albergo etico
25 ottobre 2018   •   Anita Atzori

Albergo Etico, l’hotel che assume solo personale con la Sindrome di Down

«Si chiama Albergo Etico ma in realtà è molto di più. Un luogo magico dove passare un week end all’insegna dell’uguaglianza e della condivisione»

Spesse volte mi capita di pensare seriamente cosa possano simboleggiare i miei articoli su su Snap Italy, perché in fondo non è poi così facile arrivare alla gente quando decidi di portare in piazza temi ancora scottanti o semplicemente dalla lettura più profonda. Il mordi e fuggi che il giornalismo italiano sta vivendo in questa contemporaneità sempre più dedita alla corsa e alla notizia sintetica porta spesse volte ad una revisione dei contenuti superficiale e scarna di sentimenti. Ecco io oggi vorrei fare l’opposto, ed anzi vorrei soffermarmi su una notizia già comparsa parecchie volte sul web e quasi mai considerata importante tanto quanto un cambio di governo. Eppure qui non c’entra la politica, non c’entrano i soldi e nemmeno gli scontri al Grande Fratello Vip. Qui si parla di vita. Si parla di tutto ciò che arriva al cuore senza nessun minimo sforzo. La scelta di dedicare un intero articolo al mondo dell’Albergo Etico nasce dal fatto che mai come ora riesco a comprendere la necessità di veicolare messaggi di crescita e formazione sul piano emotivo e lavorativo di cui l’Italia colleziona ancora numerose lacune. Da un’esperienza nata nel 2006 col progetto Download prende vita uno degli esempi più rappresentativi nel mondo della diversità sociale. Progetto che per la sua genialità si è poi riprodotto in Spagna, Argentina, Australia, Slovacchia e Norvegia.

La casa storica di Asti

A fare da cornice a questo splendido progetto è la bellissima città di Asti, dove è stato possibile creare il primo esempio di Albergo Etico, nato prima come idea innovativa e sperimentale e solo oggi diventato una cooperativa a tutti gli effetti. Un processo questo che si dirama in due rami per andare a toccare il settore lavorativo con 95 persone coinvolte di cui il 70% ormai stabilmente introdotte con un contratto a tempo indeterminato. E dall’altra tutta quella parte di formazione ed inserimento che prevede un contatto diretto col mondo delle disabilità in tutte le sue forme. Pensare ad un albergo interamente o quasi portato avanti da personale con la Sindrome di Down non è solo un grande passo avanti nei confronti del pregiudizio sociale ma anche la prova concreta di come l’autonomia possa essere una costante vitale per tutti coloro che la ricercano da tempo con supporti e adeguate coperture economiche. Alex Toselli, presidente della Cooperativa Sociale, in tutto questo ci ha visto veramente lungo, e sicuramente grazie anche alla sua lunga carriera in ambito finanziario ed alberghiero, ha saputo vedere più di altri le potenzialità di un settore ancora sconosciuto. Ed io se penso a tutto questo non posso che gioire.

La nuova casa a Roma

Oltre all’albergo etico di Asti c’è poi stata una seconda nascita, ovvero la struttura di Roma, precisamente nel quartiere Flaminio per opera dell’imprenditore Antonio Pelosi. Un rudere d’epoca di proprietà della chiesa, ristrutturato e rimesso a nuovo senza modificare la sua naturale bellezza di un tempo. Una seconda vittoria questa, se pensate che non sempre è facile riprodurre idee di questo tipo. Un hotel che si rivolge ad una clientela nazionale ed internazionale promuovendo concetti come Social Responsability ed questioni di carattere etico e valoriale. Antonio Pelosi poi nonostante le vittorie sa quanto è dura la vita, e sopratutto sa quanto sia difficile lottare con le disabilità. A causa di un pesante incidente per un lungo tempo si è trovato ad affrontare periodi difficili dove la disabilità ha pesato non solo sul suo stato d’animo, ma anche e sopratutto sulla fase coscienza e comprensione di un fenomeno che poi non sempre è facile concepire se non lo si prova.

«Circa dieci anni fa ho avuto un incidente in moto e dopo una lunga riabilitazione, che mi ha permesso di avere esperienza diretta della disabilità, mi sono ulteriormente sensibilizzato a questo tema. Nella mia vita ho sempre fatto volontariato, ma dopo l’incidente ho avuto l’impulso e il desiderio di realizzare qualcosa in più per gli altri»
(Fonte intervista www.vita.it )

Entrambi gli alberghi sono stati arredati con gusto ed eleganza, senza mettere in secondo piano o dimenticare alcun dettaglio. Camere ampie e sofisticate, una vasta offerta ristorativa e delle sale bar create ad hoc per aperitivi e brunch in totale relax. Altro asso nella manica la predilizione per i prodotti a km zero e le ricette tipiche del posto. A tal proposito mi viene in mente il Ristorante Tacabanda, adiacente alla centralissima Piazza San Secondo di Asti, nonché un’altro esempio di turismo etico studiato ad hoc per sfruttare tutti i ragazzi affetti da disabilità e garantirgli una condizione lavorativa stabile. Il livello di professionalità e l’innovazione costante fanno di questa realtà un settore leader nel campo sociale ed alberghiero. E adesso che vi ho raccontato tutto questo l’unica cosa che vi resta da fare è conoscere per davvero queste splendide persone; prenotare un soggiorno a Roma, gustare deliziose prelibatezze al Tacabanda e passeggiare tra le viuzze di Asti con un magnifico week end all’Albergo Etico più bello di sempre. Inutile dilungarmi, scrivere poemi o narrare tutto il resto, queste esperienze si vivono. E credetemi niente è più bello che vedere il mondo con occhi diversi.

Anita Atzori