28 Marzo 2019   •   Viviana Gaudino

Rugby femminile: orgoglio (inter)nazionale

«Forse non tutti sanno che l’Italia vanta anche una nazionale di Rugby femminile, capace negli anni passati di portare a termine diverse imprese di cui andare orgogliosi… Scopriamo quali sono!»

Il rugby è uno sport incredibile; chi lo pratica impegna tutto se stesso in una disciplina complessa, ma anche, senza alcun dubbio, gratificante. In Italia possiamo solo che andare fieri dei risultati e degli obiettivi raggiunti dalle nostre nazionali; ultimamente, infatti, la Nazionale di rugby femminile si è cimentata in alcune sfide decisamente avvincenti sulle quali vale la pena spendere qualche parola.

Il rugby femminile: le origini

Il rugby femminile affonda le proprie radici in un secolo lontano, precisamente in un lasso di tempo che oscilla tra il 1884 e il 1887; siamo in Irlanda e, per la prima volta, a calcare l’erba di un campo da rugby sono le donne. Alcune delle primissime testimonianze, quindi, provengono da Irlanda e Regno Unito, ma negli anni novanta dell’Ottocento sono delle figurine sportive francesi a darci prova di un movimento in espansione; pare infatti che alcune di queste figurine rappresentassero proprio delle giocatrici insieme ai propri colleghi uomini. Dobbiamo fare un salto in avanti di quasi vent’anni per vedere darsi battaglia ufficialmente due squadre interamente al femminile: durante la Prima guerra mondiale a Cardiff, in occasione di un evento che vedeva protagonisti gli sport praticati anche dalle donne, si tenne la sfida tra Cardiff Ladies e Newport Ladies. Il primo vero torneo internazionale prese vita agli inizi degli anni novanta del Novecento: il Rugby Fest, in Nuova Zelanda. In terra nostrana il rugby femminile ha mosso i primi passi  dal 1991, quando la nazionale è entrata a far parte ufficialmente della Federazione Italiana Rugby e dal 2007 partecipa al Sei Nazioni.

La Nazionale Italiana femminile oggi

La Nazionale italiana dal 2007 entra a far parte del Sei Nazioni, collezionando una serie di successi e ottimi traguardi, fino al giorno d’oggi. Ma andiamo per gradi. Le prime vere soddisfazioni arrivano nel 2010, quando l’Italia inizia a ottenere buoni risultati e a mettere paura alle squadre avversarie: due risultati utili contro Scozia e Galles. Passo dopo passo, la nazionale cresce sempre di più; nel 2011 due vittorie, nel 2012 seguono vittorie autorevoli, contro Francia e Scozia. Gli anni passano e la Nazionale di Rugby femminile italiana diventa un’avversaria sempre più temibile: nel 2015 l’Italia si qualifica alla Coppa del Mondo di rugby femminile tenutasi nel 2017, dopo aver ottenuto vittorie prestigiose e di rilievo: Scozia, Francia e Galles, diventano così le vittime preferite della nostra Nazionale. Il 2017 è un anno particolare: si apre con una siccità inattesa in termini di risultati, zero vittorie nelle prime sfide del Mondiale; l’Italia arriva in semifinale per i posizionamenti tra il nono e il dodicesimo. Dopo un inizio in sordina, le italiane ribaltano la situazione e realizzano il miglior piazzamento mondiale mai ottenuto.

Squadra Italiana Rugby Femminile

Il 2019

Veniamo a oggi: il 2019 si è aperto con una vittoria schiacciante contro la Scozia a Glasgow, una vittoria non adatta ai deboli di cuore contro l’Irlanda e, in ultimo, contro il Galles. La gara che però ci rende sempre e ancora più orgogliosi si è disputata a Dublino, lo scorso 18 marzo: per la prima volta le italiane sono al secondo posto nella classifica Women’s Six Nations, guadagnando, inoltre, un posto nel World Rugby Women’s Rankings. La squadra guidata da Andrea Di Giandomenico arriva così al sesto posto della classifica complessiva, superando la Francia, guadagnando terreno e avvicinandosi sempre più alle Black Ferns e all’Inghilterra.

Le nostre rugbiste: mentalità, perseveranza e forza… qualcosa di cui andare fieri, davvero! Il Made in Italy che ci rende orgogliosi.

Viviana Gaudino