Valentina Rocket Queen
30 marzo 2018   •   Anita Atzori

Valentina Rocket Queen: «Vorrei imparare a fare i taralli a forma di teschio»

«Valentina Rocket Queen non è solo bella, ma anche brava. Sembra misteriosa ma è un libro aperto. Conoscete insieme a noi la lady of metal più amata d’Italia»

Per molti è solo una metallara, per altri una alt-model di successo. Sì, perché Valentina Rocket Queen (profilo FB) oltre ad avere degli occhi che catturano l’obbiettivo, ha quel non so che di particolare che ti fa dire “Ma lei non è come tutte le altre”. Di origini pugliesi, ma ormai residente a Milano da tantissimi anni, quello che colpisce di lei è lo stile inaudito misto ad una grinta che difficilmente si trova dietro l’angolo. È l’unica rappresentante italiana di Ladies of Metal, comunità virtuale nata in America da Kait Miller e Ash Jones, che promuove la musica metal attraverso un connubio davvero particolare: band metal e ragazze amanti del genere.

La maggior parte di loro non sono solo belle ragazze, ma vere e proprie guru del metallo, dedite alle borchie, alla “musica forte” e a tutto ciò che rende questa filosofia di vita autoritaria, autonoma e unica nel settore. Hanno fascino, mistero e personalità fuori dagli schemi, se si dovessero sposare probabilmente il loro velo sarebbe tappezzato di borchie, e la fede non potrebbe che essere a forma di teschio. Eppure oltre a questo sono anche tremendamente femminili, sanno cos’è la sensualità, ma la presentano a modo loro; amano l’indipendenza e mai e poi mai potrebbero stare dietro l’uomo: o davanti o niente. Tra di loro Valentina Rocket Queen spicca, e non solo per la bellezza, ma anche per il suo carattere, per il suo lavoro e per la sua vita. Così, noi di Snap Italy abbiamo avuto il piacere di conoscerla per capire cosa si nasconda dietro la lady of metal più amata d’Italia.

Valentina Rocket Queen, origini pugliesi ma ormai stabilmente residente a Milano. Quanto c’è della Puglia nel tuo animo metal? 
Quest’anno sono venti anni che vivo a Milano. Diciamo che mi sono formata qui. Della Puglia mi mancano soprattutto il sole, le lunghissime estati al mare e il cibo, oltre che, ovviamente, la mia famiglia che vive ancora lì. Della mia adolescenza a Brindisi ricordo soprattutto le chiacchierate con gli amici con cui condividevo la stessa passione e le tantissime cassette che ci scambiavamo e che auto-producevamo, in un’epoca pre-internet in cui era sempre difficile reperire novità e nuove uscite. A casa, i miei, onestamente credevano fosse un’infatuazione passeggera, magari legata all’età. Anche se, ho iniziato ad ascoltare musica fin da molto piccola, e l’ho fatto con i dischi di mia madre di Beatles e The Rolling Stones, per cui l’educazione all’ascolto almeno di un certo tipo di rock arriva sicuramente da lì. Comunque, adesso che mi ci fai pensare, per legare le due identità potrei imparare a fare i taralli a forma di teschio! (Ride, ndr)

Perché Valentina Rocket Queen ha scelto il metal e non un altro genere musicale?
Questa è una bella domanda! Come accennavo ho iniziato ad avvicinarmi al genere che ero davvero bambina, forse alla fine della quinta elementare, quindi nel 1990 circa. Ricordo che i primi dischi di cui mi sono invaghita erano dei Manowar, Iron Maiden, Metallica e poi i Guns n’ Roses. Forse, agli inizi, era un mio modo per differenziarmi rispetto a quello che ascoltavano i più, poi, semplicemente è nata una passione che ho coltivato. Il metal, tuttavia, è un contenitore di generi, più che un genere in sé, ce n’è davvero per tutti i gusti. Dal melodic al grind. Inoltre, personalmente, ascolto anche altro: tanto gothic rock, un po’ di elettronica, grunge, ho ascoltato tanto indie soprattutto nella seconda metà degli anni Novanta e ho una mania per il pop/rock anni Ottanta.

Valentina Rocket Queen è l’unica italiana a far parte delle Ladies of Metal. Quando e perché hai deciso di far parte della community metal femminile più famosa al mondo?
In verità, da un paio d’anni si è unita a noi anche un’altra ragazza italiana, potete cercarla come Grey Fawn, vale davvero la pena andare a dare un’occhiata al suo profilo. Sono entrata a fare parte delle Ladies Of Metal nel 2014. Ho scoperto questa agenzia per caso, tramite le loro pagine social, e semplicemente ho subito pensato che rappresentava il mio mondo e che volevo farne parte. Candidarmi per unirmi a loro è stata sicuramente una mossa vincente, non solo in termini di opportunità di lavoro, ma soprattutto per aver avuto l’occasione di conoscere ragazze da tutto il mondo con cui condivido molto e che negli anni sono diventate amiche.

Ormai è nota la tua collaborazione nel mondo della moda come alternative model. Cosa adori di questo mestiere?
Il fatto di poter essere me stessa, pur interpretando un personaggio. Ovviamente, davanti a una fotocamera o una telecamera alcuni tratti devono in qualche modo essere esasperati, tuttavia sono sempre riuscita a mettere in scena quella che poi in realtà sono io. Cerco sempre di mantenere la mia spontaneità e negli anni, almeno per quanto mi riguarda, è stata una scelta che mi ha premiata. Adoro collaborare con le persone con cui ormai sento di aver costruito un team e con cui anche sul set tutto avviene in maniera naturale e anche divertente.

Cosa c’è nell’armadio di Valentina Rocket Queen?
Una valanga di magliette di ogni tipo di band. Adoro andare ai concerti e comprare sempre qualcosa, specie se si tratta di band minori o più di nicchia. Credo che la scena perché rimanga viva debba sempre essere supportata e comprare il merch è fondamentale. Quindi il mio armadio è un tripudio di t-shirt, cappellini, pantaloncini e finanche intimo con i loghi dei gruppi più disparati!

Ti aspettavi questo successo? Come separi la tua vita privata da quella pubblica?
Onestamente, no! È iniziato tutto un po’ per caso e ho sempre preso quello che è arrivato senza poi crearmi troppe aspettative per ciò che sarebbe capitato poi. Condivido poco della mia vita privata sui social, a parte le foto dei miei amatissimi cani. In verità, ci sono giorni in cui stacco tutto e mi godo semplicemente la mia routine quotidiana, fatta di affetti, vari impegni, scadenze lavorative, letture e ancora tanta musica.

Chi ha trasmesso a Valentina Rocket Queen l’amore per la musica metal?
Non saprei identificare una persona in particolare. Gli inizi risalgono a quando conoscevo dei ragazzini che suonavano in un garage nella mia città e ascoltavano soprattutto gli Iron Maiden. A 13 anni ho anche preso un po’ di lezioni di batteria, anche se subito dopo ho scoperto che, decisamente, non era uno strumento per me. Maledetta, assenza di coordinazione (ride, ndr)! In ogni caso, onestamente, è sempre stata una ricerca e un approfondimento fatto abbastanza in solitaria, fino a quando non ho conosciuto quello che poi sarebbe diventato mio marito, con cui ho sempre condiviso la passione, sebbene molto spesso gli ascolti possano non coincidere.

Non solo modella, ma anche esperta di comunicazione. Cos’altro prevede il futuro professionale di Valentina Rocket Queen?
Ah, ho smesso di pormi domande! Sono laureata in Relazioni Pubbliche e per anni ho lavorato da dipendente come addetta ufficio stampa soprattutto nel settore moda. Continuo ancora a fare consulenza come free lance, anche se nel tempo sono diventata meno settoriale e ho spaziato in altri campi. Sicuramente, nel mio futuro porterò avanti questa mia principale attività. Poi, se è come già capitato, dovessero presentarsi altre opportunità nei tempi e nei momenti giusti, sicuramente valuterò se coglierle o meno.

Sappiamo della tua scelta di essere vegana. Molti pensano a questo stile di vita come una moda, cosa ti senti di rispondere?
In verità sono vegetariana, non vegana, anche se a casa mia opto per una dieta anche priva di derivati e quando ce n’è la possibilità scelgo vegan. Personalmente, ho sempre vissuto questa scelta, che ormai ho fatto dieci anni fa, come qualcosa di molto personale, che viene da dentro e che non ha necessità di essere spiegata agli altri. Non ho mai cercato di convincere nessuno della bontà di questa decisione, per quanto mi riguarda è legata a valori etici, insomma ritengo che vada fatta se è davvero qualcosa che senti necessario per il tuo benessere fisico e psichico. In ogni caso, più che una moda, penso solo che negli ultimi anni sia semplicemente emersa più consapevolezza e ci siano più modi per informarsi a riguardo e non parlo dei link che girano sui social. Se poi qualcuno sceglie di diventare vegano, perché ritiene che sia un modo per stare al passo con i tempi o perché la ritiene una moda che “fa figo” o solo una cosa da provare, perché no? Male non fa ed è meno peggio delle spalline maxi negli anni Ottanta o dei ciuccetti appesi ovunque negli anni Novanta!

Hai molti tatuaggi. Quanto è difficile emergere nel mondo della moda quando i canoni estetici prediligono la bellezza formato acqua e sapone?
Credo che negli ultimi anni anche la moda, intesa come quella fatta dalle grandi firme, osservi sempre di più le cosiddette “sub-culture”. Si sono visti di recente modelli o modelle tatuate anche sulle grandi passerelle, quindi, sicuramente, qualcosa si sta muovendo. Tuttavia, se si punta a una carriera nel settore è ancora preferibile un aspetto meno sofisticato. Faber est suae quisque fortunae, per dirla con una citazione latina, ovvero ognuno è artefice del proprio destino. Pertanto, se si fanno delle scelte, specie quelle permanenti, si deve sempre valutare eventuali opportunità, ma anche le cose che poi ti potrebbero essere precluse.

Anita Atzori