Estate Film sull’estate
23 Luglio 2016   •   Snap Italy

Film sull’estate: ecco 10 pellicole da vedere assolutamente

«Sfatiamo il cliché che vede l’estate e il cinema su due fronti opposti. Come? con questa proposta di 10 film sull’estate che raccontano, in modo particolare ed eterogeneo, la stagione più calda e le vacanze tipiche italiane.»

L’estate è sinonimo di mare, splendide spiagge, vacanze, sole ed abbronzatura. Ma non solo. La stagione estiva è da sempre un periodo di passaggio, il momento dell’anno in cui divertirsi e sentirsi liberi dalla routine quotidiana. In estate le scuole sono chiuse, si va in ferie e nel frattempo si attende un nuovo anno; possono nascere amori o passioni travolgenti, ci si mette alla prova, si lascia qualcosa alle spalle oppure s’inizia un nuovo capitolo della propria vita. Quante opportunità e quanti racconti possono nascere durante l’estate, ed il cinema si è da sempre divertito a raccontare la vita sulle spiagge afose e sotto il cielo stellato delle estati italiane. Se poi consideriamo che l’Italia è un luogo meraviglioso da scoprire, soprattutto in estate, allora il numero di film sull’estate, ambientate in località balneari o di vacanza, si scopre essere davvero elevato. Quali sono quindi i film che rendono al meglio l’immagine delle coste nostrane ma più in generale dell’aria che si respira in Italia durante l’estate? Tuffiamoci quindi nel meglio della settima arte con una carrellata di 10 film sull’estate, pellicole imperdibili ambientate durante le vacanze estive degli italiani.

Non è davvero estate senza Jerry Calà & Co. Diretto dal re della commedia Carlo Vanzina nel 1982, Sapore di Mare apre quella che comunemente viene conosciuta come la tipica commedia estiva italiana, fatta di canzoni da ballo della mattonella, di amori fugaci e personaggi fortemente stereotipati ma quanto mai realistici, come il bagnino, il milanese borghese, il romano casinista, il piacione, la turista straniera, ecc… Ambientato a Forte dei Marmi, il centro della movida versiliese, Sapore di mare racconta le avventure di un gruppo di adolescenti in vacanza, tra amori, scappatelle, battute e notti sulla spiaggia davanti al fuoco. Un film sull’estate spiritoso, romantico e nostalgico, ma anche spassoso e disincantato. Da questa pellicola partiranno poi tutte le pellicole estive di Vanzina, e il fulcro del film sono sicuramente i personaggi, interpretati da dei giovanissimi Jerry Calà, Marina Suma, Christian De Sica, Karina Huff, Virna Lisi e Isabella Ferrari.

Semplicemente un cult.

  • Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto di Lina Wertmüller 

Nel 1974 la grande Lina Wertmüller dirige un classico della commedia all’italiana, con protagonisti Giancarlo Giannini e Mariangela Melato, nel film che darà il via al loro sodalizio artistico. Una delle più celebri interpretazioni dei due attori, che ha perfino generato un remake, dal titolo Travolti dal destino (in originale Swept Away) diretto dal regista americano Guy Ritchie e con protagonisti Madonna e Adriano Giannini, figlio di Giancarlo. La storia vede Raffaella, la moglie di un ricco industriale milanese, godersi le vacanze a bordo di un lussuoso yatch sul quale lavora il marinaio Gennarino Carunchio. I due si ritroveranno improvvisamente bloccati insieme su un’isoletta, dopo un guasto al gommone su cui si trovavano e, nonostante le enormi differenze sociali, i due intrecceranno una relazione molto passionale, che però purtroppo non sopravviverà al ritorno alla vita di tutti i giorni. I meravigliosi scenari del film sono gli scorci della Sardegna: il film infatti è stato girato lungo la costa orientale sarda, precisamente nella provincia di Nuoro. Una commedia diventata iconica, le cui scene e dialoghi sono ancora indelebili nella mente degli italiani, innamorati di uno dei film sull’estate sicuramente più belli.

  • Mine vaganti di Ferzan Özpetek 

Un’altra commedia dai toni grotteschi e a tratti tragici per il regista Ferzan Özpetek, una storia di drammi familiari, con al centro ancora una volta la sfida di raccontare l’omessualità ma senza retorica, ma anzi tessendo una storia leggera e condita con l’ironia solita del regista italo-turco. Mine vaganti è un film sull’estate spiritoso e molto energico ed a questo proposito l’ambientazione barocca leccese è perfetta per raccontare uno spaccato sociale tipico italiano, sempre in bilico tra modernità e tradizione. Mine vaganti è infatti ambientato in Salento, e tra ulivi, spiagge mozzafiato, muretti a secco, chiese barocche ed acque cristalline, si dipana la trama intrigante di questa storia. Nella casa dei Cantone, una famiglia di pastai salentini, c’è molta attesa per il ritorno per l’estate di Tommaso, il secondogenito, che da Roma ha deciso di rientrare in Puglia dopo aver compiuto gli studi in economia e commercio. Il padre Vincenzo, la madre Stefania, la zia Luciana ed in generale tutta la famiglia vorrebbero che Tommaso e l’altro figlio Antonio prendessero in mano la direzione dell’impresa. Solo la nonna sembra avere a cuore i desideri del nipote, che vorrebbe invece diventare scrittore. Non mancheranno perciò imprevisti e colpi di scena, anche perchè Tommaso ha un grande segreto da confessare: è gay e non sa come dirlo alla famiglia. Fra l’ironico e il melò, uno dei pregi del film è sicuramente il cast azzeccatissimo (da Riccardo Scarmarcio ad Alessandro Preziosi, da Lunetta Savino ad una sorprendente Elena Sofia Ricci, con Nicole Grimaudi, Ennio Fantastichino e Ilaria Occhini), senza però dimenticare gli splendidi paesaggi e l’inconfondibile atmosfera salentina, tutti elementi che contribuirono a far vincere al film il Nastro d’Argento nel 2010 come Miglior Commedia, e che lo portarono anche nelle sale internazionali.

Ci lasciava così, dopo sole dodici ore dalla fine delle riprese, il grande Massimo Troisi, artista partenopeo scomparso prematuramente e che ha lasciato un vuoto non solo nel cinema, ma anche nel cuore di tutti gli italiani. Il film del 1994, diretto da Michael Redford e tratto dal romanzo Il postino di Neruda di Skarmeta, è l’ultima magistrale interpretazione dell’attore, il suo capolavoro-testamento che contribuì a renderlo immortale. Candidato a cinque premi Oscar, vincendo quello per la Migliore Colonna Sonora del compositore Luis Bacalov, Il Postino ebbe un successo di pubblico e di critica a livello internazionale, tanto che il New York Times lo inserì nella sua lista dei “1000 migliori film di sempre”. Massimo Troisi è Mario Ruoppolo, un postino di una piccola isola del Tirreno in cui soggiorna il poeta Pablo Neruda (interpretato da Philippe Noiret), esiliato dalla sua amata Cile durante l’estate del 1952. I due stringono una grande amicizia, fatta di ammirazione e desiderio di conoscenza da una parte, e di affetto paterno dall’altra. Quando Neruda dovrà lasciare l’isola per seguire il suo ideale politico in patria, i due si perderanno di vista, ma una volta ritornato, il poeta scoprirà che il caro postino gli ha lasciato, attraverso un gesto semplice, un suo toccante ricordo. Il film è girato a Procida, isola campana, ed in parte a Salina, nelle Eolie, e i paesaggi mozzafiato che possiamo ammirare sono però sempre secondi al volto di Troisi, che ci regala un’interpretazione sofferta e commovente, perfettamente calata nell’animo del personaggio. Il sorriso timido e semplice di Mario (che poi è lo stesso di Massimo) si trasforma in questo ultimo film nella rappresentazione più sincera dell’attore napoletano: l’indimenticabile comico dallo sguardo triste. Un grande film sull’estate di un grande artista di cui tutti sentiamo e sentiremo sempre la mancanza.

  • Basilicata coast to coast di Rocco Papaleo 

La Basilicata è una regione troppo spesso trattata come una terra invisibile, quasi sfuggente, i cui valori e le cui tradizioni risultano quasi sempre non pervenuti, oggetto di derisione e di scherno. È da questo spunto che parte l’attore e regista Rocco Papaleo con la tag-line del film: La Basilicata esiste. È un po’ come il concetto di Dio, ci credi o non ci credi. Basilicata coast to coast è un film sull’estate del 2010 con protagonisti lo stesso Papaleo, Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Giovanna Mezzogiorno e l’esordiente attore Max Gazzè, autore inoltre della magnifica colonna sonora. Basilicata coast to coast è un road movie atipico e allo stesso tempo una commedia musicale, un viaggio denso di imprevisti e di incontri inaspettati che porta una combriccola di musicisti di Maratea a mettersi in cammino per partecipare al Festival del teatro-canzone di Scanzano Ionico, attraversando a piedi la Basilicata, dalla costa Tirrena a quella Ionica, in una traversata che avrà per tutti i protagonisti un valore catartico. Basilicata coast to coast è una commedia corale e picaresca, malinconica, grottesca e stralunata che si muove tra gag esilaranti e momenti di riflessione: girato tra i piccoli comuni lucani di Maratea, Lauria, Spinoso o nella città fantasma di Craco, il film è un tour attraverso la natura incontaminata e selvaggia della Basilicata, nel tentativo di risvegliare l’orgoglio e l’attenzione per una regione troppo spesso dimenticata, anche dai suoi stessi abitanti, e di raccontare in modo poetico la bellezza e le contraddizioni di questi luoghi e della gente che li popola.

  • Il sorpasso di Dino Risi 

Il maestro Dino Risi dirige un film sull’estate divenuto un cult del genere road movie italiano, ambientato a Roma e in Versilia durante le vacanze estive. Protagonsiti Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignantm a rappresentanza di due generazioni a confronto nell’Italia del 1962, quella del boom economico. Il protagonista è Bruno Cortona, estroverso e superficiale uomo di trentasei anni, che incontra casualmente, nella Roma svuotata durante l’estate, lo studente universitario Roberto Mariani, il suo opposto, timido e studioso, e lo convince ad unirsi a lui per una scorribanda automobilistica fino in Versilia. I due caratteri, totalmente opposti, faranno da impalcatura al film, costruendo situazioni al limite dell’assurdo fino poi al tragico finale. Il sorpasso è da tutti considerata come l’opera migliore di Risi, e costituisce uno degli affreschi cinematografici più rappresentativi dell’Italia del benessere e del miracolo economico di quegli anni. Un capolavoro assoluto, un film sull’estate impossibile da perdere, da rivedere, magari, proprio durante un pomeriggio estivo, soprattutto se si è bloccati in città per le vacanze di Ferragosto.

  • Viola di mare di Donatella Maiorca 

Tratto dal romanzo Minchia di Re di Giacomo Pilati e ambientato in una Sicilia ottocentesca durante lo sbarco dei Mille, Viola di Mare è il secondo film di Donatella Maiorca, e racconta di due donne che si amano e che in qualche modo spezzano col loro amore le regole di una terra sempre uguale a se stessa. Le due protagoniste, infatti (interpretate da Valeria Solarino e Isabella Ragonese), piegheranno ai propri desideri modelli consolidati e tradizionali, realizzando il loro sogno d’amore. In questo film sull’estate si guarda oltre il dramma dell’omosessualità, ma si arriva alla vera essenza dei sentimenti, al desiderio di abbattere le barriere imposte dalla società che ci impediscono di essere felici: un concetto semplice, ma che spesso viene dimenticato, e in Viola di mare tutto è autentico, reale, tangibile, anche grazie alla splendida colonna di Gianna Nannini, che riesce a creare un’atmosfera moderna nonostante si stia raccontando una storia realmente accaduta alla fine dell’Ottocento. In una piccola isola della Sicilia, Angela e Sara crescono insieme e scoprono di amarsi, ma la cosa crea scandalo nella famiglia di Angela e in generale sull’isola. Soffocata all’interno di convenzioni e bigottismi, Angela decide di adottare una soluzione drastica, ovvero travestirsi da uomo: da quel momento in poi diventerà Angelo. La Sicilia è protagonista del film tanto quanto la storia stessa: girato tra San Vito Lo Capo, vicino Trapani e Favignana, il film mostra paesaggi rocciosi e di mare che oltre a creare una luce meravigliosa sono in grado di fare da sfondo perfetto alla recitazione semplice e d’impatto delle due protagoniste. Questo film sull’estate è stato presentato nel 2009 alla Festa del Cinema di Roma e accolto con cinque minuti di applausi: Viola di mare è quindi un film da recuperare per l’importanza dei temi, la bravura degli interpreti, la splendida fotografia e l’atmosfera di una sempre bellissima e molto “verghiana” Sicilia.

  • Ferie d’agosto di Paolo Virzì 

Divertente e fresca commedia estiva, Ferie d’agosto è un film sull’estate del 1995 diretto da Paolo Virzì, che dirige gli attori Silvio Orlando, Laura Morante, Ennio Fantastichini e Sabrina Ferilli in un ironico ritratto di due Italie messe a confronto sullo sfondo delle vacanze estive. Sull’isola di Ventotene, durante le vacanze d’agosto, si ritrovano come vicini di casa due gruppi di persone, separati da differenze politiche e culturali (una è di sinistra, libertina, molto hippie e un po’ snob, l’altra è di destra, caciarona, razzista e qualunquista). Dopo una difficile convivenza, la sera di Ferragosto le divergenze verranno finalmente affrontate: peccato però che alla fine della vacanza ognuno resterà esattamente uguale a prima. Il regista toscano sceglie l’isola in provincia di Latina durante le vacanze estive come sfondo ideale per la riflessione su alcune tematiche sociali: il film è ironico e la comicità veicola il messaggio della mancata tolleranza in modo fluido e mai pesante, guardando ai difetti e agli stereotipi di entrambi i gruppi senza essere mai eccessivamente parziale o banale. Una commedia di costume in cui sistanzialmente viene rappresentata la spaccatura tra due Italie, totalmente incapaci non solo di comunicare tra loro, ma anche di considerarsi parte di uno stesso paese. Divertente e imperdibile anche per i paesaggi dell’isola di Ventotene.

  • Dove vai in vacanza? di Mauro Bolognini, Luciano Salce e Alberto Sordi 

Dove vai in vacanza? è un film collettivo del 1978, diviso in tre episodi indipendenti: Sarò tutta per te, diretto da Mauro Bolognini, Sì buana, di Luciano Salce, e Le vacanze intelligenti di Alberto Sordi. Una commedia ad episodi di qualità superiore, uno dei film sull’estate più divertenti della storia del cinema italiano, in particolare il terzo episodio diretto dal grande Sordi, un piccolo gioiello, memorabile ancora oggi e degno di essere un film a a parte. Il tema comune degli episodi sono le vacanze. Nel primo Enrico (Ugo Tognazzi) comincia male le ferie, con l’amante che lo pianta improvvisamente mentre la moglie sembra disposta ad un temporaneo riavvicinamento. Ma una serie di circostanze impediranno ai due di incontrarsi. Nel secondo episodio Arturo (Paolo Villaggio) è un improvvisata guida turistica di safari e per sbaglio si lascia coinvolgere in un delitto da una bella italiana conosciuta durante il soggiorno africano. Ma è la terza storia ad essere la migliore: il protagonista è il fruttivendolo romano Remo Proietti, un personaggio diventato leggenda interpretato dallo stesso Alberto Sordi: l’uomo è costretto dai figli a trascorrere una “vacanza intelligente” con la moglie Augusta, l’attrice Anna Longhi. Il programma prevede, oltre a una dieta ferrea, anche visite a musei e necropoli, non proprio il massimo per i due popolani. Remo e Augusta però si assoggetteranno all’austero regime imposto dai figli, fino a quando, non potendone più, si lasceranno andare ad una strepitosa quanto ormai celebre scorpacciata. Un film simbolo delle vacanze italiane ed in generale delle varie situazioni tipiche nostrane, come la fuga passionale oppure la contrapposizione tra alto e basso. Un capolavoro della commedia, da vedere assolutamente.

    • Terraferma di Emanuele Crialese 

Su un’isola troppo piccola per essere segnata sul mappamondo, un ventenne orfano di padre morto in mare, vive con la madre e il nonno, un vecchio pescatore che pratica ancora la legge del mare. Durante una battuta di pesca in estate, i due salvano dall’annegamento una donna incinta e il suo bambino di pochi anni. Noncuranti della burocrazia e della finanza, la famiglia decide di prendersi cura di loro, almeno fino a quando non avranno la forza di provvedere da soli al loro destino. Un’isola siciliana di pescatori appena lambita dal turismo ma che al tempo stesso è investita dagli arrivi dei clandestini e dalla regola del respingimento, la negazione stessa della legge del mare che obbliga invece al soccorso. Sarà questa la decisione da prendere che segnerà le loro esistenze. Terraferma è un film sull’estate del 2011 diretto da Emanuele Crialese, che torna nella zona di Lampedusa dopo i suoi precedenti film, nell’isola di Linosa, per raccontare una storia moderna, il dramma attualissimo dell’immigrazione. Quando si parla di questi temi si rischia sempre di essere retorici, ma Crialese più che raccontare il dramma come troppo spesso ci viene mostrato in televisione, decide di raccontare l’essenza del rapporto tra uomini, quellistinto primordiale che segue la regola di porgere la mano quando l’altro è in difficoltà, per aiutarlo. Terraferma è un film di confini, quello fra il mare e il continente, fra un lavoro antico come la pesca e le luci invitanti della modernità, fra le leggi del mare e quelle scritte, fra chi viene dalla terraferma per turismo a chi arriva alla ricerca di una nuova vita, fra due mondi in contrasto dove uno si apre all’altro mentre l’altro si chiude in sé stesso. Contrasti che il regista Crialese riesce a rendere al meglio a livello visivo, con immagini e metafore molto simboliche, come l’inquadratura di un barcone strapieno di turisti che ballano e cantano e che sembra confondersi con l’immagine di uno stesso barcone pieno invece di immigrati in mezzo al mare che agitano le braccia in cerca di aiuto. Tutti questi contrasti però sono tenuti uniti da un elemento unificante che insieme separa e unisce: il mare. Gli interpreti sono tutti molto calati nei loro ruoli e tutti perfetti volti per i loro personaggi, come Donatella Finocchiaro, Beppe Fiorello e Mimmo Cuticchio. Un film sull’estate che porta in scena una realtà tristemente attuale, ma in un modo molto poco banale ed anzi stilisticamente profondo.

Che siate quindi alla ricerca di stupendi paesaggi o che semplicemente abbiate voglia di passare una serata davanti ad un buon film, ognuna di queste pellicole racconta un’Italia diversa durante l’estate ma in fondo sempre la stessa. Dalle acque blu di un’isola siciliana fino al sole di una spiaggia della Versilia, ecco il cinema dei pranzi di Ferragosto, delle stelle cadenti, degli amori estivi, dei giri in barca e dei giochi sotto l’ombrellone: un cinema dell’estate Made in Italy a tutti gli effetti.

Serafina Pallante