Facebook Specialist: la nostra intervista a Veronica Gentili

1 agosto 2017 • Business & Startup • Di: • Visto: 568

«Dopo il web writer, insieme a Veronica Gentili, vi portiamo alla scoperta del Facebook Specialist, continuando il nostro viaggio attorno alle nuove professioni digitali,»

Continua il nostro viaggio alla scoperta di quelli che sono i nuovi lavori digitali (clicca qui se ti sei perso l’ultima puntata). Del resto il futuro si prospetta sempre più digital e, pertanto, vogliamo farvi scoprire tutte quelle che sono le nuove professioni più richieste, come, ad esempio, il Facebook Specialist . Oggi, infatti, assieme a Veronica Gentili, analizzeremo insieme questa nuova ed affascinante professione. D’altra parte, oggi come oggi, il social network creato da Mark Zuckerberg è lo strumento più utilizzato da tutti noi, vantando un utilizzo altissimo anche nel mondo del marketing.

Perciò ecco le nostre domande, per capire di cosa si tratta e cosa fa nello specifico questa figura.
Facebook Specialist
1) Veronica, potresti parlarci della tua professione di Facebook specialist?
In pratica mi occupo di aiutare le aziende ed i professionisti a rendere Facebook una concreta risorsa di business, in base agli obiettivi specifici che hanno; in particolare creo strategie mirate per la gestione delle pagine, formo i social media manager che le gestiscono e, soprattutto, faccio consulenza, formazione e gestione nell’ambito del Facebook Advertising, specializzazione sempre più richiesta.
2) Qual è stato il percorso che ti ha portato sino a diventare, tra le altre. una Facebook Specialist ?
Mi è sempre piaciuta tantissimo la Rete, specialmente i social network, fin da adolescente; essendo anche affascinata dal marketing e dalla comunicazione è stata un’evoluzione naturale per me mettere insieme queste due passioni e farne un lavoro.
3) Quali potrebbero essere gli sviluppi di questa nuova interazione tra Facebook e il mondo del marketing?
Sicuramente Facebook sta diventando sempre più importante nelle strategie delle aziende, grandi e piccole, per cui è facile presupporre che sempre maggiori investimenti lato marketing verranno allocati qui; oltretutto, il social network blu non mostra segni di cedimento (sono appena stati annunciati i 2 miliardi di utenti attivi mensili), per cui c’è ogni giorno maggiore attenzione in ambito marketing e comunicazione verso questo ambiente che offre tantissimi strumenti sia per chi vuole farsi conoscere, sia per chi vuole coinvolgere i potenziali clienti, che acquisire contatti o vendere.
4) Come vengono percepite, secondo te, queste nuove professioni digitali come, appunto, il Facebook Specialist ?
Dipende.
Vedo che in alcuni settori e ad alcuni “livelli” si inizia ad avere una buona consapevolezza di quanto siano indispensabili in qualsiasi tipologia di azienda degli specialisti digital e viene riconosciuto loro il rispetto (e lo stipendio) che meritano; in altri casi, siamo ancora al “prendiamo il giovane stagista che sa usare il computer e facciamogli gestire Facebook, andrà benone”; insomma, ancora non c’è un’idea chiara e diffusa di cosa rappresentino le professioni del digital (se dici “SEO Specialist” non è difficile che ti chiedano se ripari anche i computer), di quanto siano importanti e specialistiche (“se ho studiato marketing va bene lo stesso, no?”), ma soprattutto di quanto sia necessaria ogni singola specializzazione, perché ad oggi non basta “saperne un po’ di tutto”. Il Social Media Marketing, la SEO, le Digital PR etc., necessitano di uno studio costante e specializzazione a sé, che assume (o si spaccia per) un tuttologo rischia davvero dei grossi danni.
5) Quale potrebbe essere il futuro del digitale in Italia? È in atto quella che in molti definiscono la rivoluzione digitale o siamo ancora lontani?
Credo che si stia muovendo qualcosa, ma ancora in Italia siamo lontani da quella che può essere definita “una rivoluzione digitale”; in molte aziende, anche e soprattutto grandi, purtroppo hanno molta difficoltà a capire le dinamiche del web, soprattutto se i ruoli dirigenziali sono occupati da persone di età avanzata, restie al cambiamento e alla formazione continua; probabilmente una delle prime cose che andrebbe spinta e sulla quale io mi impegno ogni giorno è la vera e propria divulgazione di una cultura digitale che niente ha a che vedere con il comprendere l’utilizzo degli specifici strumenti, quanto nel capire le logiche della Rete, i meccanismi, i linguaggi e soprattutto le opportunità che offre.
Ecco, se riusciamo a sensibilizzare meglio e di più imprenditori e manager su queste tematiche, sono certa che potremo vedere un futuro digital “roseo”.
Serena Marigliano

 

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