali. Questo spettacolo ha fatto il giro del mondo ed è stato prodotto dal Roma Europa Festival 2009 e dal Festival Les Nuits de Fourvière. Ne è stato ricavato un film, presentato come evento speciale al Roma film festival 2018, lo scorso 23 ottobre.

Carmen

Ispirandosi alla produzione del 2013 del Festival Les Nuits de Fourvière/Département du Rhône e Opéra Théâtre de Saint-Étienne, la Carmen dell’Orchestra di Piazza Vittorio è un’opéra-comique ispirata dalla musica popolare gitana. Tra ritmi di salsa, flamenco, tecno, lirica, blues e tango legate tra loro da esotiche sonorità arabe, indiane ed africane prende corpo la coloratissima vicenda di Carmen (una sensuale e stravagante gitana che fa parte di una carovana di migranti e contrabbandieri, interpretata dalla sublime Mama Marjas), José (un giovane e pacifico sodato di origine brasiliana) ed Escamillo, il furente torero arabo. Una rilettura attuale e colorata del travolgente dramma d’amore raccontato da Bizet. Da due anni l’Orchestra è in tour con un altro allestimento della stessa opera per la regia di Mario Martone (uno dei protagonisti italiani alla Mostra del Cinema di Venezia 2018).

Don Giovanni

«Siamo abituati all’idea di un Don Giovanni burlone, che si finge spesso un altro. Il travestimento, la mascherata sono le tentazioni per lui irresistibili. Si direbbe, per dirla con le parole di Fedele d’Amico, che egli inganni le donne non tanto per il piacere di conquistarle, ma che si prodighi a conquistarle per il piacere di ingannarle», nelle parole di Mario Tronco, ancora una volta regista dell’opera insieme ad Andrea Renzi. Il Don Giovanni, rivisitato in chiave femminile attraverso la voce di Petra Magoni è ambientato negli anni ’20 ma anche nella contemporaneità, attraverso un linguaggio multilingue che spazia dall’italiano al francese, dall’arabo al portoghese. In tournée per i teatri di tutt’Italia fino a maggio 2019.

Foto copertina: Pagina Facebook Orchestra di Piazza Vittorio

Lavinia Micheli