Film adolescenziali
07 Maggio 2018   •   Cecilia Gaudenzi

Film adolescenziali da non perdere, da Moccia a… Moccia la nostra top 10

«I film adolescenziali raccontano un momento fondamentale della vita: l’adolescenza, il periodo della crescita, vera o presunta che sia. Emozioni, cambiamenti, amori, contestazioni. Tutto vissuto all’ennesima potenza. Quello che ci accade in questi anni ci forma e ci rimane dentro per sempre. Riviviamo tutte le sfumature dei nostri anni più belli con la top 10 dei film adolescenziali.»

È probabile che quella fase sia passata da un pezzo, intanto riviviamo quel periodo indimenticabile con la top 10 dei migliori film adolescenziali. Adolescenza: basta la parola per scatenare reazioni contrastanti, esplosive, in ognuno di noi. Ideali, forti quanto confusi; desiderio, di essere come gli altri ma come nessuno; volontà, di essere tutto mentre non si ha la certezza del nulla; voce, quella esterna, che suona strana e sembra tanto diversa da quella che ci parla dentro; brufoli e reggiseni, troppi e troppo piccoli, sempre; un corpo, che cambia e cerca il suo posto nel mondo; contestare; tutti, gli amati/odiati genitori (a proposito, non perderti il nostro articolo sulle canzoni dedicate ai figli più belle) o professori, nessuno ci capisce davvero; emozioni, tante e fortissime, amore, tragedia, pianto e riso, rabbia e dolcezza infinita. Sono gli anni più belli, quelli che ci rimangono dentro per sempre. Pare vadano dai 12 ai 18 anni ma nessuno sa con certezza quando si diventa grandi davvero. La certezza è l’essere nell’età di mezzo, innamorandosi di quei film adolescenziali che tutti noi abbiamo visto almeno una volta nella vita.

Come te nessuno mai

Andiamo per ordine, cronologico e apriamo la nostra top 10 dei migliori film adolescenziali con Come te nessuno mai. Siamo nel 1999 e dietro la macchina da presa c’è Gabriele Muccino. La storia è quella di Silvio, un liceale romano alle prese con il primo amore, quello presunto e quello vero, consumato; con gli ideali, quelli del suo tempo e quelli dei genitori che innalzano le aspettative. Amicizia e ragazze; sentimenti, forti e intensissimi che sembrano andare in frantumi da un momento all’altro ma che poi rimangono saldi. Un evento, l’occupazione della scuola, la contestazione contro il “sistema” e lo scontro con la polizia. Niente sarà più come prima.

Caterina va in città

È il 2003 quando Paolo Virzì ci regala una chicca del cinema italiano uno dei film adolescenziali più belli di sempre, Caterina va in città. Sarà che questo film è stato girato nel mio liceo e quindi ci sono particolarmente affezionata ma la forza dolce di questa trama un po’ amara quanto vera non mi ha mai abbandonata. Non a caso ricevette due candidature ai David di Donatello 2004, vincendo quello per la miglior attrice non protagonista, assegnato a Margherita Buy. Caterina Iacovoni, timida adolescente vive con i suoi genitori a Montalto di Castro quando il padre insegnante decide di chiedere il trasferimento a Roma. È un attimo che la ragazzina viene sballottolata nella città metropolitana. Terza media, una classe divisa politicamente tra destra e sinistra; una scuola grande e dispersiva, la stessa frequentata dal padre Giancarlo trent’anni prima e gli ideali, nuovi e confusi. Caterina è ingenua ma dall’animo profondo, sperimenta, prova, vive, qui e ora. Sbaglia e si scontra, con le amiche, con i ragazzi, i genitori e i professori. Un anno vissuto all’ennesima potenza e un sogno, la musica.

Tre metri sopra il cielo

Quanti di noi non hanno sognato un amore come quello di Babi e Step? Quanti di noi non hanno desiderato, andando a scuola magari, di alzare lo sguardo su un muro, un ponte e vedere una scritta dedicatagli dal proprio amore. Bene, a creare queste aspettative amorose è stato Luca Lucini, quando nel 2004 con Tre metri sopra il cielo decide di dar vita all’omonimo romanzo di Federico Moccia, conquistandosi un posto di eccellenza tra i film adolescenziali. Tanto amore e tanta ribellione, verso i genitori e verso la scuola. Stefano e Fabrizia aka Step e Babi; stessa città, Roma, mondi diversi. Bella, studiosa e precisina lei; teppistello, affascinante e maledetto lui. Casa, scuola e feste private per lei; palestra, discoteche e corse di moto clandestine per lui. Un amore scoppiato secondo la logica dell’attrazione tra gli opposti. Sembra che nessuno possa dividerli, tanto che il simbolo della loro unione è un lucchetto, attaccato a un lampione di ponte Milvio le cui chiavi vengono gettate nel fiume. Gli eccessi e le turbolenze però, tipiche di quest’età, non sempre ottengono quel che vogliono e portano a un epilogo tutt’altro che felice. Ditelo che un lucchetto lo avete attaccato anche voi.

Ho voglia di te

Se l’amore tra Babi e Step ha viziato una generazione intera non poteva di certo lasciarci così. Incaricatosi di portare avanti la storia che ha fatto sognare centinaia e forse milioni di ragazzi Luis Prieto esce nelle sale nel 2007 con Ho voglia di te, tratto dall’omonimo romanzo e sequel di Tre metri sopra il cielo di Federico Moccia. Non di certo un capolavoro del cinema italiano ma senza dubbio un cult tra i film adolescenziali. C’è di nuovo Step, dopo qualche anno e un’esperienza all’estero, c’è di nuovo Babi ma per poco, cresciuta e sull’orlo di compiere un passo importante, poi c’è Gin, innamorata persa. Tutto il resto, emozioni.

Che ne sarà di noi

Silvio Muccino, Violante Placido ed Elio Germano. Sono loro i protagonisti di un altro caposaldo dei film adolescenziali: Che ne sarà di noi di Giovanni Veronesi uscito nel 2004. Un’estate particolare, la più bella quella della maturità fa da sfondo alle vicende di tre amici: Matteo, Paolo e Manuel. Diversi ma legati da un sentimento fortissimo. Dopo il temuto esame finalmente il viaggio. Come da tradizione la meta è un’isola greca. Amore, attrazioni, rabbia e cambiamenti, la vita che deve prendere una piega adulta. Una settimana e niente sarà più come prima.

Melissa P.

Luca Guadagnino, oggi sulla bocca di tutti per Chiamami col tuo nome, aveva fatto già molto scalpore nel 2005 con Melissa P., uno dei film adolescenziali cult, ispirato al romanzo 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire di Melissa Panarello. La storia è quella della liceale Melissa che tra l’incertezza tipica della sua età e il mancato rapporto con i genitori si avventura alla scoperta dell (non) gioie del sesso. La sua unica alleata è la nonna che la la capisce e le sta vicina. Bisognosa, di affetto e conferme cerca in uomini sbagliati quello che non possono darle. Emotivamente umiliata e scossa, Melissa sa prendere quello che vuole, volta dopo volta, anche se il prezzo da pagare è sempre più alto.

Notte prima degli esami

Notte prima degli esami è la prima pellicola firmata da Fausto Brizzi. Il film, che ha permesso a Brizzi di vincere il premio di “miglior regista esordiente” ai David di Donatello del 2006, è stato un grande successo. La critica e il pubblico lo hanno amato. Nel palmares della pellicola oltre 40 premi vinti in festival italiani e stranieri e 10 candidature ai David di Donatello: ovviamente non poteva che affermarsi tra i migliori film adolescenziali. Si sa, l’esame di maturità non si scorda mai. È il primo vero esame della vita. Ci traumatizza, ansia a palate, ce lo sogniamo la notte, anche a distanza di anni. Ma tutto quello che lo precede è avventura allo stato puro. È vero, il mondo sembra che stia per esploderci sotto i piedi ma proprio per questo ci sentiamo un po’ supereroi. La commedia racconta le vicende di un gruppo di amici alle prese con le avversità da esame di maturità. Siamo alla fine degli anni Ottanta. Capelli cotonati, jeans larghi a vita alta, il muro di Berlino. Nei giorni che precedono il fatidico esame ne succedono di tutti i colori ma quel momento tanto temuto altro non è che un assaggio della vita stessa.

Notte prima degli esami – oggi

Se avete amato Notte prima degli esami allora non potete perdervi il seguito: Notte prima degli esami – Oggi. La pellicola è diretta nel 2007 da Fausto Brizzi e come si percepisce dal titolo l’argomento è ancora il temutissimo esame di maturità.  Questa volta però il gruppo di amici protagonista del film si ritrova a vivere questa esperienza ai giorni d’oggi. La commedia è ambientata infatti nel 2006 anno in cui la Nazionale di calcio italiana concorreva alla vittoria dei Mondiali di calcio Germania 2006. Nuovi amori, l’immaturità dei genitori e uno studio matto e disperatissimo!

Scusa ma ti chiamo amore

Scusa ma ti chiamo amore è la prova in pellicola che l’amore non ha età. Il film diretto nel 2008 da Federico Moccia e tratto dal suo omonimo romanzo è la storia di Niki e Alex, interpretati da Michela Quattrociocche e Raoul Bova, liceale di quasi 18 anni lei, 37enne e pubblicitario in carriera lui. Un incidente li farà incontrare e dopo una (poco credibile) amicizia, innamorare. Due mondi diversi, entrambi contro il loro amore ma la sincerità dei loro sentimenti saprà far ricredere anche i più scettici. Tra i film adolescenziali un vero e proprio cult.

Scusa ma ti voglio sposare

La nostra top 10 dei film adolescenziali si chiude con Scusa ma ti voglio sposare diretto nel 2010 da Federico Moccia e tratto dal suo omonimo romanzo sequel di Scusa ma ti chiamo amore. I protagonisti sono ancora loro: Alex e Niki, che ormai hanno consolidato il loro amore im-possibile, e dopo una romantica convivenza in un faro decidono di andare a vivere insieme. Tanti cambiamenti, non solo nelle loro vite ma anche in quelle degli amici dei due protagonisti. Progetti di vita e nuovi inizi, come quello di Niki all’Università. Gelosie, incomprensioni, le incertezze per il futuro e un po’ di sano divertimento ibizenco porteranno i nostri protagonisti più lontano di quello che avrebbero creduto.

Cecilia Gaudenzi