Fontane di Roma
16 Aprile 2016   •   Argia Renda

Fontane di Roma, alla scoperta dei tesori più belli della Capitale

«Le fontane di Roma dimostrano come i romani abbiano sempre avuto una gran passione per le acqua pubbliche, dagli acquedotti alle terme. L’acqua del fiume era considerata talmente buona che i papi se la portavano anche in viaggio»

Per i Romani l’acqua era un dono degli Dei e ogni fonte aveva un nume tutelare, le ninfe e le loro leggende, come quella per cui la ninfa Egeria è stata l’amante di uno dei sette re di Roma, Numa Pompilio. Negli anni l’importanza dell’acqua nel territorio laziale è cresciuto maggiormente diventando simbolo del potere temporale della Chiesa. Per i turisti che visitano la capitale, le antiche fontane di Roma sono ancora oggi motivo di stupore, ammirazione e mistero.

Fontane di Roma

Una top-6 da urlo

La più antica tra le fontane di Roma è la Fontana di piazza Santa Maria in Trastevere, realizzata da Donato Bramante e successivamente perfezionata da Bernini e Carlo Fontana, commissionata da Papa Paolo V, risale all’epoca augustea. L’acqua non era potabile e infatti era destinata a scopi agricoli o per spettacoli di combattimenti navali realizzati a Trastevere. La fontana ha subito numerosi restauri tra cui l’ultimo nel 1984.

Fontane di Roma

Tra le più conosciute fontane di Roma sicuramente troviamo la Fontana della Barcaccia, realizzata dal padre di Gian Lorenzo Bernini, Pietro tra il 1627 e il 1629 in Piazza di Spagna davanti la scalinata di Trinità dei Monti, la forma di barcone ricorda una barca ritrovata lì in seguito ad un’inondazione del fiume Tevere nel 1598, infatti il Bernini ha ideato la fontana a forma di barca semisommersa, dentro una vasca ovale, poco al di sotto del piano stradale con poppa e prua con forme identiche e due bocche laterali alla stessa altezza e poco al di sopra del piano stradale. La vera curiosità è che all’interno della fontana sono scolpiti i simboli papali, ovvero la tiara e lo stemma araldico.

Fontane di Roma

Poco distante la Fontana del Tritone, a Piazza Barberini, opera di Bernini, commissionata da papa Urbano VIII Barberini tra il 1642 e il 1643 a conclusione dei lavori del palazzo. Rappresenta un tritone, figura legata all’acqua, secondo la mitologia il tritone soffia in una conchiglia per agitare le onde e provocare una tempesta oppure per ottenere un suono in grado di calmare il mare. Anche nota come “fontana del Tritone sonante” a causa del sibilo emesso dall’altissimo zampillo che un tempo fuoriusciva dalla conchiglia. Il Bernini ha posizionato due stemmi dei Barberini sulle code dei delfini. Gli ultimi restauri sono avvenuti nel 1932 e nel 1990, rendendola una delle più belle fontane di Roma.

Fontane di Roma

La realizzazione del Fontanone dell’Acqua Paola risale al periodo tra il 1610 e il 1614, grazie a Giovanni Fontana, Flaminio Ponzo e Ippolito Buzio per volere del Papa Paolo V Borghese ed è anche nota come il Fontanone del Gianicolo. La fontana che domina la grande terrazza che si affaccia sulla città, è costituita da cinque arcate, i marmi utilizzati provengono dal Foro Romano e dal Tempio di Minerva, la forma attuale è stata realizzata da Fontana alla fine del Seicento, sul monumento ricorrono spesso gli emblemi papali: drago e aquila.

Fontane di Roma
Tra le più famose fontane di Roma c’è la Fontana dei Quattro Fiumi, ideata da Bernini e posta al centro di Piazza Navona, realizzata dagli allievi dell’artista una volta antico stadio di Domiziano; costruita da il 1648 e il 1651 su richiesta di Innocenzo X, che rimase colpito dal bozzetto preparato dall’artista che dal quel momento è riuscito ad entrare nella grazie del Papa fino ad allora poco favorevole. L’idea di Bernini proponeva una metafora della grazia divina che si riversa su i quattro continenti, infatti le quattro figure maschili sono le personificazioni dei quattro fiumi più lunghi del mondo: Danubio, Gange, Rio della Plata e Nilo, quest’ultimo velato perché non si conosceva l’origine della sorgente.

Fontane di Roma
La più imponente è Fontana di Trevi, la più grande delle fontane di Roma e per questo anche la più famosa. Progettata e cominciata da Nicola Salvi nel 1732 e completata da Pannini nel 1762. Il tema della composizione è il mare, infatti la fontana è inserita in una piscina rettangolare circondata da un camminamento che la percorre da un lato all’altro, il lato sinistro della piazza è più elevato rispetto all’altro. Al centro una grande statua di Oceano che guida un cocchio a forma di conchiglia trainato da due cavalli alati. La tradizione più conosciuta dice che lanciando una moneta dentro la fontana e voltandole le spalle ci si augura un futuro ritorno in città, questa tradizione è cosi nota che sono rari i turisti anche stranieri che si sottraggono al “rito” del lancio della monetina. Secondo un’altra tradizione le ragazze facevano bere un bicchiere dell’acqua al fidanzato che partiva, per poi frantumarlo come segno e augurio di fedeltà. Il monumento è anche il protagonista di una delle scene più famose del nostro cinema italiano e mondiale: La Dolce Vita di Federico Fellini con Marcello Mastroianni e Anita Ekberg.

Last but not least: le fontane di Roma meno conosciute

Meno conosciute sono: la Fontana di Piazza Sant’Eustachio, vicino al Pantheon. Di epoca imperiale romana, apparteneva al complesso delle Terme di Nerone interamente di granito. Nel 1987 è stata posizionata vicino al Senato della Repubblica per l’anniversario della Costituzione Italiana. La Fontana delle Naiadi, opera di Mario Rutelli bisnonno dell’ex sindaco di Roma, situata a Piazza della Repubblica e costruita nel 1901, rappresenta quattro figure femminili nude che raffigurano delle naiadi (figure della mitologia greca): la Ninfa dei Laghi riconoscibile dal cigno che porta con se, la Ninfa dei Fiumi sdraiata su un mostro acquatico, la Ninfa delle Acqua Sotterranee sdraiata sopra un drago e la Ninfa degli Oceani in sella ad un cavallo simbolo del mare. Per concludere, c’è una fontana che si trova in un luogo raccolto che delimita l’antico ghetto ebraico in piazza Mattei, parliamo della Fontana delle Tartarughe, realizzata sul progetto di Giacomo Della Porta. La leggenda popolare narra che il duca Mattei, il cui palazzo affaccia sulla piazza dove si trova la fontana, per stupire il futuro suocero che non voleva concedergli la figlia in sposa, fece realizzare la fontana in una sola notte. Il giorno successivo fece affacciare la promessa sposa con il padre alla finestra per ammirare l’opera. Il punto debole della leggenda è che la fontana è stata realizzata tra il 1581 e il 1588 mentre il palazzo più tardi nel 1616.

Bastano le fontane per giustificare un viaggio a Roma.

 

Argia Renda