frittelle di carnevale
06 febbraio 2018   •   Redazione

Frittelle di Carnevale: storia, curiosità e varianti all’italiana

«Il Carnevale, da nord a sud, significa buonissimi dolci di ogni tipo. Oggi è il turno delle frittelle di Carnevale, autentiche delizie da provare in tutte le loro varianti.»

Come per ogni festività, anche il Carnevale ha i suoi dolci tipici. Ma sapete dove e quando nascono le frittelle e quante varianti ne esistono? E vi siete mai chiesti perché, frittelle di Carnevale comprese, la maggioranza dei dolci legati alla festa in maschera per eccellenza sia fritta?

La storia delle frittelle di Carnevale

Le frittelle sono uno dei dolci più tipici del Carnevale insieme alle chiacchiere o frappe. Le frittelle di Carnevale nascono a Venezia attorno al XIII secolo. Esse sono l’evoluzione della Zelbia arabo-persiana, conosciuta dai veneziani per via di Giambonino da Cremona e rinominata Frìtola. A partire da Venezia, poco alla volta, le frittelle si sono diffuse in tutto il nord della penisola, fino alle porte di Milano.

Le frittelle originali veneziane sono morbide palline di pastella con uvetta e pinoli oppure alle mele, sempre rigorosamente coperte con zucchero a velo. Le frittelle di Carnevale originariamente venivano prodotte solo dai fritoleri, i quali nel ‘600 arrivarono a costituire una vera e propria associazione dando vita alla figura ufficiale del “cuoco di frittelle”. A partire dall’autentica frittella veneziana in tutto il Veneto si diffusero diverse ricette locali come quelle confezionate con frutta immersa nella pastella, con ortaggi e fiori o persino con erbe spontanee di monte e di prato. Tra le versioni più celebri diffuse in tutta Italia troviamo le frittelle di Carnevale con crema pasticcera, con crema allo zabaione e ripiene di cioccolato o nutella.

Curiosità sulle frittelle di Carnevale

Lo sapevate che la ricetta delle frittelle dovrebbe essere il più antico documento di cucina veneziana? O quantomeno il più antico di cui si abbia traccia. Essa è custodita nella Biblioteca Nazionale Casanatense di Roma. E vi siete mai chiesti perché la maggior parte dei dolci carnevaleschi si frigga? Le motivazioni sono due, la prima legata alla stagionalità di alcune materie prime. In inverno è disponibile infatti una grande quantità di strutto poiché la macellazione dei maiali avviene nei mesi freddi. Il grasso di maiale viene spesso usato per friggere i dolci e, essendo il Carnevale nei mesi più freddi, la disponibilità di strutto è da sempre molto alta.

La seconda ragione è legata alla Pasqua: il periodo immediatamente precedente a questa festività prevedeva, nell’antichità e ancora oggi per chi osserva le credenze cristiane, di mangiare meno. Visti i momenti di penitenze e divieti, come quello di consumare carne il venerdì, nel periodo del Carnevale (immediatamente precedente alla Quaresima) si doveva abbondare con allegria e cibi buoni, senza rinunciare ad abbinamenti con i vini più buoni. E quali cibi sono più buoni di quelli fritti? Peccati di gola per prepararsi a un periodo di rinunce, dunque.

La ricetta originale più qualche trucchetto

Di seguito la ricetta originale:

  • Zucchero 60 g
  • Farina tipo 00 200 g
  • Uova 1
  • Uvetta 90 g
  • Vanillina 1 bustina
  • Rum bianco 1 cucchiaio
  • Lievito di birra 16 g
  • Latte 1 bicchiere
  • Zucchero a velo q.b.
  • Olio di semi d’arachide q.b.
  • Buccia grattugiata di limone

Cominciare facendo ammollare l’uvetta in una ciotola con acqua e un cucchiaio di rum. Fare sciogliere il lievito in un bicchiere di latte tiepido e versare farina, uovo, zucchero, vanillina e la buccia di limone grattugiata in una ciotola, amalgamando il tutto a mano o con una frusta. Aggiungere il bicchiere di latte tiepido col lievito sciolto e continuare a mescolare fino a creare una pastella omogenea. A questo punto strizzare l’uvetta e aggiungerla alla pastella.

Amalgamare bene uvetta e pastella e lasciare lievitare il tutto per un paio d’ore almeno ricoprendo la ciotola con pellicola trasparente. Preparare l’olio scaldandolo in una padella dai bordi alti, prelevare piccole quantità di impasto con un cucchiaio e lasciarle scivolare nell’olio bollente. Friggere poche frittelle alla volta. Quando saranno gonfie e dorate da ambedue i lati raccogliere, scolare e asciugare su un piatto ricoperto di carta assorbente. Spolverare infine con zucchero a velo e servire le vostre frittelle di Carnevale.

Una serie di trucchetti e accorgimenti per ottenere il miglior risultato possibile:

  • Attenzione a non versare troppo impasto nell’olio perché la frittella potrebbe rimanere cruda al centro
  • Al posto dell’uvetta si possono aggiungere pinoli e mele tagliate a pezzetti
  • Amalgamare bene l’impasto impedirà la formazione di fastidiosi grumi di farina
  • L’olio non deve superare i 180°

Buon appetito e buon Carnevale (se ancora non sapete cosa fare non perdetevi il carnevale di Venezia) a tutti!

 

Foto Copertina: By Massimo Telò [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Ilaria Roncone

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