olio biologico italiano
17 Maggio 2021   •   Manuela Ciliberti

Olio biologico italiano: la proposta carbon neutral di Boniviri

«Per compensare le emissioni di gas serra generate dall’olio, Boniviri ha sviluppato un olio biologico italiano e un progetto di riforestazione con rete clima.»

Boniviri, start up innovativa siciliana e società benefit, lancia il primo olio extravergine d’oliva biologico italiano “carbon neutral”. Il progetto prevede che le emissioni di CO2 generate dall’olio Boniviri lungo tutta la filiera, dal campo alla tavola, siano calcolate, ridotte tramite scelte sostenibili e, infine, azzerate attraverso progetti di riforestazione. Il primo intervento è stato realizzato con il supporto di Rete Clima, ente non profit che promuove azioni di sostenibilità e di decarbonizzazione: in particolare, le attività compensative sono state realizzate grazie alla promozione di azioni di Gestione forestale sostenibile nelle foreste certificate secondo standard PEFC nelle aree in Val Camonica (Brescia), con parallela e simbolica posa di alberi a Milano.

«La nostra missione è creare valore con il cibo: per i piccoli coltivatori locali, l’ambiente e i consumatori. – ha dichiarato Corrado Paternò Castello, Cofondatore e Amministratore di Boniviri – Siamo orgogliosi di lanciare il primo olio extra vergine d’oliva biologico italiano “carbon neutral” e di essere in prima linea quando si parla di lotta al cambiamento climatico. Grazie alla collaborazione con Rete Clima, a meno di un anno dalla nascita di Boniviri, realizziamo con questa iniziativa uno dei nostri principali obiettivi: contribuire nel nostro piccolo a mitigare il cambiamento climatico, uno dei maggiori fattori di rischio per i coltivatori».

I dettagli del progetto

Il progetto ha previsto una prima fase di analisi delle emissioni di gas a effetto serra della filiera dell’olio extra vergine Boniviri. Attraverso il coinvolgimento di una delle sette aziende agricole che partecipano al progetto e uno dei frantoi partner, il Frantoio Ruta, sono stati raccolti i dati relativi ad una filiera rappresentativa di Boniviri. Il questionario, sviluppato in collaborazione con alcuni ricercatori del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, include tutti i passaggi produttivi (“from cradle to grave”): dai consumi di carburante del trattore ai consumi energetici del frantoio, dalle lavorazioni in campagna al trasporto verso il consumatore finale e il successivo smaltimento degli imballaggi. I dati, elaborati internamente da Boniviri e processati con il supporto di Climate Impact Forecast, hanno permesso di calcolare l’impatto di una bottiglia da 750 ml di olio extravergine d’oliva, pari a 2,88 kg di CO2 equivalente.

olio biologico italiano

L’impegno di Boniviri non si limita alla compensazione: al fine di ridurre l’impatto emissivo, sono state prese scelte strategiche e organizzative. Ad esempio, il packaging è stato rivoluzionato in ottica sostenibile: dalla bottiglia con alta percentuale di vetro riciclato, prodotta localmente per ridurre l’impatto dei trasporti, all’etichetta a basso impatto ambientale realizzata da Favini con sottoprodotti di lavorazioni agro-industriali delle olive. Scelte che hanno permesso a Boniviri di vincere il “Premio Speciale Green” al concorso di packaging e innovazione Le forme dell’olio 2021 organizzato da Olio Officina. Inoltre, in linea con la missione di creare valore e rendere sempre più prospere e sostenibili le piccole aziende agricole partner, Boniviri sta sviluppando ulteriori innovazioni e servizi a valore aggiunto per i propri coltivatori con l’obiettivo di creare un ecosistema produttivo sempre più efficiente, sostenibile e virtuoso.