19 Gennaio 2017   •   Argia Renda

Puglia da scoprire: 5 curiosità tra storia e leggenda

«Storie e leggende  accompagnano ogni chilometro del tacco d’Italia. Oggi vi sveliamo cinque curiosità su una Puglia da scoprire.»

Puglia da scoprire, forse apparentemente non sono così chiari i motivi, in realtà questa regione è nota per tante caratteristiche mozzafiato: maestose cattedrali, borghi tanto belli da apparire surreali, come Ostuni e Martina Franca solo per fare velocemente due nomi e poi ancora i trulli, gli scenari meravigliosi degli ulivi secolari e del faro al capo di Leuca, le albe di Otranto e i riti della Settimana Santa di Taranto.

Oggi vogliamo condividere con voi alcune leggende e curiosità della Puglia da scoprire, che ve la faranno vedere sotto una luce diversa.

I misteri di Castel del Monte
Dimora di Puglia da scoprire, in cui Federico II amava soggiornare durante le sue battute di cacci. Fin qui nulla di strano se non fosse che la struttura ottagonale di Castel del Monte e le sue otto torri richiamano il significato che l’ottagono aveva nell’architettura medievale: la figura risultante dall’intersezione tra quadrato e cerchio, simbolo della perfezione umana e divina e pertanto immagine geometrica del Cristo vero uomo e vero Dio.

Il segno 8 disposto in maniera orizzontale che assume il significato di infinito, è anche una figura associata all’acqua ed agli antichi riti di fertilità riconducibili alla Grande Madre, cioè il pianeta Venere che compie il suo ciclo di fasi in otto anni.

Sicuramente esso non fu una fortezza, data la mancanza di fossati o altre strutture pertinenti. Alcuni studiosi pensano che l’edificio fosse la base per particolari pratiche alchemiche, forse per raccogliere in determinati momenti dell’anno dell’acqua molto particolare e pura, ricca di energie ancestrali; altri affermano che il castello fosse un osservatorio astronomico oppure un tempio in cui celebrare particolari riti esoterici. Castel del Monte resta così uno dei luoghi più “misteriosi” della Puglia.

Le “Due Sorelle
Torre dell’orso è tra le località balneari della Puglia da scoprire, preferite dai turisti provenienti da ogni parte d’Italia e che ogni anno scelgono quest’oasi incontaminata per trascorrere le vacanze, conosciuta e rinomata per i suoi 800 metri di spiaggia, per le sue acque pure e cristalline e per la sabbia bianca e finissima.
Ma la curiosità che più caratterizza la storia di Torre dell’ Orso è quella di due scogli molto simili e vicini che la gente del posto chiama ”Le due Sorelle” in quanto sembrano essere nati proprio dal legame di due sorelle disperse in mare. La leggenda narra di due giovani fanciulle che un giorno decisero di sottrarsi alle fatiche della campagna, e che, per cercare refrigerio dal caldo estivo, si recarono sulla scogliera di Torre dell’Orso.

Una delle due ragazze quasi come catturata e ammaliata dalla fresca brezza, dal profumo della salsedine e dallo spettacolo del paesaggio si sporse troppo verso il mare fino a lanciarsi nel vuoto, l’altra sorella rimasta sulla scogliera sentendo le urla si gettò a sua volta in mare nel tentativo di salvarla. Entrambe non riuscendo più a guadagnare la riva, mossero la compassione degli Dei che le tramutarono in roccia. Le urla delle giovani fanciulle furono udite solo da un pescatore, il quale però non vide nulla, tranne che due suggestivi faraglioni che uscivano dall’acqua stringendosi formando quasi un abbraccio.

I Trulli siamesi della discordia
Le origini dei trulli di Puglia, possono risalire al villaggio di Harran, in Turchia. Il paese ha un’età di circa mille anni, che coincide con la presa della Puglia da parte dei bizantini e pare proprio che in quel periodo l’architettura a trullo sia stata tramandata in terra pugliese.

Ad Alberobello, c’è il primo trullo doppio della storia, particolarissima abitazione, che presenta una struttura molto originale e particolare nel suo genere. È un trullo siamese con due ingressi, uno per ogni trullo, che si affacciano su due strade differenti. Dentro vi sono numerosi vani, con un focolare basso senza nessuna finestra, le cui stanze, in precedenza, erano comunicanti grazie ad una porta.

Le origini del trullo con la forma doppia, sono sicuramente da ricercare nelle leggende popolari. Si narra che  due figli ereditarono dal padre l’abitazione, un giorno però tra i due iniziò a crescere un odio a causa di una giovane, la quale, ebbe un atteggiamento ambiguo, promettendo l’amore al maggiore dei figli, pur essendo innamorata del minore. A causa dello scandalo amoroso, i due fratelli, decisero che per continuare la convivenza, divenuta ormai insopportabile, il trullo doveva essere diviso, ed ecco che ciascuno ricevette la sua porzione.

Le Specchie
In questa Puglia da scoprire ecco delle costruzioni simili a delle torri la cui comparsa, secondo alcuni studiosi, risale al Neolitico. Il termine specchia deriva dal latino “speculum” e sta ad indicare un punto di avvistamento. La loro funzione reale è molto incerta e ,secondo alcuni paleontologi, le Specchie rappresenterebbero dei ruderi di antiche e gigantesche abitazioni, simili ai nuraghi sardi e ad ai tanto famosi trulli, per altri sono invece delle costruzioni erette a scopo difensivo dall’uomo primitivo, ma l’ipotesi più reale, sia per struttura che per collocazione, è quella di posto di vedetta per controllare la costa.

Una delle Specchie del Salento che più suscita l’interesse di studiosi e turisti, è la Specchia dei Mori nei pressi di Martano; intorno a questa torre ruotano diverse leggende piene di fascino e mistero. La Specchia dei Mori è chiamata e conosciuta anche come la ”Segla tu demoniu”, perché, secondo la leggenda, nasconderebbe un tesoro formato da una chioccia e dodici pulcini d’oro, ma custodito dal demonio.

Un’altra leggenda narra che dei giganti Mori, antichi abitanti di questi luoghi, un giorno eressero una specchia molto alta, per raggiungere il cielo, ma gli Dei non gradirono questo gesto di sfida e così fecero crollare la torre seppellendo con le pietre tutti coloro che l’avevano costruita e sotto cui vivono da allora.

La storia d’amore del Merletto
In una Puglia da scoprire, la fiandra, il pizzo più famoso del mondo, nasce dalla romantica storia di due innamorati. La leggenda racconta di una fanciulla di nome Serena, bellissima ma povera, innamorata di un giovane artista altrettanto povero. Il loro amore fu duramente messo alla prova da un tragico avvenimento: un giorno la mamma di Serena si ammalò gravemente, e la fanciulla, in cambio della sua guarigione, fece un voto, rinunciando per sempre al suo giovane amato.

Mentre i due innamorati, seduti all’ombra di un albero, erano giunti al momento della separazione, accadde qualcosa di incredibile: dai rami cadde sul grembiule della ragazza una ragnatela. I due ragazzi, incantati dalla tela, realizzarono insieme il famoso merletto di fiandra. Lui con il suo ingegno con alcuni rami dell’albero chiuse il grembiule fra quattro bastoncini per irrigidirlo di modo da portare a casa il prezioso disegno della ragnatela e lei cercò immediatamente di copiare il disegno con il filo più fine del suo fuso.

Così dall’amore e dall’arte nacque il primo merletto, che piacque moltissimo alle dame più illustri della città, che ricompensarono la giovane ragazza; con i soldi Serena curò la madre malata e con dolore dovette lasciare anche il suo innamorato, per rendere fede al voto, ma giunti al triste momento dell’abbandono, dallo stesso albero dal quale avevano avuto l’idea di creare il merletto cadde un’altra ragnatela su cui era scritta l’assoluzione dal voto.

Argia Renda