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24 Agosto 2021   •   Marcella Scialla

Ricci Hotels: dove la gastronomia romagnola fa tendenza

«Ricci Hotels di Cesenatico si ispirano alla cultura locale e al ricettario di Artusi per preparare menu à la carte con prodotti del territorio.»

In Romagna la tradizione gastronomica emerge nella ristorazione alberghiera, divenendo scintilla ed ispirazione per creare una cucina ricercata, che trae linfa dalla storia per rinnovarsi e fare tendenza. Nei Ricci Hotels, Family Resort e Bike Hotel di Cesenatico (FC), cittadina dall’identità marinara e terra della Dolce Vita, è il territorio con i suoi prodotti di stagione che crescono nelle campagne e sulle colline romagnole e i frutti del mare che si può ammirare dagli alberghi, con le tradizioni tramandate secondo la cultura locale, a dare origine ai piatti dei ristoranti, espressione di una cucina all’avanguardia che torna al passato per guardare al futuro. I menu sono à la carte, distinguendosi dalla classica ristorazione alberghiera. Il pesce è sempre fresco, i prodotti sono scelti dai campi che disegnano l’entroterra romagnolo e nel Podere La Fattoria di Canonica (RN), un cascinale di fine ’800 dove si produce olio, vino e miele.

La pasta è fatta in casa, come una volta, molte cotture sono a bassa temperatura, per garantire la salubrità e la qualità dei cibi. Inoltre, c’è una grande attenzione ai “menu speciali”, ideali per gusto ed equilibrio nutrizionale per i bambini o dedicati alle delizie vegetariane, e quelli a base di ricette senza glutine e lattosio. Una cucina che si fa esperienza, quando gli Chef dei Ricci Hotels diventano maestri di piadina, iconico e fantasioso simbolo della cucina romagnola e prodotto IGP tipico della tradizione locale, insegnando ai bambini a mettere le mani in pasta e divertirsi in saporite preparazioni, mescolando farina di frumento, strutto, sale, acqua, agenti lievitanti e olio extravergine d’oliva, secondo la ricetta originale.

I Ricci Hotels portano la Romagna in cucina, proponendo ricette identitarie presentate in tavola da una brigata che sa accogliere e raccontare. Abilità dei cuochi, tecnologia culinaria e qualità delle materie prime sono i principi che fanno la differenza tra i fornelli, uniti alla riscoperta del gastronomo Pellegrino Artusi, autore del famoso ricettario La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene del 1891. Dal suo manuale lo Chef Thomas Spinelli, romagnolo doc di 51 anni di cui 16 nei Ricci Hotels ed ideatore di gelati dai gusti insoliti, ha tratto la ricetta della tipica ciambella romagnola per farne uno squisito Semifreddo alla ciambella di Romagna.

La ricetta del Semifreddo alla ciambella di Romagna dello Chef Thomas Spinelli

Per preparare la ciambella romagnola Artusi indica di procurarsi: 500 grammi di farina, 180 grammi di zucchero, 90 di burro, 2 uova, la buccia di limone o anici o pezzettini di cedro candito, 15 grammi di cremor di tartaro, 5 grammi di bicarbonato di sodio, latte quanto basta. Sul tagliere bisogna fare un buco nella farina, unire il burro sciolto, le uova leggermente sbattute, lo zucchero e mescolare con un po’ di latte, per poi aggiungere il lievito e gli aromi, formando una pasta solida. Con tale impasto, si fanno due ciambelle nelle teglie col buco, da cuocere per circa venti minuti a calore moderato, in base al formato e allo spessore della ciambella. Una volta pronta la ciambella, lo Chef Thomas Spinelli può creare il suo Semifreddo.

Ingredienti

  • Tuorlo 100 gr
  • Albume 40 gr
  • Zucchero 100 gr
  • Ciambella romagnola 150 gr
  • Uva passa 20 gr
  • Panna semi montata 300 gr
  • Aroma vaniglia 2 gr
  • Anice 15 gr

Procedimento

Ammollare l’uva passa in acqua tiepida per circa mezz’ora. Montare i tuorli, l’albume, lo zucchero e l’anice fino ad ottenere uno zabaione bianco e spumoso. Incorporare la ciambella sbriciolata finemente e l’uva passa strizzata. E poi unire la panna, lavorando il composto con delicatezza dal basso verso l’alto. A questo punto, si possono formare i semifreddi. Buon appetito.