Visitare Urbino
13 settembre 2018   •   Argia Renda

Urbino, un giorno indimenticabile nella città a forma di palazzo

«Visitare Urbino in un solo giorno è possibile, potrete percorrere le strade insieme a Raffaello Sanzio e a Piero della Francesca, aprendo la vostro mente al Rinascimento.»

Oggi cerchiamo di scoprire insieme come visitare Urbino (sito istituzionale) in una sola giornata. Partiamo con il dire che la città è capoluogo insieme a Pesaro delle Marche e che è stata uno dei centri fondamentali del Rinascimento Italiano, tanto che nel 1998 il suo centro storico è diventato Patrimonio dell’Umanità per volere dell’UNESCO. Di conseguenza, visitare Urbino è anche sapere che il suo nome, di derivazione latina, significa letteralmente “manico dell’aratro”; e infine vi dico anche che la sua nascita è stata possibile grazie al Duca Federico di Montefeltro, che avvalendosi di famosi artisti del tempo, ha realizzato una città quasi perfetta.

Prima tappa: un po’ di storia

Come prima tappa per visitare Urbino vi consiglio il Palazzo Ducale, posizionato accanto alla Cattedrale è oggi la sede della Galleria Nazionale delle Marche, all’interno si possono ammirare opere di Raffaello e Piero delle Francesca. Le origini del palazzo risalgono a quando il Conte Antonio da Montefeltro, nonno di Federico, decise di stabilirsi di fronte al Duomo; fu suo figlio Guidantonio a far approntare un palazzetto il cui il lato lungo corrispondeva sommariamente alla facciata lunga su Piazza Rinascimento. Di particolare interesse è lo Studiolo di Federico, al cui interno ancora oggi sono conservate alcune tarsie lignee risalenti al Rinascimento.

Proseguendo il vostro viaggio, Visitare Urbino vuol dire non perdersi il Duomo, Chiesa principale della città, ricostruita dopo la demolizione a gusto neoclassico, è dedicata a Santa Maria Assunta, diventata basilica minore nel 1950 per volere del Papa. Una curiosità: l’organo all’interno della struttura rimase sempre incerto nel funzionamento e ridotto in condizioni di totale abbandono per molti anni, fino alla totale ricostruzione in modalità elettrica dal maestro organaro Alessandro Girotto. Infine vi segnalo anche che la parte più interessante della Chiesa sono le Grotte che negli anni hanno anche ospitato una Confraternita e nel periodo della Seconda Guerra Mondiale sono servite come protezione dalle bombe e per proteggere le cose preziose dai Tedeschi.

Seconda tappa: la vena artistica

Per tutti gli amanti dell’arte e anche per i più curiosi, non potete visitare Urbino senza arrivare fino alla Casa Santi o Casa natale di Raffaello. Proprio così: il celebre artista nacque proprio in questa casa, che prende il nome da Giovanni Santi, padre del pittore. Ma vi dico di più: al primo piano della casa, tra tutte la stanze da letto, spicca una Madonna col bambino attribuita al giovanissimo Raffaello, che inizierebbe la sua famosa serie di Madonne; al secondo piano, invece, aveva sede l’Accademia, che conserva oggi in altro luogo una biblioteca di manoscritti ed edizioni rare.

Ancora: visitare Urbino è anche fare una capatina alla Fortezza o Rocca Albornóz, una costruzione fortificata edificata sul punto più alto del Monte di S. Sergio a Urbino. Il nome lo si deve al cardinale Albornóz, a cui tradizionalmente viene attribuita la costruzione, anche se alcuni studi propenderebbero per attribuire la sua edificazione al suo successore, il cardinale spagnolo Grimoard. Oggi la Fortezza ospita al suo interno il Museo Bella Gerit, caratterizzato da una parte dedicata ai ritrovamenti archeologici ed un’altra riservata, invece, alla storia dell’equipaggiamento da guerra in uso tra il 1300 e il 1500. Non solo: agli sportivi e non è bene ricordare che lo spazio antistante è un parco pubblico che, grazie alla sua posizione elevata, permette di usufruire di una vista panoramica privilegiata e di tutto rispetto.

Terza tappa: cibo e musica

Per concludere questa breve giornata passata a visitare Urbino anche se solo virtualmente, vi faccio venire un po’ di fame citandovi alcuni dei piatti tipici del luogo, come il prosciutto di Carpegna e il pecorino di Fossa, apprezzato anche dallo stesso Michelangelo. Non dimenticate, infine, il salame di Montefeltro e la crescia, una piadina tipica della città.

Sapete, infine, perché vale la pena vistare Urbino? Ma perché è sede da più di 40 anni del Festival Internazionale di Musica Antica, che raccoglie ogni estate appassionati da tutto il mondo. Inoltre, nel 2014, presso il Teatro cittadino è stato girato il video della canzone Trattengo il fiato di Emma. Di certo un motivo in più pre visitare Urbino fino in fondo.

Argia Renda