Predappio
08 novembre 2018   •   Argia Renda

Predappio, un breve itinerario della città di Mussolini

«Predappio, comune in provincia di Forlì, in origine era un paese di modeste dimensioni, mentre in seguito divenne la “Città del Duce”, meta di pellegrinaggi dei fascisti»

In questa nuova settimana ci trasferiamo a Predappio, città sorta sulle colline dell’Appennino Forlivese, che al suo interno accoglie una località nota con il nome di Dovìa, luogo in cui nacque Benito Mussolini. Al di là degli aspetti politici e storici, vi consigliamo comunque di fare tappa qui, in una città simbolo di un passato scomodo, che è bene non dimenticare e non stigmatizzare. Al contrario, in un particolare momento storico in cui la Memoria sembra non avere la giusta forza, Predappio può rappresentare un monito affinché quel passato non venga dimenticato, portandoci a combatterlo in maniera più dura e risoluta.  Ma andiamo con ordine: prima di tutto è importante sapere che Predappio, a causa di una frana avvenuta nel 1923, subì un importante restauro che diede vita a Predappio Nuova.

Una curiosità: quando il Duce fece visita alla città, dopo la sua fondazione, come primo pensiero ebbe quello di visitare la sua vecchia casa natìa, con l’intento di ordinare la rimozione della lapide in bronzo, per mantenere il più umile possibile le condizioni della sua infanzia.

Chiese e monumenti

Il nostro tour di Predappio può proseguire con il mio primo consiglio. Una tappa obbligata, in effetti, è quella che ci porta alla Chiesa di Sant’Agostino in Rocca d’Elmici: costruita in modo semplice, in stile romano, al suo interno, precisamente nell’abside, sono presenti degli affreschi, ormai quasi del tutto rovinati che rappresentano la Danza degli Scheletri, messi la con la funzione di monito per tutti gli abitanti del luogo. Come seconda opzione vi consiglio, sempre a Predappio, la Chiesa di San Cassiano in Pennino, ristrutturata diverse volte negli anni a causa dei numerosi terremoti, nel 1934 è stata proclamata monumento nazionale.

La vostra seconda tappa potrebbe essere, invece, la Casa del Fascio, tra gli edifici più imponenti della città, oppure Casa Becker, progettata dal Genio Civile di Forlì, deve il suo nome al lord William Becker, politico inglese simpatizzante del fascismo, che diede il suo importante contributo alla costruzione. Se ancora non vi basta, una visita la merita anche la Casa del sanitari, situata nella Piazza centrale di Predappio, inaugurata nel 1931 da Mussolini e suddivisa in tre piani, mentre nel retro del palazzo è presente un ambulatorio nel quale avvenivano le medicazioni riservate ai pazienti.

Un po’ d’arte

Per tutti gli amanti dell’arte Predappio ospita il Palazzo Varano in piazza Sant’Antonio, oggi completamente rinnovato, un tempo costruito in pietra, senza alcuna decorazione, ha ospitato negli anni diverse famiglie della città, senza dimenticare che è stato la sede della scuola e per vent’anni residenza della famiglia Mussolini.

Proprio riguardo al Duce, vi ricordo che a Predappio è presente il Cimitero Monumentale di San Cassiano in Pennino, luogo in cui è stato tumulato il corpo di Benito Mussolini. All’interno della cripta, che si trova nella cappella, sono ospitati inoltre anche Alessandro e Rosa, i suoi genitori. E qui troviamo una nuova curiosità: già, in questo cimitero ci sono anche le spoglie di Adone Zoli, Presidente del Consiglio negli anni ’50, dichiarato antifascista, che però fece l’impossibile affinché la salma del Duce venisse restituita alla famiglia. E volete sapere una cosa ancora più insolita? La tomba di Claretta Petacci, fucilata insieme al Duce, si trova nel Cimitero del Verano a Roma, vicina a quella del partigiano che la fucilò.

Quel che è certo, al di là dei sentimenti politici, è che Predappio accoglie ogni anno migliaia di visitatori, che anche solo per semplice curiosità si recano a fare visita alla salma di Mussolini e ad una città simbolo di un’epoca buia e straziante. Per questo motivo una visita a Predappio non solo è consigliabile, ma è anche un’esercizio utile per non dimenticare efferatezze e i momenti tragici del nostro passato.

Chiusa questa parentesi, concludo, il mio breve tour di Predappio, parlandovi della sua cucina: quello che va per la maggiore è il formaggio fresco o stagionato, senza dimenticare i passatelli, la pasta all’uovo, la piadina, i salumi e la ciambella. Inoltre il vino rosso: il Sangiovese, tipico delle aree romagnole, prodotto nei vitigni delle colline.

Argia Renda