cantina poggio cavallo
20 Giugno 2019   •   Marcella Scialla

Cantina Poggio Cavallo: intervista a Pierfederico Tedeschini

«Dopo aver partecipato alla presentazione del tanto atteso Malbec Umbria IGT in purezza, Snap Italy ha intervistato Pierfederico Tedeschini, fondatore della Cantina Poggio Cavallo, per scoprire e conoscere di più…e non solo sulla sua ultima ambiziosa creazione»

A distanza di un  paio di mesi dal nostro primo incontro con la Cantina Poggio Cavallo, abbiamo avuto il piacere di approfondire la conoscenza con il suo fondatore Piefederico Tedeschini: giovane, ambizioso e audace vignaiolo orvietano al quale spetta il merito di aver vinificato il primo Malbec Made in Italy. Ma di questo vi avevamo già parlato…

Stavolta, nella nostra chiacchierata con Pierfederico, abbiamo voluto approfondire alcuni aspetti trapelati durante la serata organizzata in occasione della presentazione del Malbec che ci avevano incuriosito, e non poco! Dalla peculiare struttura della cantina stessa, passando per la particolarità della veste del prodotto e tanto altro ancora, ecco tutto quello che ci siamo raccontati!

Parliamo un po’ della cantina Poggio Cavallo. In che zona si trova esattamente, quando e come nasce? 

La cantina inizia la sua costruzione nel 2007 e arriva alla sua prima vinificazione nel 2013. La cantina Poggio Cavallo è situata nel cuore dell’Orvieto classico, in località Canale, adagiata su un dolce declivio che guarda il duomo, sostenuta da terrazzi vulcanici nei cui sottosuoli si diramava un antico cimitero etrusco. Queste sono le memorie di una civiltà che già aveva capito la chiara vocazione enoica del terroir di Orvieto. Nel rigoroso rispetto dell’ambiente, la nostra cantina, di moderna concezione è destinata ad una qualificata produzione enologica.

Anche dal punto di vista architettonico, la cantina Poggio Cavallo ha delle peculiarità. Com’è strutturata? È possibile visitarla?

La cantina, insieme a quella disegnata da Giò Pomodoro nel perugino, risulta l’unica ad impatto ambientale zero in Umbria. A tal proposito è stata costruita sotto terra, incastrata dentro una piccola collinetta poi richiusa. Storicamente questa zona era una zona di presidio Etrusco e, nel costruire, sono stati rinvenuti dei cunicoli archeologici, attualmente calpestabili e visitabili con semplice preavviso.

Prima di parlare della qualità dei vini, soffermiamoci un attimo sulla loro veste. Ogni bottiglia riporta una particolare etichetta. Ce ne parli?

Sempre rivolgendoci alla storia etrusca, prendendo spunto dalle oggettistiche di quell’epoca qui rinvenute e esposte al museo etrusco nella bacheca Poggio Cavallo, nome storico della zona, abbiamo riadattato graficamente delle simbologie riportate su tali oggetti per avere dei simboli riportati sulle etichette.

La produzione enoica orvietana è composta principalmente da bianchi. Voi avete deciso di differenziarvi in questo senso, producendo un’ampia gamma di rossi. A cosa è dovuta questa scelta?

Sempre stimando e rispettando la tradizione enologica orvietana, dovendo però notare una sua inflazionata produzione, abbiamo cercato di distinguerci proponendo prodotti diversi e innovativi.

Di recente la cantina ha presentato la sua ultima e ambiziosa creazione: il Malbec Umbria IGT in purezza. Cosa ci racconti su questo vino? Parlaci anche del perché hai deciso di imbatterti in questa sfida.

Al momento dell’impiantare i vigneti, sempre rimanendo dell’idea di voler proporre qualcosa di innovativo, facendo appoggio su una nota casa fornitrice di barbatelle francese, abbiamo piantato (tra le tante particolarità) questo vitigno, visto impossibile dalle scienze agronomiche italiane per il suolo italiano. Parlando con i nostri consulenti enologici dello studio Chioccia, abbiamo deciso di provare un imbottigliamento del Malbec in purezza, scoprendo poi un prodotto di eccellente qualità, nonostante gli screditi del popolo vignaiolo.

Il Cabernet Franc Poggio Cavallo è stato premiato come il migliore d’Italia da Luca Maroni, ma non è l’unico della vostra produzione ad aver ricevuto un importante riconoscimento. Quali sono gli altri?

Più volte Luca Maroni ha giudicato più che bene tutti i nostri prodotti. Al suo fianco, il Merano Wine Festival ha sempre consegnato negli ultimi anni un Merano Wine Award al nostro Cabernet Franc, giudicato il migliore tra i Cabernet Franc italiani.

Marcella Scialla